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Ecco perché quando piove Salso va in tilt

Troppi problemi, molte critiche. Il direttore di Emiliambiente: "Fogne in buono stato ma servirebbero opere idrauliche imponenti"

Ecco perché quando piove Salso va in tilt

Tombino a Salso

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Le recenti forti piogge, e in particolare la bomba d’acqua che lo scorso 14 giugno ha scaricato su Salsomaggiore più di 80 millimetri d’acqua in quasi due ore, oltre a causare allagamenti e disagi in tante zone della città termale, hanno dato origine a forti critiche da parte di larga parte della cittadinanza sulla situazione delle grate di scolo e dei tombini, in tanti casi ostruiti da foglie e detriti, e del sistema fognario salsese.
Una rete, quest’ultima, gestita da alcuni anni da Emiliambiente, società partecipata dal Comune, che gestisce il servizio idrico integrato di 12 Comuni della Provincia. «Il sistema fognario e di depurazione salsese è in ottime condizioni - afferma Dino Pietralunga, direttore di Emiliambiente - nonostante buona parte della posa della fognatura risalga sia agli inizi del secolo scorso che agli anni ‘50, mentre altre parti sono più recenti in relazione allo sviluppo urbanistico della città. I problemi nel caso di piogge intense riguardano più che altro le grate di scolo dell’acqua piovana e dei tombini che vengono ostruiti da foglie e detriti che, non venendo rimossi in tempi brevi, si sedimentano».
Pietralunga ricorda come le fogne siano di tipo misto, raccogliendo sia le acque nere che quelle bianche o meteoriche. «La possibilità di dividere in modo definitivo la natura delle acque, separando di fatto le nere dalle bianche risolverebbe il problema delle fognature in “carico”, evitando esondazioni e allagamenti degli scantinati e sgravando il depuratore urbano da un’immissione imponente di acqua da non trattare, con conseguente risparmio energetico – continua Pietralunga – Per legge le acque nere devono essere trattate, mentre quelle meteoriche devono disperdersi in superficie: la competenza per queste ultime sono del Comune e dell’Autorità di Bacino». Nessun trattamento viene riservato alle acque termali che riversano in acque di superficie e non subiscono alcun trattamento dai depuratori.
«Gli impianti di trattamento urbani sono ubicati in località Bargone Valle e a Tabiano Bagni. Ne esistono poi altri, minori, di trattamento per le frazioni – afferma Pietralunga in relazione agli impianti di depurazione –. Il depuratore urbano viene utilizzato per il trattamento di tutte le acque nere e miste veicolate attraverso il reticolo fognario, lavorando nel pieno rispetto dei parametri imposti da leggi e normative. Le problematiche relative al sistema fognario di Salsomaggiore sono molto importanti ed altrettanto variegate, in ragione sia di una conformazione territoriale che richiederebbe opere idrauliche imponenti, sia in ragione della presenza dei due torrenti, Ghiara e Citronia, sia, infine, dello sviluppo urbano molto rapido e non concentrato che ha avuto la città termale negli ultimi anni», conclude Pietralunga.

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  • cambogiano

    11 Luglio @ 10.53

    fidenza non si allaga ad ogni pioggia ed è questa la differenza con Salso e il focus dell'articolo.

    Rispondi

  • Biffo

    11 Luglio @ 03.00

    Ciao, Manrico! Ma il problema di Salso, con i tombini occlusi, è anche di Fidenza e non solo. È l'icona esemplare e paradigmatica dell'efficienza e della solerzia di chi di dovere.

    Rispondi

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