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I medici nel blog. Le tante facce della nuova sanità

I medici nel blog. Le tante facce della nuova sanità
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Monica Tiezzi
I medici  che fanno un blog per  scambiarsi informazioni  su  farmaci e terapie; la collaborazione  fra ospedale Maggiore e Ausl  per  seguire  i malati di tumore una volta terminata l'ospedalizzazione; i medici di famiglia che instaurano  un filo diretto con i radiologi del Maggiore per avere consulenze su  alcuni esami diagnostici .
 Ci sono anche questi fra i    37 progetti «targati» Parma,  su un totale di 83,  elencati  nel volume consegnato a tutti i partecipanti al convegno nazionale «Percorsi di innovazione nelle cure primarie»,  che ha visto venerdì la partecipazione del ministro della Salute Ferruccio Fazio e che si è concluso ieri all'Hotel Parma e Congressi. La pubblicazione, che riporta alcune fra le esperienze nazionali più significative di innovazione nelle cure primarie,  è servita anche come spunto di discussione   nelle sessioni parallele del convegno.
I tanti progetti presentati da Parma  -  collaudati,    in fase sperimentale o di avvio - testimoniano  il ruolo di «laboratorio» della nostra Ausl, come di  altre Ausl della Regione,   nella creazione di una sanità territoriale nuova, che deve fare i conti con il contrarsi delle risorse, con la riorganizzazione della rete ospedaliera e con  l'emergere di  richieste di salute diverse rispetto al passato.
Fra i 37 progetti parmigiani due  osservatori, per  i ricoverati in case-residenza, sui soggetti fragili e sulle lesioni da decubito;   svariati  progetti legati alla cura del diabete e delle sue complicanze; la formazione di familiari  nella gestione del paziente demente; la  cura ambulatoriale delle ulcere venose; un progetto fra Ausl e Maggiore per l'intercettazione dei codici bianchi sul territorio e il miglioramento dell'accesso ai servizi di pronto soccorso; uno screening sulle malattie tubercolari  in  carcere; una sperimentazione sulla gestione delle liste d'attesa per le urgenze differibili in otorinolaringoiatria e oculistica;  l'assistenza domiciliare per i non autosufficienti o i malati di SLA;  l'assistenza domiciliare  a madre e  neonato dopo le dimissioni. Solo alcuni esempi  che non rendono la complessità dei tanti temi e patologie trattati.
 Largo spazio, in molti progetti,  alle nuove tecnologie. Come il blog 2.0 dcfidenza.wordpress.com  cui aderiscono 20 nuclei di cure primarie, per un totale di 286  medici di medicina generale, «che ha consentito  lo scambio di informazioni  fra professionisti che operano in aree distanti e ha   creato una community  che si sta confrontando per ridurre la variabilità prescrittiva ed elaborare indicatori di qualità sul trattamento dei pazienti», spiega uno dei promotori, il medico  Paolo Rodelli.
C'è poi il progetto, partito a luglio e che coinvolge 30 medici di base, per l'appropriatezza delle urgenze differibili per tac, eco-addome  e risonanze magnetiche encefalo. «Il 60-70% di queste prestazioni sono inappropriate, a  volte  prescritte dal medico per le pressanti richieste del paziente - spiega Matteo Curti, medico di medicina generale e fra i promotori del progetto -  Grazie a due cellulari dedicati ed una procedura codificata, i medici di famiglia possono contattare gli specialisti della Radiologia del Maggiore e avere consulenze sull'esame più  giusto in base alla reale urgenza valutata dal medico di famiglia e alle condizioni del paziente. I primi tre mesi sono stati positivi: ci sono meno richieste,  e più appropriate».
Il progetto di continuità  assistenziale per i pazienti dell'Oncologia medica nasce dal «senso di abbandono» provato da tanti pazienti  dopo le dimissioni dal reparto per il termine della terapia o per la loro   sospensione, a volte  a causa di tossicità o complicanze. Il fine è limitare il ricorso inappropriato di questi pazienti al ps, o il ritorno in Oncologia.
 «Abbiamo strutturato un percorso di continuità assistenziale nel quale l'oncologo ospedaliero lavora con il medico di medicina generale per terapie di supporto - spiega Giuseppina Ciotti, direttrice del distretto di Parma dell’Ausl, fra le responsabili del progetto - L'oncologo è inoltre disponibile per consulti telefonici o a domicilio su richiesta del medico di famiglia». Il progetto, di prossimo avvio, coinvolgerà 60 pazienti e  sei medicine di gruppo, e avrà  la collaborazione dell'associazione «Verso il sereno».

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  • Eudochia

    05 Dicembre @ 19.45

    salve-sono moldava,ho 42 anni e vivo da parecchi anni in pr,di Parma.Documenti in regola,lavorato sempre come beby sitter,badante e ultimamente a contratto determinato per 8 mesi acasa protetta di Varsi stessa provincia come assistente di base.Ho bisogno di lavoro anche da subito in pr.di Parma o provincia-grazie

    Rispondi

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