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I consigli utili per guidare nella nebbia

I consigli utili per guidare nella nebbia
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«Speriamo ci sia la nebbia», recita lo slogan di una popolare sagra novembrina della Bassa. Chi ogni mattina all’alba avvia il motore e si mette in strada direzione ufficio, in realtà, prende la nebbia come il peggiore dei dispetti. Persino più di una nevicata, fenomeno che - almeno finché non raggiunge una determinata intensità - un set di gomme invernali di buona qualità può contrastare con discreta efficacia. Ma il «muro» di condensa sospeso a mezz’aria, quello no, ancora nessuna tecnologia è in grado di neutralizzarlo. Quando la bruma è fitta, nemmeno un Airbus di ultima generazione riceve dalla torre di controllo il benestare ad alzarsi da terra. Complice il clima degli ultimi giorni, l’incubo nebbia è tornato a fare capolino nel sonno degli automobilisti. Le previsioni del weekend non promettono tra l’altro nulla di buono. Tanto vale accettare i capricci del meteo e andarsi a ripassare il «manuale» di guida sicura. Già, perché mai come nel caso di visibilità ai minimi termini, i principi di prudenza e consapevolezza andrebbero seguiti con rigore. Pena una vigilia di Natale in compagnia del…carrozziere.

QUANDO SI FORMA Scientificamente parlando, chiamasi nebbia quel fenomeno atmosferico per il quale una nube costituita da goccioline d’acqua o cristalli di ghiaccio si forma a contatto col suolo. A causa della diffusione della luce solare da parte dell’acqua in sospensione, la nebbia si manifesta come un alone biancastro che limita la visibilità degli oggetti. Inizia a generarsi quando l’umidità relativa di una massa d’aria raggiunge il 100%, ovvero quando si ha saturazione del vapore acqueo in essa contenuto. I fattori che ne favoriscono la formazione sono in genere una scarsa altimetria, l’assenza di vento, la prossimità di corsi d’acqua e vegetazione folta.

INFORMARSI Nebbia il Val Padana? Niente panico. Sarebbe innanzitutto buona prassi, prima di mettersi in marcia, ascoltare i notiziari sul traffico o informarsi via Internet. Sempre meglio affidarsi a fonti istituzionali, piuttosto che a portali di natura commerciale. Calcolare quindi maggiori tempi di percorrenza: se le probabilità di nebbia sono alte, puntare la sveglia una mezz’ora prima del solito. Correre «alla cieca» in preda all’ansia da ritardo è anticamera di un sicuro tamponamento.

VELOCITA' E DISTANZA A seconda dell’indice di visibilità, talvolta limitato a poche decine di metri, la velocità dovrà ovviamente essere adeguata. Ma non basta. Anche la distanza dal veicolo che precede dovrà dilatarsi in misura proporzionale alla densità della coltre nebbiosa. Essenzialmente due le ragioni: l’automobilista che stiamo seguendo potrebbe avventurarsi in manovre brusche, come frenate in extremis o svolte senza preavviso. In secondo luogo, anche i nostri tempi di reazione non sono gli stessi: la nebbia ovatta la vista, le nostre valutazioni di segnaletica ed ostacoli non sono più infallibili.

I FARI. In genere, nello strato d’aria immediatamente sopra l’asfalto (un «cuscinetto» di circa 15 cm) la nebbia è più rada: ecco perché azionare i proiettori fendinebbia, orientati più in basso rispetto agli anabbaglianti, risulta utile per tenere d’occhio la segnaletica orizzontale. Quanto ai «retronebbia», impiegarli solo in caso di frenata violenta, oppure quando dallo specchietto retrovisore non si scorgono auto in avvicinamento. Non appena veniamo raggiunti, li spegniamo: il loro fascio luminoso ha un fastidioso potere abbagliante. Il Codice in ogni caso ne limita l’uso ai contesti di visibilità inferiore ai 50 metri.

AUTOSTRADA In autostrada, dimenticatevi della funzione «cruise control»: favorisce i cali di concentrazione, proprio quando la soglia di attenzione dovrebbe invece essere assai maggiore del solito. Un discorso diverso merita semmai il cruise control adattivo, variante evoluta che impone all’auto di rallentare autonomamente in caso di vetture che procedono a ritmo inferiore. Il suggerimento resta tuttavia quello di impostare il sistema su velocità contenute e massima distanza da chi ci precede. Infine, niente soste in corsia di emergenza, se non per motivi di assoluta necessità (malore, guasto meccanico). Le tragedie maturate da veicoli in avvicinamento che travolgono persone uscite dall’abitacolo, con la nebbia - ahimè - non si contano.

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  • Gianni Cesari

    11 Dicembre @ 06.54

    giannicesari

    Se mi è permesso un consiglio, che nn ho letto nell'articolo. Con la nebbia tenere ben di conto il fattore "rimba". Persone distratte o poco previdenti hanno la pessima abitudine di viaggiare con anche forte nebbia, di giorno, con le sole luci di posizione. È un suicidio. Se state seguendo un veicolo particolarmente lento, e valutate che il tempo utile per eseguire il sorpasso è sufficiente, non fatelo! Spunterà il rimba con luci di posizione (o peggio fanali spenti) a poche decine di metri da voi. Altro consiglio non state rigorosamente a destra, lasciate almeno mezzo metro fra la vs auto e la linea bianca esterna, xe esistono pure i ciclisti kamikaze a fari spenti.

    Rispondi

  • aldo

    10 Dicembre @ 20.26

    concordo coi tre commenti precedenti (bella ab9pr). I fendinebbia andrebbero tolti dalle auto perchè non servono a nulla. Ci sono automobilisti che li tengono accesi con la pioggia, recando fastidiosissimi bagliori a chi viene in senso opposto. Sulle strade sarebbe opportuno avere vistose strisce ai margini della carreggiata e ovviamente quella di mezzerìa.

    Rispondi

  • gf

    10 Dicembre @ 09.40

    I fendinebbia anteriori servono quando la visibilità è ridotta a tal punto che gli anabbaglianti non permettono di vedere nulla creando un "muro di luce" e si usano insieme alle luci di posizione (e a velocità ovviamente ridottissima). Usarli con visibilità di 50-100 metri o a ciel sereno oltre a non servire a nulla, crea fastidio a chi arriva in senso opposto, specie se l'asfalto è bagnato o se orientati male.

    Rispondi

  • ab9pr

    10 Dicembre @ 08.16

    alberto_bianco@alice.it

    La nebbia a parma é tutta colpa della giunta pizzarotti che non è stata capace di prevedere un piano di prevenzione adeguato. Se ricordate bene con i precedenti sindaci la nebbia a parma non c'è mai stata. Parma é addirittura 80esima nella affidabile classifica delle città italiane senza nebbia..

    Rispondi

  • salamandra

    09 Dicembre @ 21.28

    MA che consiglio sarebbe quello in merito ai retronebbia "impiegarli solo in caso di frenata violenta"? Se devo frenare bruscamente non ho certo tempo di cercare l'interruttore dei retronebbia. Diciamo che in città il retronebbia sta a significare che chi è alla guida farebbe meglio a vendere l'automobile e usare solo i mezzi pubblici per manifesta incapacità. Fuori città va spento quando ho qualcuno dietro visto che serve per farmi vedere e non per abbronzare chi ci segue.

    Rispondi

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