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Ventisei "Case della salute" in due anni

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“Discutere oggi di case della salute non significa aggiungere un tassello in più alla rete dei servizi sanitari ma ragionare di un intervento di qualità, un punto di riferimento vero di accesso per i cittadini, in tutto il territorio, su cui scommettiamo nonostante un contesto difficile, fatto di tagli e di crisi”. E’ stato il presidente della Ctss Vincenzo Bernazzoli ad aprire questa mattina a Parma, davanti alla platea dell’Auditorium del Carmine composta da rappresentanti delle istituzioni, associazioni, e soprattutto mondo della sanità, il convegno che la Conferenza sanitaria e sociale insieme all’Azienda Usl hanno dedicato all’innovazione nella sanità territoriale e alle “Case della salute”. Saranno ventisei fra due anni, alcune nasceranno altre aderiranno a strutture già esistenti. Luoghi familiari, in cui sentirsi “a casa”, dove i servizi di assistenza primari si in­tegrano con quelli specialistici, ospedalieri, della sanità pubblica, della salute mentale e con i servizi sociali.
Il motore, come ha detto Leonida Grisenti, direttore generale del’Azienda ospedaliero universitaria di Parma, è l’integrazione, che fa essere “più efficienti e fa funzionare meglio tutti” è che è il modello per far diventare questi luoghi “il punto più vicino ai cittadini in cui garantendo parità di accesso si può avere il primo contatto con i servizi sanitari”.
Case bipartisan perché frutto del governo di centrosinistra e confermate dal governo di centrodestra, a livello regionale la loro progettazione è partita da diversi anni sulla base di una idea che comporta un cambiamento culturale fondato su un lavoro in rete che consentirà ai cittadini di avere un livello di accessibilità diretto e disponibilità  dei servizi molto alto. Le case della salute insomma rispondono ad una esigenza precisa, sottolineata nell’intervento di Antonio Brambilla, responsabile del Servizio Assistenza distrettuale della Regione Emilia-Romagna. “La struttura associata forte permette al cittadino di essere seguito meglio, avendo più risorse e più spazi a disposizione”. Pensate in tre tipologie: piccole, medie e grandi, le case della salute sono nei programmi della Regione il motivo di una riorganizzazione territoriale e una sfida qualitativa.
Non un modello definito fatto e compiuto, come ha spiegato Massimo Fabi direttore generale dell’Ausl di Parma, perché la volontà è quella di creare un contesto favorevole di investimenti per rendere praticabile il coinvolgimento dei professionisti della salute a tutti i livelli. “Oggi stiamo costruendo il nuovo Pal, perché le case della salute rappresenteranno il contesto nel quale diventeranno esigibili i diritti dei cittadini. Non si chiede l’aggiunta di prestazioni, ma di condividere gli obiettivi”.
Secondo Fabi le case della salute devono diventare per il cittadino “identificabili almeno quando l’ospedale”. Nascono in buona parte dai poliambulatori territoriali e lì il cittadino trova già o troverà il proprio medico di medicina generale, associato nella forma di medicina di gruppo, le infermiere professionali per le cure domiciliari, gli specialisti ambulatoriali, il centro unico di prenotazione, il punto prelievi, l’ambulatorio infermieristico per le medicazioni, i servizi per la prevenzione e di igiene pubblica, i servizi che faranno prevenzione verso le malattie cardiovascolari e quelli dell’area della salute mentale e dipendenze, la continuità assistenziale sulle 12 ore diurne che si integrerà con la guardia medica e con i servizi di emergenza urgenza territoriale.
“E’ una innovazione che vede la Regione fra le prime nell’affermare questo modello – ha osservato Carlo Lusenti assessore regionale Politiche per la salute dell’Emilia Romagna - In particolare la provincia di Parma è all’avanguardia perché qui, concretamente, questo nuovo modello organizzativo ha già gambe e strutture. Qui si vede la realizzazione di un cambiamento culturale organizzativo cioè l’idea di rendere disponibili sul territorio delle strutture dove i cittadini possono trovare tutte le risposte ai loro bisogni di tutela sanitaria, ma anche sociale, esterne all’ospedale”.
Le case della salute saranno otto nel distretto di Parma, sei sorgono o sorgeranno nell’area del capoluogo: il Dus (direzione unica sanità) che pren­derà il posto dell'attuale sede Efsa,  il centro di via Pintor, del quartiere Montanara in via Carmignani, quel­lo di via Verona (il centro Wilma Preti), il polo Parma Est che sorgerà in via XXIV Maggio, e il polo di via Bocchi via Savani come evoluzione della medicina di gruppo. “Queste offerte – spiega Fabi - troveranno la loro realizzazione nel momento in cui altre innovazioni logistiche territoriali si aggiungeranno come il polo territoriale pediatrico che orienterà e concentrerà nel comune di Parma tutti i servizi  per il bambino”. Nell’area del distretto ci saranno ancora la casa della salute a Sorbolo e a Co­lorno. Nel distretto sud est se ne contano sei:  il polo socio sanitario di Langhirano, la realizzazione della casa della salute di Collecchio, Traversetolo, Felino, Montechiarugolo e Sala Baganza.
Sei anche nel distretto delle Valli del Taro e Ceno, dove l’Ospedale di Borgotaro diventerà un vero e proprio complesso territoriale e ospedaliero e l’ultimo passo sarà quello di portare lì la medicina di gruppo così come nell’altro polo sanitario di Fornovo. Mentre a Medesano la casa della salute c’è già ci sono accordi con i Comuni per realizzarle a Bedonia, Berceto e Varsi.
Nel Distretto di Fidenza si contano sei case della salute: da quella storica  di Busseto, all’ospedale di San Secondo, l’Ospedale di Vaio, e si pensa ad una nuova struttura anche nel cuore di Fidenza, oltre che a Noceto e Fontanellato. Le case della salute più grandi ospiteranno anche la guar­dia medica, garantendo così un'assistenza sulle 24 ore.
Il convegno è stato occasione di confronto tra professionisti della sanità, Istituzioni, cittadini e loro rappresentanti. Nella mattinata si è svolta la tavola rotonda moderata dalla giornalista Monica Tiezzi su  “Miglioramenti attesi per il territorio e per i cittadini” a cui sono intervenuti Fabrizio Pallini, delegato del Sindaco di Parma alla Sanità e Politiche per la Salute, Marilena Pinazzini presidente del Comitato del distretto di Fidenza, Stefano Bovis sindaco di Langhirano, Salvatorangelo Oppo sindaco di Borgotaro, in qualità anche di presidenti dei rispettivi Comitati di distretto.
Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti con il seminario di approfondimento “Case della salute: il punto di vista dei professionisti”, seguito dalle conclusioni di Massimo Fabi, direttore generale Ausl di Parma.
 

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