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Neonatologia: i 41 angeli custodi dei baby pazienti

Neonatologia: i 41 angeli custodi dei baby pazienti
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Stella Ricchini
Il cordone ombelicale è già stato reciso. Ma quella sensazione di protezione che c’era nel ventre della madre per loro è ricreata artificialmente. Loro sono i neonati prematuri o quei bambini nati dopo i canonici nove mesi, affetti, però, da gravi scompensi. Sono i piccoli pazienti del reparto di Neonatologia del Maggiore. Attorno a loro, un microcosmo fatto di amore, attenzioni, scrupolosità e tanta passione, creato da medici specialisti e dalle infermiere del Reparto, a sostegno non solo dei bimbi ma anche delle mamme e dei papà, schiacciati dall’angoscia.
Se, però, gli specialisti giocano un ruolo fondamentale nella scelta della terapia più adatta al baby paziente, anche le infermiere, interfaccia tra medici, genitori e bambini, sono figure indispensabili. E al Maggiore di Parma, nel reparto diretto da Giulio Bevilacqua, questi angeli di Neonatologia, attrezzati anche ad affrontare le emergenze, sono ben 41. «Logicamente, da contratto nazionale, le infermiere lavorano 36 ore la settimana suddivise in turni che coprono il mattino, il pomeriggio e la notte - spiega la caposala di Terapia intensiva neonatale, Giovanna Bizzoni -. Alcune sono con noi da moltissimi anni, altre invece sono appena arrivate e, da poco, hanno iniziato il loro periodo di “addestramento”».
 Lavorare con i bambini, soprattutto in un reparto di Terapia intensiva, non è semplice: alcune infermiere, nonostante la grande preparazione, non “reggono” lo stress emotivo e chiedono di essere trasferite in un’altra Unità operativa. Per chi resta, invece, è costante la consapevolezza che da un lato c’è il benessere del piccolo e il profondo desiderio di farlo sopravvivere, dall’altro c’è la certezza che ogni «movimento» o «manovra», imposti ai minuscoli pazienti per dovere di cura, è comunque un rischio. «Questi bambini sono estremamente delicati: in Neonatologia, infatti, si cerca di portare avanti una gravidanza fuori dal ventre della madre - chiarisce Maria Pia Bonconti, responsabile assistenziale del Dipartimento materno-infantile -. Proprio questa certezza che ogni manovra rappresenta un trauma per il piccolo, fa sì che le infermiere lavorino sempre in coppia: solo in questo modo il rischio diminuisce». Ma tutto deve essere compiuto all’unisono. «Non c’è margine d’errore - osserva la responsabile -: le infermiere devono essere in grado di guardarsi negli occhi e, senza parlare, capire al volo cosa deve essere fatto». Il tutto in tempi brevissimi. Spesso, se la crisi del prematuro non è così grave da richiedere la presenza del medico, sono loro ad occuparsi delle piccole emergenze: di far «tacere» le voci degli allarmi dei macchinari addetti al monitoraggio delle condizioni vitali dei bimbi.
 

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  • jreed

    30 Dicembre @ 11.26

    Il mio piccolo è nato 15 mesi fa, nonostante le difficoltà dovute ai tagli, la loro professionalità era indiscutibile che rasentava la perfezione. L'ostretica letteralmente "correva" tra una paziente e l'altra, riusciva a sorridere a tutte e a fare il suo dovere coadiuvata dalle bravissime infermiere, alla fine ne avranno fatto nascere due o tre quasi contemporaneamente. Stremate ma felici. Complimenti!

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  • ILARIA

    20 Giugno @ 09.38

    Quando si entra in un ospedale...il cuore è sempre in sospeso....quando dei genitori hanno il loro piccolo in ospedale nato troppo presto e troppo presto si trova a lottare con la vita...allora il cuore si spezza....si entra in una dimensione strana...ci si muove come automi.Grazie a tutti i medici e le infermiere che si sono prese cura del nostro piccolo FEDERICO (ricoverato dal 2 DIC al 16 GENN).Grande professionalità,gentilezza sensibilità....le infermiere sono veramente angeli....ogni sera, quando salutavamo il nostro piccolo, sapevamo di lasciarlo in BUONE MANI.... grazie di cuore!...FAM.GUARNIERI

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  • federica

    15 Marzo @ 14.12

    Oramai sono trascorsi due anni.....le nostre speranze sono durate solo 22 giorni.Troppo pochi.I nostri due bimbi oggi sono due angeli. Il ricordo che ho del reparto è delle sue infermiere ,quasi tutte gentilissime. Ma i medici....bravi di certo, ma un corso di umanità lo consigliere.Sopratutto per medici ch lavoroin un reparto del genere. Federica

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  • mariella gerace

    19 Gennaio @ 11.47

    Per me e mio marito rimaranno per sempre le nostre tate piene d'amore per i piccoli e anche con la giusta sensibilita' verso noi genitori.Hnno curato la nostra piccola topina Anna con tanto amore grazie di tutto a tutto lo staff della neoatologia di Parma

    Rispondi

  • ferrari ramona

    11 Dicembre @ 03.21

    volevo di nuovo ringraziare tutti quegli angeli che hanno dato amore e cure alle mie gemelline ! reparto stupendo pieno di umanità ma soprattutto il personale ausiliario le infermiere professionali medici e chirurghi che ho dovuto condividere piccoli spazi con loro per ben 55 giorni e che mi han sempre fatta sentire a mio agio oltre a riuscire a fare qualche battuta per far sì che anche i momenti più critici si superassero al meglio.Le mie bambine al momento godono di ottima salute grazie a tutti loro!! Un abbraccio a tutti da Mya Grassi e Alice mamma ramona e papaà fausto.

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