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Esami e visite: ecco quanto bisogna aspettare

Per una mammografia, tempo massimo tre mesi. Bene diabelogia e oncologia

Esami e visite: ecco quanto bisogna aspettare
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Per una mammografia può capitare di attendere, come tempo massimo, anche tre mesi. Tempi piuttosto lunghi anche per un ecocolordoppler, un'eco addome, un'ecografia capo e collo. C'è da avere molta pazienza anche per alcune visite specialistiche (soprattutto per oculistica, che vanta oltre cinquemila pazienti in lista, urologia, fisiatria) mentre va bene, ad esempio, per le visite endocrinologiche, neurologiche o cardiologiche. Nonostante quest'ultime siano richiestissime: la vogliono fare oltre 4.800 parmigiani.
Sono solo alcuni dei dati dell'ultimo monitoraggio della Regione Emilia Romagna (una settimana a campione il luglio scorso) sui tempi di attesa (minimi, massimi e medi) delle prestazioni erogate negli ambulatori Ausl, negli ospedali territoriali e nei centri privati convenzionati con l'Ausl.
Un dossier corposo che esamina tutte le Ausl regionali e che prende in considerazione 45 prestazioni, fra visite (che la Regione impone debbano essere erogate a 30 giorni dalla richiesta) ed esami strumentali (termine massimo: 60 giorni dalla richiesta).
Rispetto alle altre Ausl regionali, quella di Parma presenta buoni risultati. L'«indice di performance prospettico» (il rapporto tra pazienti prenotati nella settimana presa in esame e rispetto dei tempi di riferimento) oscilla nella maggioranza dei casi dal 79% al 100%, con alcune eccezioni fra cui elettromiogramma (43%) e ortodonzia (50%).
Nessuna prestazione sfora, nei tempi medi, i limiti di erogazione stabiliti dalla Regione, e alcuni dati che nella rilevazione-campione presentano criticità (come la mammografia, per la quale qualche paziente a luglio ha aspettato tre mesi) nell'ultima rilevazione di ieri, dicono all'Ausl, faceva registrare due giorni di attesa del distretto Ausl di Parma, 10 giorni all'ospedale Maggiore, due giorni a Fidenza, e sette giorni rispettivamente nei distretti Valli Tari e Ceno e Sud-Est. Per un elettromiogramma, chi si è prenotato ieri deve attendere sette giorni per eseguire l'esame nel distretto Ausl, ma ben 92 all'ospedale Maggiore. Per tac rachide e tac bacino (dati non rilevati nell'indagine regionale, perchè evidentemente nei giorni presi in esame non c'erano state richieste) oggi si deve attendere rispettivamente 55 e 42 giorni al Maggiore, due giorni per entrambe le prestazioni a Fidenza e 29 giorni nei distretti Valli Taro e Ceno.
«L'impegno dell'Ausl di Parma a garantire i 30 giorni per le visite e i 60 per gli esami è rapportato ad un ambito geografico che può essere aziendale o distrettuale, secondo una decisione demandata alle singole Ausl. Noi abbiamo stabilito queste aree otto anni fa», spiega Giuseppina Rossi, direttrice del Dipartimento Valutazione e controllo dell'Ausl di Parma.
Significa che i tempi di garanzia vengono calcolati per alcune prestazioni - come le tac, e le rmn cerebrale, addome e colonna - nell'area aziendale, ossia provinciale (se per eseguire un esame si «sforano» i tempi a Parma, ad esempio, ci si può rivolgere alle strutture di Fidenza o Borgotaro, che devono rispettarli), mentre altre - la maggioranza - devono essere garantite nei quattro distretti di residenza degli assistiti: Parma, Fidenza, Valli Taro e Ceno e Sud-Est.

 

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  • Maurizio

    30 Gennaio @ 19.16

    Vercingetorige ha ragione, l'esempio posso farlo benissimo io, anni fa ho subito un intervento, cose no ngravi chiaramente ma previste dal ssn perchè creano problemi anche se non mortali, bene pagando il tiket ho fatto tutto e sono rimasto soddisfatto. Un mese dopo un mio amico deve fare lo stesso intervento, dice peste e corna del servizio sanitario pubblico e fa tutto a pagamento..... Peccato che il chirurgo ero lo stesso, l'operazione la medesima... solo due cose erano diverse, l'ospedale perchè lui era in una struttura privata e il costo dell'intervento perchè lui ha pagato 1400 euro....

    Rispondi

  • Vercingetorige

    30 Gennaio @ 11.46

    CARA SIGNORA , SE SI TROVA UN NODULO SOSPETTO AD UNA MAMMELLA NON C' E' NESSUN BISOGNO CHE VADA IN GIRO A CERCARE MAMMOGRAFIE A PAGAMENTO IN REGIME LIBERO - PROFESSIONALE . BASTA CHE LEI SI RIVOLGA AL CENTRO MEDICO ONCOLOGICO . Se, per essere ricevuta , deve aspettare qualche giorno , non si preoccupi , perchè un tumore della mammella non diventa incurabile in pochi giorni. Il Centro Medico Oncologico le applicherà un "protocollo" diagnostico-terapeutico , che prevede diversi accertamenti , tra cui non solo la mammografia , ma anche , per esempio , l' agobiopsia ecoguidata. Lei non deve prenotare niente , perchè tutti gli appuntamenti le vengono dati dal CMO , in tempi abbastanza brevi. CHE LEI DEBBA ASPETTARE UN ANNO PER CONCLUDERE IL SUO ITER DIAGNOSTICO , COME HA DETTO NEL SUO PRECEDENTE MESSAGGIO , NON E' VERO. Raggiunta la diagnosi , sarà chiamato in causa il chirurgo , che provvederà a rimuovere il nodulo , sempre che esista . Anche ad attivare il chirurgo provvederà il CMO , che la riprenderà in carico dopo l' intervento per eventuali ulteriori terapie e periodici controlli. QUESTA E' LA CORRETTA PROCEDURA DA SEGUIRE QUANDO UNA DONNA SI TROVA UN NODULO SOSPETTO AD UNA MAMMELLA, E NON ANDARE IN GIRO A CERCARE MAMMOGRAFIE PRIVATE A PAGAMENTO ! A PARMA LO "SCREENING" PER IL TUMORE DELLA MAMMELLA ESISTE DAL 1997 ! L ’ AUSL invia lettera di invito a sottoporsi all’esame mammografico GRATUITO ogni anno alle signore dai 45 ai 49 anni, ogni due a quelle di età compresa tra i 50 e i 74 anni. Poichè , negli ultimi anni, si è accertato che l' insorgenza di alcuni tumori della mammella ( non tutti ) è favorita da un' anomalia genetica a trasmissione familiare , quando si trova una paziente con un tumore mammario che presenti nel DNA quell' anomalia , si controllano periodicamente tutte le donne consanguinee , sempre senza che vadano in giro a cercare mammografie private a pagamento. Quello che io ho passato o non passato lei non lo sa , quindi farebbe bene ad evitare commenti fuori luogo in proposito. IO SONO UNO STRENUO DIFENSORE DEL SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO , e tutti i lettori di questo "forum" che hanno avuto la bontà di seguire i miei messaggi lo sanno ( lei evidentemente no ). Certo che , se la riconoscenza della Popolazione verso il Servizio Sanitario Pubblico fosse quella che manifesta lei (ma , fortunatamente, non è così ) , verrebbe la tentazione di provare a chiuderlo.

    Rispondi

  • seginos

    29 Gennaio @ 20.01

    Mio caro signore, non mi sono intestardita per farla per forza al Maggiore, ho pagato 120 euro, alla Rosa Prati. E le posso assicurare che sono stati molto più gentili. Cosa dovevo aspettare che finissi alla Villetta. Io grido vergogna perché pago le tasse e vorrei che per le tasse che pago, mi fosse offerto un servizio. In effetti ho pagato per un servizio. Io vivo del mio lavoro. E se pensa che il SSN debba essere abolito, allora dovrebbe andare negli Stati Uniti, che per curarsi ci si affida alle assicurazione. Poi mi auguro che lei goda sempre di buona salute, e che non passi mai quello che ho passato io, perché prima di parlare bisogna passarci.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    29 Gennaio @ 19.28

    I DATI RIFERITI DALLA REGIONE PARLANO ABBASTANZA CHIARO ! A Parma i tempi previsti (30 giorni per le visite specialistiche , 60 giorni per gli esami diagnostici ) sono generalmente rispettati , e, in alcuni casi , le liste d' attesa sono più brevi di quelle massime . Le prestazioni vengono erogate , a carico del Servizio Sanitario Regionale (salvo "ticket" ) , nelle Strutture degli Ospedali di Parma , Fidenza e Borgotaro e nei Centri Poliambulatoriali dell' AUSL , o convenzionati . Certo che, se qualcuno si intestardisce volendo andare per forza in un certo posto (ad esempio l' Ospedale Maggiore ) e non ne accetta nessun altro , l' attesa può allungarsi , ma , allora , prima di gridare alle "vergogne" , bisognerebbe dire che è una scelta propria e non raccontare balle !!!!!!!!!!!!!!! Non parliamo poi delle tonnellate di esami inutili che allungano le attese di chi ha reale bisogno ! A molta gente starebbe bene che il Servizio Sanitario Pubblico venisse abolito , come , subdolamente , pian piano , poco per volta, ci si sta avviando a fare , ed allora forse capirebbe cosa ha perso.

    Rispondi

  • seginos

    29 Gennaio @ 17.59

    Al Maggiore i tempi di attesa per una mammografia sono un anno, un anno e mezzo. E' una vergogna!!!!!!!!!!!!!! Eppure tutti paghiamo le tasse, e sembra che tutti ti prendano in giro, ma se la fai a pagamento, ti si spalancano le porte ed il tappeto rosso.

    Rispondi

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