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Terme, presentato il nuovo piano di ristrutturazione

A fine novembre scade la cassa integrazione. Il progetto di risanamento prevede 81 esuberi. Il presidente Garibaldi: «Non se ne può fare a meno»

Terme, presentato il nuovo piano di ristrutturazione
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Terme di Salso e Tabiano: al via un piano di ristrutturazione aziendale che prevede, in una prima fase, 81 esuberi fra i 212 dipendenti a tempo indeterminato, con i licenziamenti entro il 30 novembre.
Una decisione che ha trovato contrari i sindacati e di cui si è discusso l’altra sera all’interno della Commissione consiliare termalismo. In municipio si è recata anche una delegazione di lavoratori e rappresentanti sindacali, uscita poi dall’aula dopo che non è stato concesso, dal presidente della commissione che si è attenuto al regolamento, di prendere la parola, come invece aveva chiesto il consigliere di opposizione Andrea Fellini.
La scelta di avviare i licenziamenti arriva al temine di tre anni di cassa integrazione che ha visto, a rotazione, coinvolta gran parte dei dipendenti. L’azienda ha attualmente 221 lavoratori fissi e 50 stagionali.
A spiegare le motivazioni della scelta il presidente delle Terme Massimo Garibaldi. «Una necessaria premessa: l’azienda ha delle potenzialità da esprimere e quindi può ancora rappresentare un efficace traino per il territorio. Va ricordato che è una società interamente pubblica ricompresa nell’elenco “Cottarelli” tra quelle per cui o si prevede il risanamento e/o la privatizzazione, oppure inevitabile diventa la liquidazione. Come amministratori non possiamo che impegnarci nel tentativo di operarne la stabilizzazione economica che comporta un inevitabile e sempre rimandato intervento sulla “questione” occupazionale».
Per il presidente non è l’unico aspetto del progetto di ristrutturazione «che deve prevedere anche un recupero di marginalità attraverso l’efficentamento dell’offerta e ridurre l’indebitamento a breve con un’azione di consolidamento a medio termine. E’ essenziale conseguire un cash flow positivo annuo e che rappresenta condizione necessaria per procedere a qualsiasi processo di privatizzazione o coinvolgimento di privati, magari del territorio».
Per il presidente «bisogna comprendere che un sistema di impresa non può perdurare in perenne perdita e seppur con rammarico la decisione di una procedura di licenziamento collettivo è il primo e inevitabile passo di un difficile percorso di risanamento che potrebbe riservare ulteriori sacrifici da parte dei lavoratori».
Come spiega Garibaldi, termine per avviare questa prima parte di riorganizzazione del personale è il 30 novembre, data ultima degli attuali ammortizzatori in deroga. «L’azienda comprende le difficoltà delle organizzazioni sindacali in quanto ritengono ancora possibile l’intervento del socio pubblico. Confidiamo che l’onestà intellettuale prevalga e che si possa lavorare insieme per restituire dignità ad un’impresa. Del tutto inutile, invece, mi sembra perseguire l’arrocco su posizioni di rifiuto».
Garibaldi ha ricordato come siano 81 in questa fase gli esuberi, «all’incirca pari al personale equivalente alle ore di cassa integrazione fruite in media in questi tre anni e che ha interessato, a rotazione, gran parte dei 212 dipendenti fissi. Va rilevato che nonostante l’utilizzo della cigd, circa 100 mila ore annue, il risultato ha visto una perdita di circa 2 milioni e mezzo di euro all’anno . È evidente che il provvedimento di licenziamento è un atto del dovuto riguardo ad una responsabile attività amministrativa: è necessario che l’azienda torni ad essere produttiva e capace di genere un servizio apprezzabile, in questo senso buona parte del risultato consta nella capacità degli stessi lavoratori di rimettersi in discussione».
Parla di situazione delicata il sindaco Filippo Fritelli rilevando come «il percorso sia quello di una razionalizzazione dei costi e riequilibrio dell’azienda. L’obbligo per il Comune è salvare il suo bilancio - la perdita delle partecipate e gli accantonamenti rischiano di blindarlo -, e insieme di garantire la continuità aziendale». Ha poi ricordato come a parte del Comune ci sia la massima trasparenza sulla vicenda terme, tema che verrà affrontato anche nel prossimo consiglio comunale. A.S.

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  • Biffo

    21 Settembre @ 17.02

    Sono stati interpellati, segretamente, esorcisti, sciamani, streghe e stregoni, medgòni ed astrologi; altri hanno chiesto, accompagnandoli con ceri enormi, l'intercessione della Madonna di Lourdes e di Santa Rita, la Santa degli Impossibili.

    Rispondi

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