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Sala Baganza

Quel che resta delle alluvioni: consigli e analisi in un libro

Il toscano Paolo Franceschetti ha scelto il disegno di una bimba salese per la copertina del suo "dossier"

La copertina del libro "Navigare nel fango"

La copertina del libro "Navigare nel fango"

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L'alluvione di Sala Baganza vista con gli occhi di una bambina: una casa con un salvagente, minacciata dai fulmini e dall'acqua tutta intorno. Una casa un po' piegata su se stessa, con le finestre come due occhi, che esprimono paura. La stessa trasmessa da Celeste, bambina salese di 8 anni. Un suo disegno è stato scelto per la copertina del libro «Navigare nel fango», un “dossier alluvioni” scritto dal toscano Paolo Franceschetti, esponente degli abitanti dell'isola d'Elba colpiti da alluvione nel novembre 2011. Il volume dovrebbe essere presentato nel mese di febbraio (la data è ancora da stabilire) dal Comitato 11 Giugno.
Nel libro, prodotto in autopubblicazione in formato cartaceo e e-book, Franceschetti ripercorre i problemi dei tanti, troppi italiani alle prese con il dopo-alluvione: risarcimenti che arrivano con il lumicino o che non arrivano proprio, comitati inascoltati dalle istituzioni e l'abitudine italiana di affrontare un'emergenza continua, salvo poi “dimenticare” le vittime alle prese con danni e spese. 
«L'ho scritto di getto», ammette. Franceschetti fa polemica e dà voce a tante arrabbiature; dichiara di aver votato per il Movimento 5 Stelle ma non fa politica da attivista, né è uno scrittore. E' un commerciante, vittima di alluvione. Aveva un negozio di articoli sportivi a Marina di Campo, all'isola d'Elba. Il 7 novembre 2011 un'alluvione gli ha distrutto l'attività. E ancora - sottolinea - non ha visto un euro di risarcimento: «Stanno iniziando ad arrivare adesso, a qualcuno, e non si capisce in che modo».
Un mese dopo l'alluvione, racconta, «mi ha chiamato il commercialista: bisognava pagare l'anticipo delle tasse per il 2012!». Ma la sua attività era da ricostruire... L'indignazione è stata immediata.
Cercando su internet, Franceschetti ha scoperto molti comitati di paesi con lo stesso problema del suo, non ultimo Sala Baganza. Così ha iniziato a documentarsi, sulle normative ma anche sui problemi degli alluvionati di tutta Italia e le proteste.  
In copertina, sotto il disegno di Celeste, c'è la spiegazione dello spirito del libro: «Le alluvioni 2.0, il web e la nuova risorsa dei social media per sopravvivere e comunicare. Cosa fare per sostenere le vittime trascorse le prime 2 settimane di emergenza, esaurita la notorietà, terminate le fasi dei primi soccorsi e finite le passerelle politiche».
L'autore aveva già un certo rapporto con il Parmense: sua moglie infatti è parmigiana e lui ogni anno passa un periodo da queste parti, tra febbraio e marzo. Da alluvionato ha un rapporto particolare con Sala Baganza e con il Comitato 11 Giugno. Quando lo ha conosciuto, navigando sul web, «chiesi a Nicola Luberto, coordinatore del comitato di Sala - scrive nel libro - di mandarmi copia del loro statuto, ne parlai a Campo e costituimmo il comitato» degli alluvionati all'isola d'Elba. Nel giugno 2012, Franceschetti ha partecipato al primo incontro nazionale dei comitati alluvionati, a Sala. Un caso che lo ha particolarmente colpito perché, a suo giudizio, è simbolo dei disastri dimenticati. 
«E’ per dare un senso a oltre 2 anni di contatti e di attività di informazione - scrive l'autore - che mi sono deciso a descrivere cosa succede dopo il quindicesimo giorno da una calamità, cercando di lasciare una testimonianza di quanto sia importante tenersi uniti e infornati sulle situazioni locali, tutte diverse e geograficamente molto distanti».
Franceschetti ha elaborato così un vademecum con una serie di consigli su come comportarsi e quali provvedimenti prendere in caso di alluvione (sotto). 
Fra le persone citate nel volume c'è Nicola Luberto, coordinatore del Comitato 11 Giugno. Luberto spiega che la battaglia per far sentire la voce dei cittadini sta continuando. A suo giudizio, le istituzioni hanno dimenticato gli alluvionati salesi. Il comitato sta lavorando per organizzare a Sala Baganza una presentazione di «Navigare nel fango». E il coordinamento degli alluvionati di tutta Italia - spiega - porta la protesta in Parlamento. Nei giorni scorsi «abbiamo incontrato deputati e senatori di tutti gli schieramenti» a Roma: «Abbiamo portato 19 ampolle di fango» in rappresentanza di altrettanti centri colpiti da alluvioni, fra cui Sala Baganza. «Abbiamo chiesto loro di riconoscere da dove venisse il fango», per dire che le vittime sono tutte uguali: i parlamentari sono rimasti sconcertati, assicura Luberto, che ora spera che una delegazione degli alluvionati italiani possa essere ricevuta dai presidenti di Camera e Senato. 



Video
su YouTube: Paolo Franceschetti denuncia i problemi degli alluvionati dell'Elba a Piazza Pulita (23 marzo 2012) 


IL VADEMECUM PER LE VITTIME DI ALLUVIONE
di Paolo Franceschetti

Una serie di consigli delle cose da fare per poter avere rimborsi pubblici per aziende e privati. Non esistono regole fisse per i rimborsi alle vittime, ogni regione adotta provvedimenti diversi, non esistono rimborsi al 100% e i rimborsi a fondo perduto sono limitati, si rimborsa solo presentando fatture di riparazione e di nuovo acquisto.
Per le civili abitazioni, di norma si rimborsano le prime abitazioni e si ammettono solo le fatture di impianti e lavori strutturali, gli arredi sono esclusi. Le pertinenze esterne di solito non sono contemplate.
Per le aziende si rimborsano le scorte, le materie prime, gli arredi, i macchinari e i lavori strutturali. I rimborsi variano sino al 75%, a seconda del settore di impresa e della tipologia di materiali
Le auto ottengono un rimborso, a patto di nuovo acquisto, sul valore dell’usato secondo valutazione “quattroruote”
* Prestate sempre attenzione agli allerta meteo e alle prescrizioni della Protezione Civile, alcune aree rimangono ancora a rischio, in caso di allerta notturno tenete una torcia e il telefono vicini a voi
* Denunciare presso Carabinieri e comune elenco danni e smarrimenti documenti
* Fotografare beni mobili, immobili, arredi e interni.
* Richiedere ispezione dei pompieri e dei vigili urbani degli immobili
* Fare inventario scritto di quanto perduto e preventivo per restauri.
* Create un archivio in cui scannerizzate / fotocopiate tutto
* Per le partite iva: denuncia presso Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza
* Fare pressione presso autorità per riconoscimento stato di calamità, ciò che può agevolare il post alluvione è Ordinanza Presidente dei Consiglio Ministri (OPCM)
* Per le aziende che debbano conferire in discarica i beni irrecuperabili è importante comunicarlo all’Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza con 5 giorni di anticipo
* Le aziende facciano immediata richiesta di rimborso alla Camera di Commercio della propria Provincia di appartenenza.
* Se avete tempo, spazio e possibilità: lavate tutto perché non tutto è perduto
* I  lavori svolti in economia non sono riconosciuti come rimborsabili
* Per ogni nuovo acquisto o riparazione richiedere sempre fattura
* Pagare sempre con assegno o carta di credito anche per importi piccoli
* Conservare scontrini ed estratti conto bancari per dimostrare la tracciabilità dei pagamenti effettuati per le riparazioni
* Auto e moto irrecuperabili devono essere rottamate; la loro vendita o cessione a qualsiasi titolo esclude la possibilità di rimborso. Sono ammesse a rimborso le fatture di riparazione (con franchigia)
* Consultare la vostra assicurazione e consultate la vostra banca, le casse rurali e le banche di credito cooperativo solitamente offrono condizioni favorevoli per mutui e prestiti
* Chiedere sempre l’assistenza di un commercialista o di un tecnico consulente
* Solo la firma di un OPCM può differire il pagamento dei tributi (6 mesi) o avere accesso a mutui agevolati garantiti dalla Regione.
*Per danni rilevanti richiedere una perizia giurata di un professionista
* Per i rimborsi esistono franchigie e massimali sia per i beni privati che aziendali
* Se siete aderenti a qualche ordine professionale verificate l’esistenza di uno specifico fondo di solidarietà (esempio: Enpam)
* Verificate la possibilità di ricorrere a un legale con un’azione collettiva
* Costituire un comitato con pagina facebook per fare informazione e allacciate rapporti con altri territori e cittadini alluvionati
* Come comitato scrivete e prendete contatto con tutti i livelli di amministrazioni e istituzioni regionali e nazionali
* Create una lista di giornalisti, organizzate eventi e conferenze stampa per ottenere visibilità e considerazione dai media classici
* Come comitato trattate uno sconto sui nuovi acquisti presso fornitori di attrezzature o arredi.

 

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