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Medici di famiglia: ecco come cambierà l'assistenza

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Comunicato stampa
 
E’ stato siglato l’8 agosto scorso l’Accordo Locale per il triennio 2012/2014 dall’Azienda USL di Parma e dalle Organizzazioni Sindacali dei Medici di Medicina Generale  FIMMG, SNAMI e SMI. L’Accordo interessa l’attività dei 298 Medici di medicina generale della provincia di Parma. Si tratta di un documento corposo, che  ribadisce il ruolo del Medico di famiglia quale  principale punto di riferimento per il cittadino e vero soggetto integratore delle cure primarie. Un ruolo che è svolto dal Medico di famiglia nell’ambito di un modello integrato di servizi sanitari, sociali e di reti cliniche, che si fonda su questo principio: “il cittadino deve trovare una risposta esauriente ai propri bisogni di salute per la prevenzione, la cura e la riabilitazione all’interno delle possibilità offerte dal contesto delle cure primarie e, se necessario, con il passaggio in cura al sistema delle cure specialistiche”. Mentre l’ospedale si caratterizza come polo specialistico, dove si prestano cure e assistenza per le patologie acute, il sistema delle cure primarie rappresenta la risposta al bisogno di unitarietà del processo di cura, inteso globalmente come “prendersi cura di”, assumendo sempre di più una connotazione anche di natura preventiva e riabilitativa.
 
E per facilitare e rendere ancora più incisivo il ruolo del medico di medicina generale, anche il nuovo accordo conferma e prevede il sempre maggior coinvolgimento del Medico di famiglia,  non solo nella partecipazione al conseguimento degli obiettivi aziendali ed al governo della domanda di prestazioni sanitarie, ma anche nell’organizzazione delle cure primarie.  Rappresentanti dei Medici di famiglia operano in staff alla direzione sanitaria, alla direzione dei quattro distretti e dipartimenti cure primarie, partecipano ai lavori del Collegio di Direzione e sono coordinatori dei 21 Nuclei di Cure Primarie presenti su tutto il territorio provinciale.
Inoltre, il nuovo modello organizzativo di offerta delle cure primarie rappresentato dalle Case della Salute (quelle già attive sono 9, a regime saranno 26 entro il 2014) è il contesto ottimale dove sono presenti le condizioni per realizzare il lavoro multidisciplinare, l’integrazione tra professionisti e l’organizzazione dell’assistenza per livelli di intensità di cura, per rendere più facile il percorso di accesso ai servizi sanitari e sociali e definire nuovi modelli di presa in carico caratterizzati dalla continuità assistenziale. Anche in questo nuovo contesto, il Medico di famiglia è attore fondamentale.
 
Questi gli obiettivi generali dell’Accordo:
Realizzare la programmazione delle Case della Salute anche attraverso il consolidamento dei Nuclei di Cure Primarie;
Perseguire l’appropriatezza ed il corretto utilizzo delle risorse assegnate come strumento per il Governo Clinico e la Medicina Basata sull’Evidenza;
Confermare il ruolo clinico e di integratore delle cure primarie del Medico di medicina generale nella gestione integrata della patologie cronico-degenerative e per la messa in rete dell’assistenza specialistica ambulatoriale;
Promuovere una più completa integrazione tra medicina del territorio e medicina ospedaliera, attraverso la condivisione di percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali per la continuità e globalità degli interventi;
Consolidare le relazioni sempre più efficaci attraverso l’informatizzazione (progetto SOLE);
Potenziare sempre più la partecipazione dei Medici di famiglia alle campagne di prevenzione ed educazione alla salute, con particolare riferimento ai programmi di screening oncologici, ai programmi di prevenzione delle patologie croniche e alla sorveglianza e prevenzione della fragilità dell’anziano.
 
Più nel dettaglio, ecco alcuni approfondimenti dei temi trattati nell’Accordo 2012/2014
L’ASSOCIAZIONISMO MEDICO
L’associazionismo medico è  uno strumento che consente, da un lato, ai cittadini una maggiore fruibilità ed accessibilità ai servizi sanitari e, dall’altro, ai Medici di medicina generale un’occasione di crescita, di arricchimento reciproco, di scambio di informazioni e pareri. Il nuovo accordo dà nuovo impulso all’associazionismo medico e in particolare alla  medicina di gruppo, quale strumento per favorire la realizzazione del modello organizzativo delle  Case della Salute.  
 
I NUMERI dell’associazionismo medico (dati all’01/01/2012): 
tipologia organizzativa
n. medici che aderiscono
n. tipologia organizzativa
Medicina di gruppo
133
31
Medicina di rete
123
25
Medici singoli
42
 
Totale medici di medicina generale
298
 
 
L’associazionismo medico non pregiudica il rapporto di fiducia che c’è fra il medico ed il paziente, il principio di libera scelta non viene messo in discussione. Questa forma organizzativa garantisce ai cittadini, tra l’altro, la presenza di almeno un professionista di medicina generale cinque giorni alla settimana dalle 8 alle 20. 
 
L’ASSISTENZA SPECIALISTICA AMBULATORIALE
Con il nuovo Accordo si vuole continuare il percorso avviato in merito all’appropriatezza prescrittiva. E’ ribadito l’impegno dei Medici di famiglia di indicare in ogni richiesta di prestazione il quesito diagnostico e l’indicazione della classe di priorità (urgente, urgente differibile, urgente programmabile). Proseguono i lavori del tavolo di monitoraggio che vede la partecipazione degli specialisti ospedalieri e territoriali, per avviare una analisi delle prestazioni a rischio inappropriatezza, quali le richieste di visita domiciliare e le urgenze differibili. Proseguono, inoltre, i lavori del gruppo  tecnico sulla semplificazione dell’accesso alle prestazioni specialistiche ambulatoriali (“deburo”).
 
   LA POLITICA DEL FARMACO
Si conferma il reciproco impegno sui progetti di appropriatezza prescrittiva, che hanno consentito di registrare importanti risultati: la spesa lorda media procapite in provincia di Parma nel 2011 era di 166.2 euro, a fronte di una spesa regionale di 177.05 euro. Il nuovo Accordo prevede anche un progetto relativo alla qualità prescrittiva: il comportamento prescrittivo del medico viene valutato anche sulla base dell’osservanza di evidenze scientifiche della letteratura internazionale. Per il 2012, sarà valutato l’utilizzo dei farmaci equivalenti (generici), la prescrizione appropriata dei farmaci gastroprotettori, di quelli aceinibitori e sartani (questi ultimi due sono farmaci per il sistema cardio-vascolare). L’attenzione posta all’appropriatezza prescrittiva giova in primo luogo ai cittadini e, al contempo, garantisce un più congruo utilizzo delle risorse pubbliche: il miglior servizio (prestazione o farmaco) al minor costo. 
 
LA GESTIONE DI PATOLOGIE CRONICHE
Le malattie croniche hanno sostituito quelle acute come problema dominante per la salute e sono diventate la principale causa di disabilità e di utilizzo dei servizi sanitari. Di conseguenza, è cambiato il ruolo del Medico di famiglia che, da “unico” protagonista del processo, diventa componente di un team multiprofessionale in grado di elaborare il piano di cura, che tenga conto della molteplicità dei bisogni, così come di garantire la continuità dell’assistenza. E’ cambiato anche il ruolo del paziente che, da soggetto passivo, diventa protagonista attivo della gestione del proprio stato di salute, assumendo comportamenti e stili di vita adeguati. La promozione della presa in carico e gestione delle patologie croniche attraverso l’integrazione dell’assistenza primaria con i servizi specialistici rappresenta uno degli aspetti principali delle Case della Salute. In particolare, l’Accordo conferma i progetti di gestione integrata del paziente diabetico, con scompenso cardiaco, in terapia anticoagulante e pone le basi per l’individuazione di nuovi percorsi strutturati ed integrati di presa in carico del paziente affetto da patologia cronica. Prosegue anche il progetto di ecografia generalista (ad oggi 5 medici appartenenti a medicine di gruppo che assicurano ecografie agli assistiti del gruppo, per diagnosi di primo livello ed eventuale avvio appropriato ad altre prestazioni specialistiche).
 
LA CONTINUITA’ ASSISTENZIALE
Come già previsto nell’Accordo 2009/2011, continua l’impegno di collaborazione tra Medici di famiglia e Medici di guardia medica, attraverso il “passaggio di consegne” tra i professionisti, per garantire continuità di assistenza, con particolare riferimento alle persone che usufruiscono del servizio di assistenza domiciliare per patologie con quadri clinici complessi. Questo impegno è anche favorito dalla avanzata informatizzazione delle sedi di guardia medica in atto a livello aziendale, che consente lo scambio di informazioni on-line tra i professionisti.
 
I PROFILI ASSISTENZIALI DI NUCLEO
Prosegue la collaborazione con la Thomas Jefferson University di Philadelphia sui progetti di ricerca mirati a sviluppare profili di salute della popolazione in carico ai Medici di medicina generale dei Nuclei di Cure Primarie, quale strumento di informazione per favorire l’integrazione tra i professionisti all’interno dei Nuclei stessi e consentire lo sviluppo di percorsi di medicina di iniziativa.
 
 
 
 
 Ufficio Stampa Azienda USL di Parma

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  • Hobo

    10 Giugno @ 17.37

    Da ciò che so, non può esserci paragone con UK e noi. Il medico di famiglia italiano è oberato da un carico burocratico assurdo per un uomo di scienza; una burocrazia che non riguarda la medicina e che dovrebbe essere svolta da un ragioniere che le ASUR non vogliono assumere e pagare! I medici di famiglia britannini FANNO I MEDICI, non gli scribacchini, hanno l'infermiera, la macchina per laboratorio analisi, l'ecografia, l'ecg, possono somministrare chemioterapia. NON si devono pagare l'affitto dell'ambulatorio, la segretaria e il resto perchè è tutto pagato dallo Stato!!! I britannici poi molte medicine in parte le pagano, non come in Italia tutto gratis .... Immeginate voi ecg ed eco. gratis in Italia?????????? Non si potrebbe più lavorare e si brucierebbero le sonde degli ecografi in una settimana. Una cosa seria sarebbe mettere ticket statale SERIO su tutto. Allora ci credo, sennò mi pare tutto la solita buffonata inconcludente.

    Rispondi

  • Daniele Tanzi

    20 Settembre @ 13.32

    In Inghilterra, negli anni dei governi Thatcher, vide la luce una profonda riforma della sanità. Uno dei punti chiave, fu la formazione dei medici di base, al punto che questi potessero far fronte alla maggior parte dei bisogni dei pazienti. Credo che sarebbe utile anche da noi.

    Rispondi

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