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Sala Baganza

Ottavo colore: "Caso di omofobia in parrocchia"

Ottavo colore: "Caso di omofobia in parrocchia"
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"Un caso di omofobia" in parrocchia a Sala Baganza? E' quanto asserisce in un comunicato l'associazione Ottavo colore.

Una vicenda delicata, che quindi richiederà opportune verifiche attraverso le versioni delle altre persone chiamate in causa. Il parroco di Sala Baganza., contattato dalla Gazzetta, non ha voluto commentare l'accaduto. Le ragazze, invece, hanno confermato il resoconto dei fatto contenuto nella lettera-denuncia dell'associazione, che è pubblica ed è stata inviata a varie redazioni. Maggiori particolari sulla Gazzetta di Parma in edicola martedì. Intanto ecco il testo della lettera:

Una domenica a Sala Baganza, ma non una come tante. Questa domenica, Giulia* ha il saggio di canto alla parrocchia Santo Stefano. Ha invitato tutti: mamma e papà, la cugina Francesca* con la sua ragazza, e altri amici. Tutti a sentirla e a darle supporto. Il pubblico è così numeroso che non tutti riescono ad entrare, e così alcuni di loro rimangono appoggiati al muro del corridoio, come Francesca* e Sara*. Inizia lo spettacolo, il pubblico si emoziona. Parte una canzone romantica ed alcune coppie si abbracciano, tra loro Francesca e Sara. Poco dopo, senza capire, eccole che vengono spinte da un uomo verso l'uscita. L’uomo in questione è il parroco e queste sono le sue parole: "O vi staccate immediatamente o dovete andarvene, ci sono anche dei bambini qui ". Dopo essersi riprese, le ragazze chiedono spiegazioni che risultano incomplete, poco chiare. Il parroco continua a respingerle, le porta fuori dal cortile, nonostante le ragazze e i loro amici si allontanino per non rovinare l’atmosfera del saggio, il parroco chiama "i rinforzi" e avvisa i carabinieri. Arrivano in fretta e capiscono subito il malinteso. Chiedono scusa alle ragazze, stringono loro la mano, augurando di trovare il coraggio per affrontare queste situazioni, prima di dirigersi dove la gente ha veramente bisogno di loro.
Denunciamo, ancora una volta il modo violento e discriminatorio in cui viene attaccato il diritto fondamentale di vivere liberamente il proprio orientamento sessuale, vogliamo qui ricordare che la CORTE COSTITUZIONALE ha chiarito oltre tre anni fa che gay e lesbiche " HANNO IL DIRITTO FONDAMENTALE DI VIVERE LIBERAMENTE LA LORO CONDIZIONE DI COPPIA", quindi anche di baciarsi e tenersi per mano per strada, se lo desiderano. Che niente se non la becera ignoranza e il pregiudizio più medievale possono giustificare la violenza verbale o fisica nei confronti di una coppia gay o lesbica. Che scagliarsi apertamente contro queste ragazze non esprime in realtà alcun valore morale o etico, ma al contrario solo disprezzo e disgususto per una popolazione che reclama libertà, dignità e protezione dalla violenza. Ancor peggio se questo atteggiamento è assunto da un prete che dovrebbe per la sua missione includere le persone,non perseguitarle e rendersi conto che dietro alle parole ci solo vite di persone, ci sono famiglie che vanno rispettate i cui figli e figlie non sono bersagli da colpire.
Questi gesti non saranno più ignorati. Dietro ogni persona discriminata, ci saranno la famiglia, gli amici e sempre più cittadini pronti a reagire, a denunciare, a lottare.
Papa Francesco ha pronunciato queste parole: "Una volta una persona, in maniera provocatoria, mi chiese se approvavo l’omosessualità. Io allora risposi con un’altra domanda: “Dimmi, Dio, quando guarda una persona omosessuale, ne approva l’esistenza con affetto o la respinge condannandola?” ". Il parroco di Santo Stefano ha fatto la sua scelta.

Fin qui la versione e le considerazioni di Ottavo colore. Come dicevamo, la nostra redazione sta ora cercando - doverosamente - di raccogliere altre testimonianze ed altre versioni sull'accaduto.

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  • Cosbe

    18 Febbraio @ 04.13

    Davvero non conta se erano due ragazze ad abbracciarsi (e forse baciarsi...dice qualcuno ma non si dice cosa sia davvero accaduto)?...allora perchè alla fine del matrimonio marito e moglie neo sposi si danno un bel bacio sulla bocca in chiesa davanti al prete e a frotte di bambini?! Dai là....siete ridicoli... Semplicemente c'è chi può dentro alla chiesa e chi non può nemmeno abbracciarsi nei saloni parrocchiali !!! siete ipocriti...sepolcri imbiancati.... Vorrei proprio vedere se gli articoli sui preti pedofili vedrebbero i vari annamaria, francescafe, ecc commentare e indignarsi...mi piacerebbe proprio vedere se accusereste con sdegno o piuttosto provereste a giustificare, a dire che magari sono calunnie, ecc. Due pesi e due misure no? Io mi preoccuperei molto di più di chi sono quelli a cui diamo in mano i nostri figli nelle parrocchie e nelle scuole piuttosto che di due ragazzine innocue che nemanco hanno un ruolo in parrocchia!

    Rispondi

    • marcotto

      18 Marzo @ 22.42

      vero... pare che la Chiesa e i cristiani abbiamo insabbiato tutti gli abusi sui minori, fino a qualche anno fa. Quel che conta e' solo una cosa in questa storia: la presenza di due lesbiche in oratorio. Se non le vedi più, allora il problema non c'e' più. E' la stessa filosofia che ha applicato la Chiesa quando scopriva che alcuni preti erano pedofili: prima li sposta di parrocchia in parrocchia, o li manda in Africa, e poi si fa finta che il problema sia risolto. Con questo gioco a nascondino, chi ci ha rimesso sono tutti quelli che hanno subito violenza . alcuni si sono suicidati, mentre la maggior parte hanno problemi psicologici di dissociazione del "Se" dal "io". Dopo un mese, che cosa ha fatto Don Giovanni? facciamo passare questa storia sotto lo zerbino, o diamo un' immagine di se stessi migliore rispetto a quella dipinta in queste pagine? Il vero peccato sarebbe "sperare che passi il tempo e la gente dimentichi". La gente non dimentica. Non tutti.

      Rispondi

  • Valerio

    11 Febbraio @ 17.33

    raq.cantiere.hera@gmail.com

    Che ridor!

    Rispondi

  • francescafe

    11 Febbraio @ 15.52

    questo il comunicato che la maestra Elisa ha mandato a diverse redazioni: "Buonasera, sono l'insegnante della classe di canto della quale si è svolto il saggio domenica 8 u.s. nella sala parrocchiale di Sala Baganza. Premesso che, tale sala ci è stata concessa e messa a disposizione molto gentilmente, e con un solo giorno di preavviso, dal parroco Don Giovanni, volevo esprimere totale sdegno per quanto scritto e insinuato nell'articolo comparso sulla gazzetta di Parma di oggi, in quanto ritengo che non si possano pubblicare fatti avvenuti senza prima verificarne la veridicità e le fonti, soprattutto considerando la delicatezza dell'argomento e la gravità delle accuse. Posso confermare che le due "fidanzate"in questione,che hanno tutto il diritto di esserlo, non erano state assolutamente invitate all'evento, ne tantomeno sono cugine o parenti in alcun modo di qualcuno dei miei allievi. Mi sento di esprimere totale solidarietà nei confronti di Don Giovanni, che si è semplicemente sentito in dovere di proteggere e difendere la vista dei molti bambini presenti alla festa, che si sono trovati loro malgrado ad assistere a scene a dir poco imbarazzanti! L'amore è un diritto di tutti è come tale va protetto edifeso, ma di certo non può essere distorto a proprio piacimento per giustificare comportamenti di ostentato esibizionismo e strumentalizzato in finte battaglie civili o presunte tali. In fede E. R."

    Rispondi

  • francescafe

    11 Febbraio @ 15.47

    http://www.diocesi.parma.it/new/index.php?option=com_content&task=view&id=2012&Itemid=1

    Rispondi

  • STEFANO62

    11 Febbraio @ 10.14

    Sarà anche propaganda, ma meglio due persone dello stesso sesso che si amano piuttosto che tutti quei preti pedofili finti moralisti e quella massa di pecoroni che li seguono.

    Rispondi

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