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Tumore al polmone: c'è un test salvavita

Tumore al polmone: c'è un test salvavita
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 «Una svolta epocale per la lotta al tumore del polmone». All’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) ne sono convinti tutti, dopo che i dati finali dello studio Cosmos sui grandi fumatori, eseguito a Milano, sono risultati essere in linea con quelli resi noti un mese fa dal National Cancer Institute (Nci) negli Usa, secondo cui la diagnosi precoce con Tac spirale nei soggetti a rischio permette di ridurre del 20% il tasso di mortalità di questo tumore.

Lo ha comunicato oggi il direttore scientifico dell’Ieo, Umberto Veronesi insieme ai suoi più stretti collaboratori, precisando che i risultati dell’Ieo sono, anzi, molto più incoraggianti di quelli del NCI, prefigurando una riduzione della mortalità fino al 50%.

Alla luce dei risultati sulla diminuzione della mortalità del tumore al polmone ottenuta con la diagnosi precoce fatta sottoponendo a Tac spirale tutti i grandi fumatori, Umberto Veronesi propone di realizzare uno screening di massa, gratuito, come quello che si fa con la mammografia per il tumore al seno

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  • gazzettadiparma.it

    26 Novembre @ 23.43

    Mi limito a correggere una sola cosa: i lettori non mi stanno simpatici solo quando pretendono di impartire lezioni partendo da giudizi prevenuti, e questo non è il caso del suo civilissimo e legittimo post. I dubbi ci devono sempre essere su tutti: sui produttori, sui giornalisti e spesso anche sugli esperti (raramente la scienza riesce a dare sentenze univoche e inequivocabili), e quindi ognuno deve ascoltare più campane. Per quanto riguarda le nostre verifiche, è ovviamente diverso il caso (faccio un esempio) di un articolo come quello che stiamo commentando, che arriva dall'agenzia Ansa e che quindi dovrebbe essere già stato sottoposto a verifiche, così come l'articolo che mi arriva da un collega, rispetto al commento che mi arriva da un lettore, senza nulla togliere al lettore stesso. Specie quando il tempo è già poco per inserire le notizie: figuriamo per verificare un link, che potrebbe anche portare ad un impostore (non è il suo caso, ma in astratto può esserlo). Però, come vede, alla fine se c'è una cosa che cerco di evitare è proprio la "censura". Anche perchè con quella non credo che sul web si possa andare troppo lontano. E d'altra parte, proprio perchè il web realizza fra giornalista un dialogo alla pari, è giusto che Harris81 o gli altri lettori dubitino di Balestrazzi o dei suoi colleghi, ma diventa legittimo anche il contrario. Le assicuro che in diversi casi, se non avessi tenuto parcheggiato (e poi indirizzato al cestino) alcuni commenti in attesa di verifica, avrei fatto del pessimo giornalismo. Buona notte: vede che ora facciamo per seguire anche i commenti...? A parte gli scherzi, grazie sempre a tutti i lettori per il contributo: siamo ad oltre 83mila commenti, ed è uno dei risultati più belli per la nostra Gazzetta web. (G.B.)

    Rispondi

  • stefano

    26 Novembre @ 23.26

    Grazie della spiegazione Balestrazzi. Quello che volevo anche dire è che un conto è il parere del manager del reparto "Ricerca&Sviluppo" o dell'imprenditore di una multinazionale o di un Consorzio sui propri prodotti tipici, un conto è il parere dei massimi esponenti dell'oncologia a livello mondiale per quanto riguarda la prevenzione. (tra cui, ripeto, abbiamo la fortuna di avere un nostro concittadino stimato da tutti e considerato il numero uno.). Lei dice una cosa giustissima, Balestrazzi, e se io fossi nei suoi panni mi comporterei nello stesso modo: lei dice "...E non per i motivi che maliziosamente adombra il lettore, quanto per il fatto che sono cose da verificare attentamente, prima di una pubblicazione la cui responsabilità ricade comuqnue anche su di noi." Mi perdoni, ma lei per contro ha verificato attentamente la veridicità, la scientificità, fondatezza, da che pulpito veniva detto che "i prodotti tipici" sono funzionali alla salute? Ha verificato tutto questo prima di dare in pasto a tantissima gente (i suoi lettori tra cui il sottoscritto) una roba del genere? Glielo dico subito: questa sentenza sugli apporti benefici di un prodotto tipico di Parma venivano dati dal produttore di questa eccellenza del nostro territorio, da un opinionista di Elisir, da un assessore regionale, da un dirigente dell'assessorato regionale e ad una tipa sconosciuta dell'Università di Bologna di cui non si leggono pubblicazioni. Mi permetta: questa è una mera pubblicità, è un "contarsela vicenda". Io la chiamo così, lei come la chiama? Per cui, ripeto, ha fatto benissimo a non pubblicare il mio messaggio di qualche giorno fa a riguardo perchè dice che la responsabilità cade prima su di lei (anche se però mi sembrava di aver linkato il libro bianco del prof Berrino, Direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell'Istituto Tumori di Milano (30 pagine).... è una cosa sicura, la più sicura e affidabile, non è il libro dell'uomo della strada, parliamo del numero uno al mondo), però se usa giustamente questa attenzione altrettanto mi aspettavo facesse prima di pubblicare un articolo sulla salute come quello e soprattutto fare un titolo come quello che ha fatto, soprattutto perchè questi fantomatici benifci sull'organismo di un prodotto tipico di Parma sono PRIVI DI QUALSIASI FONDAMENTO SCIENTIFICO. Qui la responsabilità la lasciata altrove. Mi scuso molto se ha perso del tempo a leggere questo messaggio, non pretendo una risposta qua, non voglio farle perdere del tempo con me che so già che non le sto simpatico, però, vede, io vago sul sempre su quella linea rossa, delicata, ma penso che sia giusto così per far vedere che il padrone ce l'abbiamo tutti, farvi vedere che la gente è molto attenta, su qualsiasi cosa e questo è un incentivo a migliorarvi. Anche sulla salute che per me, pur essendo giovane, è un qualcosa da tutelare, e l'alimentazione è la cosa più importante (40% dei tumori dovuto a motivi alimentari), e la nostra alimentazione non può essere schiava nè delle multinazionali, nè dei consorzi, nè dei politici perchè non sono loro che devono dirci quello che fa bene e quello che fa male. Cordialemente HARRIS81

    Rispondi

  • Andrea

    26 Novembre @ 23.03

    L'esame dovrebbero pagarlo chi fabbrica le sigarette, altrimenti voglio gratis gli esami del fegato per chi beve, quelli del sangue per chi ha la pressione alta, e via dicendo...e poi come si dice a parma: " e chi pèèga?"

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    26 Novembre @ 19.51

    Harris 81, capisco che ci sono lettori che quasi non vedono l'ora di non vedere pubblicato un loro messaggio per poi poter urlare alla nostra censura. Il problema è un po' diverso: ci sono messaggi che posso pubblicare in 2" (e già questi, sommandosi l'uno all'altro, portano via tantissimo tempo: ma poichè abbiamo scelto dall'inizio di dare spazio al dialogo con i lettori ne sono contentissimo, anche se questo lavoro mi riduce di molto quello che posso fare per la pubblicazione delle notizie, che inevitabilmente resta il nostro compito principale). Se invece mi arriva un messaggio che sentenzia su cose delicate ed importanti come il possibile rapporto cibo/tumori (ma succede ancheper altri, che ad esempio rimandano a un sito) non credo di poterlo passare con la stessa rapidità e facilità. E non per i motivi che maliziosamente adombra il lettore, quanto per il fatto che sono cose da verificare attentamente, prima di una pubblicazione la cui responsabilità ricade comuqnue anche su di noi. Oggi il tuo messaggiofa un più generale riferimento a nomi e teorie che i lettori possono approfondirsi. E di fronte ai quali io, come cronista, posso solo aggiungere che è giusto leggere questo così come è giusto ascoltare tesi che possono essere diverse o addirittura contrapposte. Poi ognuno si farà le sue idee e farà le sue scelte. E a questo punto, come vede il lettore, la "censura" si è volatilizzata. Forse perchè non era tale. (G.B.)

    Rispondi

  • massimo

    26 Novembre @ 19.18

    L'esame è gratuito ma chiedete quanto costa la cura di Veronesi...

    Rispondi

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