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«Cicogna» tecnologica per oltre 600 bimbi

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di Monica Tiezzi
Sono forse i bambini più desiderati, quelli che hanno avuto bisogno di aiuto per vedere la luce,   nati nonostante tutto (o quasi) remasse contro di loro. I bambini delle «culle di vetro» o «della provetta»,  concepiti  con le varie tecniche di procreazione medicalmente assistita.
A Parma nel 2007 sono nati così 71 bambini, spiegano al Centro di incapacità riproduttiva (Cir, aperto dalle 8 alle 12, telefono 0521-70.25.36)  del reparto di Ostetricia e ginecologia dell'ospedale Maggiore. Dal 1990 il centro ha assistito cinquemila coppie: sono state ottenute 617 gravidanze (alcune delle quali gemellari e trigemine) di cui 301 con tecniche di fecondazione assistita minori (18%) e 316  con tecniche maggiori (22%).
L'efficienza emiliana
In tutta Italia nel 2007 sono stati 9.137  i bimbi «della provetta»  e in Emilia-Romagna (secondo il rapporto   presentato un paio di mesi fa dal ministro  di Welfare e salute Maurizio Sacconi)  ci sono stati ben  540 parti, numero che fa balzare la nostra regione al terzo posto della classifica nazionale dopo Lombardia (1036) e Veneto (617). Con la differenza che  la prima e la seconda in classifica hanno rispettivamente 62 e 36 centri dedicati, mentre l'Emilia-Romagna ne ha solo 19: 11 pubblici e otto privati. «Lavoriamo bene, nonostante non abbiamo  medici che si dedicano al centro a tempo pieno» spiega l'efficienza emiliana Giovanni Battista Nardelli, primario dell'Ostetricia e ginecologia.
Istituto autofinanziato
Il merito  è anche di uno status   giuridico particolare, legato alla nascita del Cir, nel 1973,  come Centro internazionale di  ricerca:  un centro universitario  ma  autonomo,   autofinanziato. «Tutto quello che guadagnamo viene reinvestito subito in materiale e attrezzature,  saltando  le lungaggini burocratiche. E siamo in pareggio», spiega Nardelli. Il valore economico delle procedure (DRG) viene poi erogato dalla Regione All'Azienda ospedaliera com e per qualsiasi altro intervento.
 Il  medico  referente del Cir è   Bruno Ferrari; con lui lavorano altri  due medici e  due specializzandi (insieme a studenti di biotecnologia  per la salute),  due  tecnici e due biologhe.  
 Un centro di terzo livello
Il Cir è un centro di terzo livello, ossia pratica non solo l'inseminazione intrauterina omologa (l'immissione del liquido seminale nell'utero) e la crioconservazione dei gameti maschili e di biopsie testicolari (anche di pazienti oncologici), ma anche   tecniche di secondo e terzo livello come Fivet (fecondazione in vitro con trasferimento degli embrioni nell'utero), Gift, Zift e Tet, specie in passato,  (trasferimento nella tuba di, rispettivamente, gameti, zigoti ed embrioni),  Icsi (iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi da liquido seminale o  chirurgicamente prelevati), oltre alla crioconservazione di gameti femminili e di embrioni, nei casi previsti dalla legge 40,  con metodica  di congelamento lento. Finora il Cir ha praticato 3112 cicli di fecondazione assistita.
Il successo? Fra il 21 e il 25%
Nel 2007 si sono sottoposte a varie tecniche di procreazione assistita 234 pazienti (coppie sposate o di fatto; nel secondo caso viene chiesta un'autocertificazione dello stato di convivenza),   più del 40% da fuori provincia e regione. Sono state  123 le  pazienti  trattate con inseminazioni semplici, che hanno avuto come risultato 26 gravidanze e la nascita di  30 bambini (ci sono stati anche parti gemellari). Altre 111 pazienti sono state trattate con tecniche di secondo e terzo livello (860 gli ovociti prelevati, 249 gli embrioni trasferiti) che hanno avuto come esito 28 gravidanze, di cui  alcune  gemellari e trigemine: in tutto 41 neonati. Una percentuale di successo che oscilla fra il 21% e il 25%.
Liste d'attesa
L'approccio al Cir avviene attraverso una prima fase diagnostica di screening ed esami in base ai quali si valuta se si può fare il trattamento, e quale.  «Per un semplice caso di mancanza di ovulazione, posso essere sufficienti farmaci che la stimolino. Se le cause di infertilità sono più gravi, si procede a tecniche per gradi» spiega Bruno Ferrari.  Le liste d'attesa? «Nessuna per la fecondazione intrauterina, per le altre tecniche si parla di marzo/aprile 2010, con un occhio di riguardo all'età delle pazienti. Ma è  un'attesa su cui incide la generale riorganizzazione in corso di tutto il reparto» dice Nardelli.
In compenso, le tariffe sono da ticket, con la possibilità di esenzione per patologia o per reddito. Parte delle altre spese sono supportate dal Servizio sanitario nazionale, come per qualunque altra patologia.  
 Cambia la legge
Quanto alla controversa legge 40 del 2004 (che vieta, fra l'altro,  la diagnosi pre-impianto  e la fecondazione   eterologa,  cioè quando il seme o  l'ovulo  provengono da un soggetto esterno alla coppia), molto è cambiato con la   sentenza 151 del primo aprile scorso della Corte costituzionale che ha riportato nella sfera di competenza, e quindi nelle mani del medico, la scelta sul numero degli embrioni da impiantare   disponendo   il congelamento di quelli non utilizzati.  Prima si  poteva ottenere un numero di embrioni comunque non superiore a tre. «Una norma, giudicata incostituzionale, che se da un lato evitava il proliferare di embrioni inutilizzati, dall'altro penalizzava le donne giovani, a rischio di gravidanze multiple, e quelle anziane, che avevano meno chance di gravidanza» dice Ferrari.
Quando arriva il bebè
 Nonostante le varie legislazioni nazionali, più o meno permissive, e nonostante i progressi medici, quel 20-25% di successo (che si discosta poco dai dati internazionali) la dice lunga sullo iato fra  i desideri di maternità e l'arrivo della cicogna.  Ma quando le due cose coincidono, è una grande gioia. «Gli uomini sono più coinvolti di un tempo, prima capitava che il marito non mettesse mai piede in clinica. Oggi,  quando il bimbo nasce sono molto partecipi», dice Nardelli mostrando ninnoli, letterine, fiori  e foto di neonati inviati da  alcuni neo-genitori. «Al Cir si mangia bene» sintetizza ridendo Bruno Ferrari, spiegando quanti regali gastronomici arrivino dai neo papà e dalle neo mamme. Perchè niente basta a ripagare quella spinta data al destino, e i sorrisi di bambini   a lungo  esistiti solo nei sogni   dei genitori.


 

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  • alessandra carbone

    12 Luglio @ 19.35

    Leggendo le notizie sul cir ho avuto un'impressione positiva e spero presto di poter utilizzare tale servizio.tra ottobre e novembre devo essere operata di adenoma ipofisario in neurochirurgia a parma dopo di cio' se tutto va bene vorremmo intraprendere la strada del cir perche siamo sposati da 4 anni e ancora non abbbiamo un figlio a tal riguardo se possibile vorrei avere informazioni sui tempi e modi di prenotazione per entrare a far parte del cir con le prime visite inerenti alla procreazione.grazie alessandra

    Rispondi

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