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Crisi, l'sos dei medici famiglia: gli italiani non si curano più

Crisi, l'sos dei medici famiglia: gli italiani non si curano più
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dell’inviata Manuela Correra

VILLASIMIUS (CAGLIARI) – Sempre più 'in ginocchiò a causa della crisi economica, tanto che rinunciare persino a visite mediche, dentista e terapie è diventata per molti una necessità inderogabile. L’allarme arriva ora dagli stessi medici di famiglia: gli italiani, denuncia il 65% dei camici bianchi, ormai non si curano piu, e la situazione, afferma il 71,6% degli specialisti, è più grave al Sud e nelle Isole. Un Sos, quello dei medici, che conferma il recente dato emerso da un’indagine Rbm Salute-Censis: in numeri assoluti, sono circa 9 milioni i connazionali che hanno dovuto rinunciare alle cure sanitarie per motivi economici nell’ultimo anno.

 
Lo studio del medico di base diventa dunque luogo privilegiato per tastare le conseguenze che la crisi sta innescando anche sul fronte della salute. Ed il quadro che ne emerge non induce all’ottimismo. I dati arrivano da un’indagine condotta dal Centro studi della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) attraverso un sondaggio su un campione di 1.050 medici, presentata in occasione del 67/mo Congresso nazionale della Federazione in corso a Villasimius. La metà dei medici di base afferma dunque di avere l’impressione che siano molti i propri assistiti che hanno perso il posto di lavoro a causa della crisi (la percentuale sale al 63,5% al Sud e nelle Isole) e il 43% evidenzia che molti pazienti non riescono ad arrivare con i soldi a fine mese (il 60,3% al Sud). Nove medici su dieci, inoltre, dicono che i loro assistiti esprimono 'disappuntò per la spesa dei ticket sanitari, ed il 67,6% dice che i pazienti, a causa delle ristrettezze, non vanno dal dentista. Ancora: il 64,7% ha l’impressione che, per timore di mettersi in cattiva luce con il datore di lavoro, in molti rinunciano ad assentarsi qualche ora per effettuare accertamenti medici, anche se necessari. L’88% dei medici vede, poi, i propri pazienti stressati. Ma i medici esprimono preoccupazione anche per la propria professione: 9 su 10 temono un rallentamento dei processi di innovazione tecnologica (ad esempio la ricetta elettronica) a causa anche della penalizzazione economica.
 
«I risultati dell’indagine – spiega Paolo Misericordia, responsabile del Centro studi Fimmg – dimostrano che la crisi incide sul destino della salute della popolazione, che aumenta le diseguaglianze, che è in grado di condizionare il lavoro e la funzione del medico. In interi settori della popolazione si assiste alla rinuncia consapevole ad accedere a prestazioni sanitarie anche quando necessarie. Il quadro che emerge - avverte – indica con chiarezza che gli effetti della crisi sono importanti, causando uno stato di stress, di insicurezza e di grande apprensione negli individui. La stessa figura del medico di base sembra resa più fragile dalla crisi». Tra chi rinuncia alle cure, rileva ancora il Censis, uno su 4 ha più di 65 anni, il 61% è di sesso femminile e in 4 mln di casi vive al Sud.
 
Ed in tempi di ristrettezze, altro fenomeno segnalato è quello degli anziani che, sempre più numerosi, si rivolgono a strutture per indigenti per ricevere cure gratuite. Accade, ad esempio, all’Istituto nazionale per la promozione della salute dei migranti e per il contrasto alle malattie della povertà (Inmp) di Roma. Qui, gratuitamente, si possono ricevere anche occhiali, dentiere e protesi acustiche. E con una pensione che per tanti – circa 8 mln – non supera i 500 euro al mese, si tratta sicuramente di un’opportunità interessante. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • ROBERTA

    04 Ottobre @ 21.58

    i dottori nn curano piu direi piuttosto.

    Rispondi

  • carlo

    04 Ottobre @ 00.10

    Oltre ad una veramente drammatica notizia vorrei puntualizzare secondo il mio parere anche il ruolo del medico di famiglia che negli anni è molto cambiato.Anni fa'quando si andava dal curante di fiducia si aveva un rapporto molto piu'confidenziale,si veniva molto piu'ascoltati,visitati in modo accorato e profondo.Questo ora non accade piu'ricetta,sommaria diagnosi intuitiva poi..... vai dallo specialista.I miei nonni vivenano anni fa'in campagna,quando il medico del paese arrivava era x ovvia necessita',urgnza poi operava pure x piccoli inteventi senza bisogno di delegarli ad un medico specialista.La situazione attuale cmq del ns sistema sanitario è a mio parere disastrosa,tempi di attesa lunghissimi,penalizzazioni nei confronti dei pazienti ormai divenute insopportabili oppure.......vai a pagamento oggi stesso sarai visitato ed anche operato.CHE SCHIFO.

    Rispondi

  • medioman

    03 Ottobre @ 18.23

    Secondo me, c'è molta meno gente che si mette in malattia per farsi qualche giorno di riposo. Se uno sta' male davvero, dal medico ci va'; eccome se ci va'!

    Rispondi

  • Luca

    03 Ottobre @ 17.54

    forse perché gli italiani non si fidano più di voi, e preferiscono crepare piuttosto che fare 2 mesi di umiliante lista di attesa (creata ad arte affinché i vostri colleghi possano guadagnare con le visite private di chi non vuole aspettare 2 mesi)

    Rispondi

  • Daniele Tanzi

    03 Ottobre @ 16.16

    Ne avevo il sospetto, ma non avevo il coraggio di parlarne. Mi sembra una delle notizie più drammatiche degli ultimi anni.

    Rispondi

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