Sala collecchio fornovo

Alluvione, un tavolo istituzionale per guardare avanti

Dopo l’approvazione regionale di due risoluzioni, prosegue l’iter per mettere in sicurezza il territorio e trovare le risorse per indennizzare ai privati i danni causati dal nubifragio

Alluvione, un tavolo istituzionale per guardare avanti
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Dopo l’approvazione di due importanti risoluzioni dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna, si è riunito a Sala Baganza un tavolo istituzionale per fare il punto sull’alluvione dell’11 giugno 2011.

All’incontro erano presenti: i rappresentanti dei due Comitati alluvionati costituitosi dopo l’evento dell’11 giugno, con i loro presidenti Nicola Luberto ed Emilio Ceci; i consiglieri regionali (alcuni impossibilitati ad essere presenti per altri impegni) Giuseppe Luigi Villani e Roberto Garbi; l’onorevole Patrizia Maestri; i sindaci dei comuni di Sala, Collecchio e Fornovo; Gianfranco Larini del Servizio Tecnico di Bacino; Maurizio Netto tecnico del Consorzio per la Bonifica Parmense; alcuni cittadini di Fornovo.

A fare da premessa al tavolo, le due risoluzioni regionali approvate il 10 giugno 2014. Una, la n. 2638, a firma dei consiglieri Corradi, Ferrari, Villani: “per la realizzazione delle opere finalizzate alla messa in sicurezza idraulica dei territori dei comuni di Sala Baganza, Collecchio e Fornovo Taro, con la richiesta alla giunta, previa ultimazione di queste opere, di attivarsi per reperire le risorse necessarie ad indennizzare le persone colpite dall’alluvione”.

Sulla stessa linea, ma con una nota in più, l’altra risoluzione, la n. 5388, a firma dei consiglieri Favia, Villani, Meo e Riva: “per impegnare la giunta a rivendicare, intervenendo nelle sedi nazionali competenti, le risorse per la messa in sicurezza dei territori ed il diritto al risarcimento dei danni provocati dall’alluvione, anche con risorse proprie”.

Soddisfazione per i Comitati alluvionati: “L’approvazione delle due risoluzioni è un passo importante – afferma il presidente Nicola Luberto - un risultato ed un nuovo punto di partenza per la battaglia che come comitato stiamo portando avanti con costanza e determinazione, cercando di tenere sempre alta l’attenzione perché i riflettori non si spengano su quanto accaduto e le istituzioni non dimentichino di tenere fra le priorità l’alluvione dell’11 giugno, che ha causato ingenti danni al territorio e ai cittadini”.

“Il tavolo istituzionale, alla luce anche di queste nuove risoluzioni, si è impegnato a perseguire una strategia comune – afferma il sindaco di Sala Baganza Cristina Merusi - unendo tutte le forze, l’unico modo per dare voce al territorio a livello regionale e nazionale, fino ad ottenere il raggiungimento degli obbiettivi”.

Durante l’incontro a Sala Baganza sono stati condivisi alcuni nuovi impegni, soprattutto relativi all’area del Rio Scodogna, ancora in attesa di interventi, in quanto la prima parte di finanziamenti ministeriali e regionali, stanziati all’indomani dell’alluvione, sono serviti alla messa in sicurezza del Rio della Ginestra.

Da qui i prossimi passi. I consiglieri Garbi e Villani si sono quindi impegnati a presentare, nei prossimi consigli regionali, un ordine del giorno mirato all’attuazione delle risoluzioni approvate oltre a farsi promotori di una richiesta alla Giunta di destinare ulteriori 500 mila euro per la messa in sicurezza del Rio Scodogna.

Da parte sua, il Consorzio di bonifica parmense destinerà la quota 2014 della Difesa Attiva alla zona dello Scodogna, mentre Il Servizio Tecnico di Bacino presenterà, entro fine luglio, alcune ipotesi progettuali per valutare la soluzione migliore per l’area, che presenta condizioni geologiche ed urbanistiche non facili da gestire.

L’onorevole Patrizia Maestri, infine, ha dichiarato che valuterà di presentare una nuova interrogazione affinché il Ministero riprenda in considerazione l’ipotesi di dichiarare lo stato di calamità naturale, che consentirebbe di destinare risorse adeguate per far fronte a tutti gli interventi necessari.


Le tappe della vicenda

11 giugno 2011 - Un’intensa perturbazione meteorologica (in poco più di un’ora circa 90-100 millimetri d’acqua), colpisce i comuni di Fornovo Taro, Sala Baganza, Collecchio, Felino e la zona a sud del comune di Parma. Una “cella temporalesca di notevole intensità” che va a provocare un’onda di piena improvvisa con l’esondazione del Torrente Scodogna, del rio Riccò, del Rio della Ginestra e di alcuni canali minori. Ingenti i danni provocati, con allagamento di abitazioni, aree agricole, attività artigianali e commerciali (circa 100 edifici), oltre ad alcune strutture pubbliche, tra cui le case protette per anziani di Collecchio e Sala Baganza e danneggiamento di diversi ponti. L’esondazione provoca anche una vittima, nella località di Talignano dove perde la vita Agostino Galeotti.

29 Luglio 2011 - Nonostante la richiesta avanzata dalla Regione il 21 giugno 2011, il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale (nota n. 45911 del 29 luglio 2011), dichiara di non adottare la dichiarazione dello stato di calamità naturale: “pur sussistendo i presupposti per il riconoscimento dell’eccezionalità dell’evento, ai sensi del comma 3, art. 5 della legge n. 255/1992, stante l’indisponibilità di risorse finanziarie statali, si rimanda al bilancio regionale per ogni successivo provvedimento”.

19 dicembre 2011 – Il presidente Errani dichiara lo stato di crisi regionale, con decreto n. 237, e per condividere le priorità di intervento con gli enti e le comunità locali istituisce un Tavolo istituzionale.
Dal 2011 al 2014 – All’indomani dell’alluvione, si costituiscono due comitati di cittadini con l’intento di rivendicare il diritto al risarcimento dei danni subiti (colpite 185 famiglie e 50 attività produttive, per un ammontare di circa 7.200.000 euro, per privati e aziende, e di 450 mila euro per i beni pubblici). I sindaci dei comuni colpiti dall’alluvione, supportati dalle risoluzioni dei consiglieri regionali e dalle interrogazioni presentate dagli onorevoli Motta e Maestri, iniziano a portare avanti istanze perché la Regione, ed il Governo, prendano in considerazione la dichiarazione dello stato di calamità naturale, affiancando la richiesta di risorse necessarie per la messa in sicurezza del territorio e per indennizzare i privati. Le ultime due risoluzioni presentate alla Giunta dai consiglieri regionali risalgono al 10 giugno 2014, per sollecitare l’impegno a trovare soluzioni adeguate.

1 luglio 2014 – L’assessore regionale alla sicurezza territoriale Paola Gazzolo dispone l’aggiornamento del monitoraggio dei dati sui danni provocati dall’alluvione al patrimonio pubblico, ai privati e alle attività produttive, per poter disporre di un quadro complessivo per l’individuazione di ulteriori modalità di concorso finanziario per il ristoro dei danni.

Risorse stanziate ed interventi realizzati ad oggi

La Regione ha finora investito oltre un milione 700 mila euro per interventi di mitigazione del rischio idraulico. Nello specifico, le opere hanno riguardato: interventi urgenti nei comuni di Sala Baganza, Fornovo, Collecchio per 535mila euro, di cui 370 mila per assistenza alla popolazione e ripristino di strutture pubbliche e danneggiate e 165 mila euro per pronti interventi sui corsi d’acqua; lavori (già terminati) sul Rio Ginestra a difesa dell’abitato di Sala Baganza per 650 mila euro, dei quali 205 mila euro derivanti dall’Accordo di Programma con il Ministero dell’Ambiente; l’installazione di un dispositivo di monitoraggio tele pluviometrico collegato ad un sistema di allarme acustico e semaforico per il rio Riccò ed il Torrente Scodogna per 147 mila 800 euro; il primo stralcio di interventi (attualmente in progettazione) per l’adeguamento della sezione del torrente Scodogna a difesa dell’abitato di Sala Baganza per 400 mila euro.

 

 

 

 

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