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Estetiste sul piede di guerra

Estetiste sul piede di guerra
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Roberta Vinci

Trattamenti di bellezza «dimezzati» per le donne parmigiane. Cellulite e segni dell’invecchiamento avevano trovato, all’interno dei centri di bellezza, un nemico capace di sconfiggere gli inestetismi più diffusi e difficili da combattere. Corretta alimentazione e attività fisica hanno scoperto nuovi alleati nelle tecnologie, ma queste ora vengono «bandite» dai «santuari» del restyling. Proprio così: i centri estetici rischiano di subire un ingente danno economico; questo è ciò che emerge dal nuovo elenco delle apparecchiature per uso estetico, previsto dalla legge. La lista dei macchinari ritenuti idonei all’uso estetico è rimasta invariata per vent'anni e l’evoluzione del settore ha spinto tantissimi centri ad investire acquistando queste apparecchiature in grado di soddisfare le esigenze dei clienti. Nella recente revisione della lista, il Consiglio superiore di sanità e i rappresentanti del ministero dello Sviluppo economico hanno eliminato le apparecchiature per la cavitazione e quelle per il fotoringiovanimento, non considerate di pertinenza dell’estetista. I due strumenti per ora non sono compresi nell’elenco che sarà inviato a Bruxelles per il controllo da parte della Comunità europea. Nel caso in cui il testo non sia oggetto di modifiche, è prevista la definitiva approvazione entro la fine dell’anno.
Un cambiamento che potrebbe gravare pesantemente sui centri estetici che, negli ultimi anni, hanno acquistato i due apparecchi nel mirino, investendo, ognuno, cifre che si aggirano attorno ai quaranta mila euro. «Sarebbe una perdita economica pesantissima; lavoro da una decina d’anni e quello che credevo un investimento si potrebbe rivelare una rovina, - afferma, preoccupata, Giulia, in possesso dell’attrezzatura per la cavitazione -; mi chiedo cosa dovrò farne del macchinario, dato che rivenderlo sarà impossibile».
Una doccia fredda che non colpisce tutti gli esperti del settore. «Sono due anni che si parla di questo possibile cambiamento - spiega Cinzia, titolare di un centro estetico in borgo Tommasini -; io pratico entrambi i trattamenti, ma con attrezzature a noleggio e con tanto di certificati CE». Un’alternativa c'è: è quella consigliata anche da Confartigianato Apla: «Al momento la mossa migliore è tutelarsi - aggiunge Manuela Pollari, responsabile settore benessere - prima di tutto è obbligatorio farsi rilasciare la certificazione CE, ma questo non basta: suggeriamo o di aspettare qualche mese per l’acquisto dei macchinari o almeno di farsi garantire l’eventuale sostituzione». «E' fuori dubbio che trattamenti del genere siano di competenza medica - afferma Romolo Nouvenne, specialista in Chirurgia plastica estetica e ricostruttiva - ma con una formazione appropriata, nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, anche le estetiste potrebbero utilizzare i due macchinari; la cosa migliore sarebbe l’istituzione di un Albo professionale delle Estetiste abilitate».

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  • Matteo

    14 Agosto @ 12.41

    Tanto per cambiare, in un momento in cui già si fa fatica qualche politico si inventa di vietare ciò prima consentito. Spero davvero che si faccia come proposto dal Professor Romolo Nouvenne, che non conosco personalmente, ma solo di fama, e che anch\'io voglio ringraziare per come parla della nostra categoria. Io tra l\'altro l\'apparecchio della cavitazione ho iniziato a pagarlo solo 6 mesi fa!

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  • Carlotta

    13 Agosto @ 16.22

    Sono la titolare di un noto centro estetico. Non posso che condividere la posizione del prof. Nouvenne che ringrazio per non averci aggredito come avversarie ma di aver espresso una posizione di grande equilibrio e buon senso. Spero davvero che passi la proposta del prof. perchè chi come me è serio e preparato ed oltre ad aver investito tanta passione, amore e soldi nel proprio mestiere lo svolge quotidianamente con serietà e professionalità e subirebbe un fortissimo danno economico. Sono disposta a frequentare un corso di formazione e a sostenere un esame abilitante come suggerito dal prof. Nouvenne, perchè trovo che ciò sia solo una tutela nei confronti dei nostri clienti e anche nei nostri confronti perchè chi di noi non idoneo non potrà esercitare la professione e danneggiare la nostra categoria.

    Rispondi

  • Laura

    11 Agosto @ 00.53

    Ha ragione il Professor Romolo Nouvenne, grande professionista, che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente e del quale sono soddisfattissima paziente. Bisogna che alle estetiste siano insegnate tali procedure mediche e solo chi di loro ha realmente imparato sia autorizzato ad esercitarle. Tutto solo a nostra tutela di pazienti e clienti, benvenga quindi l'istruzione delle estetiste proposta dal prof. Nouvenne!

    Rispondi

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