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Ospedale: il «labirinto» delle indicazioni

Ospedale: il «labirinto» delle indicazioni
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di Luca Molinari
In ospedale con cartina e bussola; tra percorsi tortuosi e indicazioni non sempre facilmente comprensibili. Il Maggiore, soprattutto l’area polispecialistica (monoblocco, torre medicine, centro del cuore), si presenta come un vero e proprio labirinto, in cui non è sempre facile raggiungere la meta desiderata. Anziani e disabili sono coloro che più faticano a ritrovarsi in mezzo alla selva di cartelli, frecce e indicazioni verticali e orizzontali, sparsi per i vari padiglioni. Entrando da via Volturno, subito si incontra un punto informativo, con inservienti disponibili a fornire le spiegazioni necessarie a raggiungere un determinato reparto. Grazie alla posizione del nuovo ingresso dell’ospedale si riesce ad arrivare senza particolari problemi alla torre delle medicine, al centro del cuore e alla piastra tecnica. Diventa ben più complesso spostarsi in altri reparti più decentrati come l’ala delle chirurgie e il monoblocco. La segnaletica non manca, ma a volte è facile disorientarsi, specie quando nel giro di pochi passi si incontrano molteplici indicazioni a terra e cartelli su tutte le porte. Se si entra invece in ospedale da via Abbeveratoia (parliamo dell’ingresso del Monoblocco), nonostante la presenza di un punto informativo, raggiungere reparti come la cardiologia o la piastra tecnica, diventa davvero complicato. Anche perché se si segue la segnaletica a terra che porta alla torre delle medicine, al primo piano, in prossimità degli ascensori, l’indicazione si biforca, proseguendo sia a destra che sinistra. Dopo una lettura attenta dei cartelli, si capisce che con entrambe le strade si arriverà alla meta, ma è facile fare confusione. «A volte - spiega un’infermiera che preferisce rimanere anonima - siamo costretti a dare le informazioni a metà perché il reparto da raggiungere è molto distante. Così diciamo a una persona di raggiungere un determinato punto e poi di chiedere nuovamente. Bisognerebbe semplificare le cose, ma mi rendo conto che sia difficilmente fattibile vista la struttura dell’ospedale». In mezzo ad un corridoio c'è un anziano con problemi di movimento che, non trovando la strada per raggiungere il centro del cuore, ha chiesto aiuto ad una infermiera. «Senza quest’angelo - afferma l’anziano - non sarei mai riuscito ad arrivarci. Fatico a camminare e con tutti questi cartelli mi devo fermare a leggere ad ogni angolo per capire che strada devo prendere». Ha invece dovuto farsi portare a destinazione da un addetto del punto informazioni, Francesco (disabile) che, nonostante fosse accompagnato, non riusciva a trovare la dermatologia. «Ho fatto il giro due volte dopo aver ascoltato le indicazioni, - sottolinea arrabbiato - ma di frecce non ce ne sono e tantomeno di cartelli. Serve più chiarezza, altrimenti la gente non sa dove deve andare e continua a girare a vuoto». La situazione è migliore all’esterno, dove sono stati installati dei grandi pannelli decifrabili piuttosto facilmente. Ciò nonostante, nei tratti in cui è rimasta la vecchia segnaletica, come al bivio tra via Monoblocco e traversa 4B, le indicazioni sono piuttosto confuse e davvero minuscole per permettere a chi entra in macchina di poterle leggere senza doversi fermare.

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