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Starnuti e lacrime: allergie in agguato

Starnuti e lacrime: allergie in agguato
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 Tra pochi giorni inizia la primavera, stagione che per
chi soffre di allergie ai pollini è caratterizzata da occhi che lacrimano, naso che cola, addirittura asma. Ma quali sono le armi a disposizione della popolazione allergica – a oggi il 25% del totale ma secondo gli esperti  in costante aumento – e come prevenire questa fastidiosa malattia, dovuta a un malfunzionamento del nostro sistema immunitario?
Ne parliamo con Patrizia Barcella, allergologa della Casa di cura Piccole Figlie, che sottolinea subito il suo punto di vista sull’argomento: «Deve diffondersi sempre di più la consapevolezza che esiste l’allergologia che non cura solo i sintomi ma prova a intervenire sulla causa delle allergie. Troppo spesso ci ritroviamo nei nostri ambulatori adulti asmatici che potevano invece essere curati da bambini. Il messaggio deve arrivare soprattutto alle mamme di oggi: se vostro figlio mostra anche lievi sintomi allergici, dalla dermatite atopica alla tosse, dalla rinite alla congiuntivite, portatelo dal pediatra e fatevi indirizzare all’allergologo. Una rinite allergica non curata può evolvere poi in asma; se si interviene subito con l’immunoterapia invece si evita di arrivare all’asma e si può avere la remissione sintomatologica. Non solo, non sono rari i casi in cui si sviluppa un’allergia a una sola sostanza e si finisce poi per diventare soggetti poliallergici: anche per queste persone una terapia precoce può evitare la comparsa di più allergie. O ancora, esistono le allergie incrociate, così chi è allergico alla betulla può essere allergico alla mela, chi è allergico alle graminacee può incorrere in reazioni spiacevoli dopo avere mangiato pesca, pomodoro, kiwi, melone o anguria, soprattutto se questi alimenti vengono ingeriti nella stessa stagione in cui sono presenti i pollini».
Numerosi  e diversi i pollini che possono provocare reazioni allergiche: per capire qual è la causa scatenante dell’allergia si può collegare il periodo in cui compaiono i sintomi con un calendario pollinico, in modo da sapere quali allergeni sono presenti in quel periodo.
Per esempio, se l’allergia inizia a febbraio o marzo si sarà sensibili ai pollini degli alberi (betulla, quercia, ontano, nocciolo), da aprile a giugno invece gli allergeni più diffusi sono i pollini delle graminacee, della lanciuola e della parietaria. Se l’allergia ha il suo picco ad agosto, il responsabile sarà l’assenzio, o l’ambrosia.
Secondo Barcella, il ricorso ad antistaminici o a cortisonici per alleviare i sintomi dell’allergia non agisce sulla causa della malattia, ma solo sui suoi sintomi.
 «L’allergia infatti è una disregolazione del sistema immunitario.  Possiamo immaginare il sistema immunitario di una persona allergica come un soldato in trincea che sta sbagliando l’obiettivo:  invece di sparare contro i nemici rivolge le sue armi contro i commilitoni. Così, nei soggetti allergici si creano anticorpi di tipo IgE contro sostanze innocue, come i pollini, invece che contro i virus o i batteri. Le IgE provocano poi in particolari cellule dette mastociti il rilascio dell’istamina, la sostanza che è responsabile di tutti i sintomi dell’allergia, dalla rinite, alla congiuntivite all’asma fino (nel caso delle allergie alimentari) allo shock anafilattico. A questo punto, quando viene rilasciata l’istamina, a noi allergologi non rimane che somministrare ai pazienti farmaci antistaminici o cortisonici. La strada migliore, l’unica terapia che agisce sulla causa dell’allergia, prima che l’istamina venga rilasciata e prima che si attivino gli anticorpi, è quella dell’immunoterapia specifica (il cosiddetto “vaccino”)».
I vaccini per l’allergia contengono la sostanza allergizzante, unita a particolari sostanze dette adiuvanti che potenziano la risposta immunitaria: la terapia – che può durare dai tre ai cinque anni – prevede la somministrazione di dosi crescenti di allergene.
 «I due  modi più diffusi di somministrazione sono le iniezioni oppure la terapia sublinguale, che è molto utilizzata nei bambini» aggiunge Barcella, «In campo immunologico poi si stanno sperimentando strade sempre nuove, dai peptidi, a nuove vie di somministrazione: dai vaccini intralinfonodali eco guidati, alla possibilità di una somministrazione transdermica per le allergie alimentari: in questo campo non si è mai abbastanza all’avanguardia».
 

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