il caso

Bullismo: Eramo risponde alle accuse

Il provveditore: "Eramo ha ragione"

Eramo: «Basta bullismo in chat». Parlano i genitori
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Ieri avevamo pubblicato una lettera di un genitore al dirigente dell'istituto comprensivo Sanvitale/Salimbene, Eramo, dopo la pubblicazione delle chat di alunni in cui compaiono offese pesantissime. Un papà che parla di "stupore" e che non ci sta a vedere assolta così velocemente la scuola (leggi la lettera). Pier Paolo Eramo, con una lettera aperta risponde al genitore. 

Caro Nicola,
cercherò di risponderle puntualmente.
1. mi sfugge il senso della sua comunicazione pubblica su un tema sensibile come l'episodio dei farmaci, su cui dimostra evidentemente di non aver alcuna informazione. La prossima volta prima si informi sul lavoro fatto dalla scuola (dalla coordinatrice di classe o da me), poi scriva. Eviterà così l'imbarazzo in cui ha messo la famiglia dell'interessato e gli insegnanti (e magari una denuncia per diffamazione - che non farò solo perché non ho tempo da perdere).
2. come lei ha detto la nostra scuola segue le normative e i programmi ministeriali (da ultimo il Piano Nazionale per la Scuola Digitale, appena pubblicato dal Ministero): non ci siamo inventati nulla. Ho sempre e ovunque dichiarato che non siamo fanatici di nessuna religione, tantomeno quella tecnologica, ma crediamo necessario tenere gli occhi aperti sul mondo che ci circonda e utilizzare le vaste potenzialità didattiche che le tecnologie offrono, con laicità e pensiero critico. Il dibattito sul tema è vasto e non si può risolvere in una mail: non confonda tuttavia le capacità 'tecniche' di smanettare su un device (che sicuramente i ragazzi hanno) dalle competenze digitali, che invece non hanno per nulla.
3. la scuola che lei descrive, e che chiama ironicamente 3.0, è più o meno quella che io e lei abbiamo conosciuto da ragazzi (ho frequentato un liceo classico e sono laureato in greco antico alla Scuola Normale di Pisa). Sono passati molti anni, la società è cambiata e dobbiamo raccoglierne le sfide. Lasciare la tecnologia fuori dalla scuola è semplicemente anacronistico e inefficace.
4. se i suoi dubbi sull'uso delle tecnologie sono così forti, potevamo parlarne un po' prima in maniera costruttiva: ne avremmo tratto tutti giovamento. Se si tratta invece di una posizione perentoria e dogmatica, la città di Parma offre altre scuole medie da frequentare, forse più adatte alle sue idee. Nessuno l'avrebbe trattenuta.
5. il mio appello tocca un tema reale e urgente, che non nasce certo dalla scuola (così come non nascono dalla scuola i fenomeni ben spiegati da Prensky). Il suo è un corto circuito logico, buono per la polemica ma inutile alla comprensione dei problemi e alla ricerca della loro soluzione.
Sono naturalmente disponibile al confronto e al dibattito, così come tutti gli insegnanti: non in questo modo però. La competenze digitale comporta appunto la capacità di scelta dei temi da trattare, dei mezzi e dei luoghi (reali o virtuali) con cui farlo e dei destinatari da coinvolgere, tutte cose che lei ha un po' confuso (forse non ha frequentato una classe 2.0). Avrebbe probabilmente dovuto applicare meglio i suoi stessi principi sulla "cultura della relazione interpersonale ... priva del mezzo tecnologico, la cui padronanza non offre alcun valore aggiunto alle competenze realmente spendibili".
Per questo motivo non risponderò ad altri eventuali repliche. Preferisco parlare dal vivo.
Cordiali saluti

E il provveditore dà ragione al direttore scolastico della Salimbene/Sanvitale (Leggi)

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  • Oberto

    03 Dicembre @ 21.46

    il preside ha ragione, cari genitori ( e io per primo)... brutto essere messi davanti alle proprie responsabilità ! Per non parlare della generazione tecnologica... incapace di rate una O con un bicchiere.

    Rispondi

  • Campaninjuva

    03 Dicembre @ 17.46

    Non mi sembra che Nicola abbia divulgato dati sensibili, dal momento che non ha fatto nomi. D'altra parte il preside Pier Paolo nella sua risposta non chiarisce la questione: senza fare nomi, basterebbe che ci dicesse se alla fine i responsabili del fatto cui si riferisce Nicola sono stati individuati e puniti. Comunque ha fatto bene Pier Paolo a sollevare la questione "bullismo digitale", poi Nicola è andato un pò fuori tema, allargando il discorso alla funzione della tecnologia nella didattica. Nicola e Pier Paolo, cercate di andare d'accordo e, come dice Marci, lasciamo perdere le querele !!!

    Rispondi

  • Andrea

    03 Dicembre @ 17.43

    Io avrei perso tempo con una bella denuncia x diffamazione È ora che si risponda di quello che si scrive.

    Rispondi

    • silviococconi

      03 Dicembre @ 19.11

      Mi dispiace, ma il preside non ha proprio compreso il senso della lettera di Nicola Bussoni (informatico e quindi conoscitore delle nuove tecnologie), ma voleva solo mettere in risalto che la scuola deve insegnare i ragazzi a pensare e riflettere con la propria testa prima che a insegnare 2 stupude regolette informatiche : e lì ha ragione al 1000% !

      Rispondi

      • Andrea

        04 Dicembre @ 14.41

        A parte il fatto che sono ancora in attesa che mi illumini su cosa farebbe lei visto che ha scritto "Ha ragione Nicola : se non siete capaci di insegnare o dirigere le scuole, state a casa e lasciate il posto ai capaci invece di scaldarlo!", poi il suo compare, in quanto esperto informatico, immagino che sappia che se anche nelle scuole, si usassero ancora penna e calamaio, gli studenti avrebbero in mano lo stesso i loro belli smartphone regalati dai genitori e che la scuola può supportare, ma non sostituirsi ai genitori nel ruolo educativo dei ragazzi, a condizione che si remi tutti nella stessa direzione, evidentemente con voi questo non può accadere, ma, capitasse qualcosa almeno assumetevi le vostre responsabilità senza scaricare le colpe sugli altri. Comunque complimenti proprio un bel contributo costruttivo il suo.

        Rispondi

  • Carlo

    03 Dicembre @ 15.17

    Rimango basito... Ho 35 anni e non pensavo di poter già dire "ai miei tempi...", non ci credo è proprio così! Cioè un ragazzino è stata "sgamato" in una azione che non va bene (non entro nel merito che si grave o meno). L'ente scolastico è stato attento e se ne è accorto, ha intrapreso una azione disciplinare sensibilizzando le famiglie al problema e... Un padre scrive una lettera di difesa in modalità azzeccagarbugli a cui il preside deve pure replicare?!?!?!?!?!?!?! Sia ben chiaro che non sono mica un santo! Anche io a scuola ho avuto i miei "problemi" che ho ben evitato di riferire a casa... Ma quando lo sono venuti a sapere mio padre ha fatto i conti con me! L'unica lettera che è stata scritta è quella di scuse che ho dovuto scrivere io! Se la cosa fosse divenuta più pubblica di quello che era sarebbe finita anche peggio (per me!). "Ai miei tempi" un genitore (perchè era così non solo a casa mia, ma anche in quella di tutti i miei amici) si sentiva RESPONSABILE DELL'EDUCAZIONE dei propri figli, indipendentemente da quello che la scuola avrebbe potuto o dovuto fare!

    Rispondi

  • marco

    03 Dicembre @ 13.37

    Quanta saccenza...e poi basta per ogni cosa minacciare la querela, la denuncia...solo per colpire il portafoglio delle persone è così meschino e pavido poi ci lamentiamo se i nostri tribunali sono intasati.Altro che la generazione tecnologica,siamo la generazione delle querele.

    Rispondi

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