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Artigiani in coro: «Il Pos per noi è una mazzata»

Preoccupati anche commercianti e professionisti. La soluzione condivisa da tutti è semplice: «Un servizio imposto deve essere gratuito»

Artigiani in coro: «Il Pos per noi è una mazzata»

Luigina Ollari

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Obbligo del Pos per commercianti, artigiani e professionisti, per pagamenti sopra i 30 euro. Una vera e propria “mazzata”, come molti non hanno esitato a definire la norma in vigore, con trucchetto all’italiana in quanto manca la sanzione, dal primo luglio.
A preoccupare le piccole imprese non è tanto la tracciabilità delle entrate, «perché non siamo noi gli evasori dello stato a cui fare la guerra», quanto i costi di installazione e mantenimento del Pos.
Che, se per chi ha un ufficio o un negozio può ancora essere a fili, per gli artigiani deve essere, per forza di cosa, wireless, con costi ben maggiori. «Fosse un servizio bancario gratuito, come in molti paesi d’Europa, non ci sarebbero problemi» dicono. Ma ora, in una Salso che nel terzo giorno di luglio appare semideserta, parlare di pos è come parlare al diavolo dell’acqua santa.
E se i commercianti lo hanno quasi tutti da tempo, sono artigiani e professionisti a doversi mettere in regola: «Al momento la norma no è chiara e definita. Vedremo» commentano amareggiati.
«È uno schifo - precisa senza mezzi termini Vito Fortunato - perché è l’ennesimo modo per arricchire le banche. Dovrebbe essere come nel resto d’Europa: un servizio bancario gratuito visto che già abbiamo conti in banca».
Ed il nesso è proprio qua: fosse un servizio compreso alle spese bancarie, che per tutti sono tante, troppe, nessun problema. Invece è un pagamento a parte. «È una spesa che incide. Molto. Noi lo abbiamo da tempo, quindi la normativa non cambia il nostro lavoro, ma ad un certo punto abbiamo dovuto fare i conti con il costo elevato, soprattutto delle telefonate che partivano per ogni “strisciata”. Alla fine abbiamo risolto cambiando gestore telefonico» spiega Manuela Curti.
«L’ideale sarebbe il servizio bancario gratuito. Perché fondamentalmente è comodo: si evita di avere contanti nel cassetto ed in tasca. E che è abituato ad usarlo lo fa anche con cifre esigue» aggiunge Paolo Mordacci.
«Avendo noi il monopolio di stato su certi prodotti dovremmo far pagare la commissione, altrimenti ci rimetteremmo. Quindi per poco lo sconsiglieremmo. Deve essere modificato il servizio, che deve essere compreso a quello bancario» spiega Alessandra Fanzini.
«Se si impone deve essere gratuito - sottolinea Matteo Orlandi - perché tra canoni, commissioni, singole azioni incide notevolmente e con carta di credito ancora di più».
«Il Pos è utilizzato come scusa per eliminare l’evasione: quindi che ce lo regalino se è così. Per le piccole imprese è un costo: l’installazione, le telefonate, le operazioni, le transazioni. Al momento, per noi commercianti, è l’ennesimo pagamento da sopportare» commenta Giorgio Vernazza.
«Certo, dai un servizio in più con il pos, ma così come è la dinamica di utilizzo in Italia non è la soluzione per contrastare l’evasione» aggiunge Marco Testa. «Un servizio in più ora irrinunciabile. C’è da sperare che si abbassino i prezzi. In Catalogna avevano scioperato per quindici giorni: alla fine la soluzione è stata trovata» conclude Roberto Campanini.


Luigina Ollari, portabandiera dello sciopero fiscale

«Siamo indignati, il Codacons ci boicotta»

Ancora in lotta i commercianti e gli artigiani parmigiani, guidati dalla salsese Luigina Ollari, che da agosto dell'anno scorso sciopera fiscalmente contro uno Stato che chiede tasse possibili da pagare. E questa volta nel mirino dei contestatori la decisione dei pagamenti con il Pos e la sollecitazione del Codacons che, con lo slogan «Non dare cash a chi non ha il Pos», invita i consumatori a “boicottare” gran parte della categoria commerciale, ancora sprovvista di Pos.
«Siamo indignati - scrivono i firmatari della missiva al Codacons dell’Emilia Romagna che da ieri mattina sta facendo anche il giro del web per raccogliere ulteriori adesioni - perché basterebbe un’attenta riflessione su questa manovra del governo per trarre conclusioni facili: non si combatte l’evasione obbligando i pagamenti sopra i 30 euro con il bancomat; la tassazione elevata, gli studi di settore ed il resto stanno mettendo in ginocchio le piccole e medie imprese, ancora balia di leggi e leggine create apposta per farci chiudere mentre le grandi delocalizzano all’estero lavoro e capitale».
«L’evasione che rovina le casse dello Stato non è causata da noi. E questo lo sapete bene. Se la finalità della vostra associazione è quella di tutelare gli interessi del consumatore dovete spiegare agli stessi consumatori perché il Codacons appoggia una manovra che aumenterà i costi di gestione con conseguente aumento del prezzo finale di acquisto. Con questa manovra, e voi lo sapete bene, a trarre vantaggio saranno come al solito le banche».
«Infine - termina la lettera - noi prima di essere artigiani e commercianti siamo anche consumatori: per cui questa associazione dovrebbe difendere anche noi».

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  • Medioman

    07 Luglio @ 19.08

    Ai miei tempi si diceva: domandina facile per bambini scemi. Se il POS farà aumentare i costi aziendali, tra installazione, gestione, commissioni eccetera, chi ne pagherà le spese? risposte: a) le aziende ci rimetteranno di tasca propria - b) i costi verranno ricaricati sui prezzi ai clienti. Ai posteri (si fa per dire) l'ardua sentenza!

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  • Franca

    07 Luglio @ 17.37

    ben venga e obbligatorio,così staneremo gli evasori!

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  • cambogiano

    07 Luglio @ 12.26

    ad ogni modo questa legge è eredità del governo Monti, quindi ora sapete a chi rivolgere le vostre lamentele :)

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  • Biffo

    07 Luglio @ 11.41

    Certo per i commercianti ed artigiani era molto più comodo presentare il conto senza IVA, tutto in nero; come scrive Michele, non si devono preoccupare più di tanto, specie i commercianti, alzano i prezzi e sono a posto. Poverini, così onesti e puri, e costretti, ora, ad azioni illecite, per arrivare a fine mese, a pane ed acqua, del rubinetto, s'intende.

    Rispondi

  • gigiprimo

    07 Luglio @ 09.16

    vignolipierluigi@alice.it

    confermo Michele ! comunque riuscirebbero sempre a frodare, fino a quando non saremo messi in condizione di dichiarare le nostre spese! e pensare che l'esselunga ti manda a casa il resoconto annuale dei soldi spesi presso i suoi negozi! manca solamente la distinzione fra prezzi e iva, ma penso si potrebbe fare come all'estero, dove gli scontrini evidenziano tutto!

    Rispondi

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