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Pizzarotti: "Asili, la qualità pedagogica non cambierà"

Lettera aperta del sindaco, che assicura investimenti, qualità e occupazione nonostante i tagli

Pizzarotti: "Asili, la qualità pedagogica non cambierà"

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Continuano le polemiche sugli asili. Il comitato "AttivarSi per l'infanzia" ha annunciato una "notte bianca" di protesta per avere risposte dal sindaco Federico Pizzarotti sulla riorganizzazione prevista dal Comune e sulla possibilità di un referendum consultivo. Nel pomeriggio una risposta è arrivata: una lettera aperta del sindaco, che spiega le intenzioni del Comune e respinge le accuse di "smantellamento dei servizi". Nella sua lettera aperta, Pizzarotti spiega che sul servizio "abbiamo investito 400 mila euro in più rispetto al 2014" ma sui conti pesano i tagli del governo. Il sindaco assicura che i genitori possono stare tranquilli su un punto: la qualità dell'offerta pedagogica non cambierà.
"Riassumendo - si legge nella lettera - la riorganizzazione è sì dovuta ad una razionalizzazione generata da meno risorse che ci arriveranno dallo Stato, ma in sostanza prevede nuovi investimenti - seppur modesti -, la stessa qualità pedagogica, l’occupazione". 



Ecco il testo integrale della lettera aperta del sindaco: 

Caro direttore,
nell’ultimo periodo, sui giornali si è molto parlato della riorganizzazione dei servizi educativi. Credo che in larga parte alcuni toni siano dovuti ad una mala comprensione della riforma. Ovviamente rispetto le idee di tutti, ma adesso è doveroso ristabilire un giusto grado di verità, al di là della drammatica rappresentazione di chi, con estremo semplicismo, parla di “smantellamento” dei servizi. E a onore del vero, ogni volta che in questo Paese si propone un cambiamento, c’è sempre una parte che grida allo “smantellamento” o alla “macelleria sociale”, richiamando un passato ormai novecentesco. Negli ultimi due anni questa retorica l’abbiamo sentita più volte, quale che fosse l’argomento, ma sempre disattesa nei fatti. Allora la verità sulla riorganizzazione.
Anzitutto sul servizio abbiamo investito 400 mila euro in più rispetto al 2014. Certo, se ci fossero maggiori risorse a disposizione, e se si chiudesse la stagione dei tagli ai Comuni, avremmo investito più fondi. Per alcune strutture la gestione diventa indiretta. Credo che il maggior timore per alcuni sia la paura di perdere la qualità del progetto pedagogico. Non è così. La qualità sarà la stessa, perché verrà garantito ai bambini lo stesso percorso educativo. Questo è nei fatti, ma stiamo facendo di più. Stiamo accelerando i tempi per portare ParmaInfanzia a maggioranza pubblica, dal 49% al 51%, quindi con un maggior controllo del pubblico sulla gestione. Detto questo, ricordo che ParmaInfanzia ha già un gradimento da parte dei genitori del 98%. Sulla qualità, sul servizio e sul percorso educativo, dunque, non può esserci nessun timore.
Riguardo alla disponibilità nelle strutture, sono calati i posti, ma anche il numero delle domande. Ma attenzione. I dati del Comune ci dicono che con l’attuale riorganizzazione, rispetto all’anno passato, non ci saranno sostanziali cambiamenti nel soddisfacimento delle risposte alle famiglie delle liste d’attesa.
Questione occupazione per gli educatori. Anche l’anno prossimo si prefigura la possibilità di garantire la sostanziale continuità occupazionale dei precari, in vista anche del continuo ricambio del personale dovuto a pensionamenti.
Riassumendo, la riorganizzazione è sì dovuta ad una razionalizzazione generata da meno risorse che ci arriveranno dallo Stato, ma in sostanza prevede nuovi investimenti - seppur modesti -, la stessa qualità pedagogica, l’occupazione.
Ora, non ci siamo fissati con le nostre idee tirando dritto e ignorando chi dice no. Abbiamo ascoltato le parti in più incontri, per più settimane; abbiamo parlato con il gruppo di genitori che non si dice d’accordo. Abbiamo dato loro tutte le informazioni e i dati necessari. Abbiamo ascoltato e parlato con i sindacati. Abbiamo fatto Commissioni su Commissioni.
A un certo punto, poi, bisogna decidere, perché la democrazia è decisione, è presa di posizione e non un continuo rimandare. Cosa accadrebbe se ad ogni azione amministrativa, anche la più piccola, corrispondesse un comitato atto a bloccare per mesi ogni proposta?
Sia chiaro, ben venga la scelta di alcuni genitori di proporre un referendum, nessuno ha intenzione di vietare una consultazione popolare. Perciò a quel gruppo di genitori dico di andare avanti. Ma bloccare tutto ora si ripercuoterebbe anche sull’approvazione del Bilancio previsionale 2015, con tutte le conseguenze derivanti. La città, questo, non può proprio permetterselo.
A un certo punto le decisioni non possono appiattirsi sulla retorica di chi è sempre contro, o di chi è critico contro tutto e tutti, o di chi dice ogni volta no. La politica ha il compito di ascoltare, confrontarsi, prendere una decisione. Questo è il nostro senso di responsabilità. 

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  • eugenio

    08 Maggio @ 20.47

    C'è solo da vergognarsi di questo paese. Lo stato raccatta una montagna di soldi da capogiro, basterebbe gestirli con più onesta, altro che tagli ai servizi fondamentali. Vergogna.

    Rispondi

  • mum

    08 Maggio @ 16.42

    Ma come lo fa a dire se il bando non è stato ancora pubblicato e, teoricamente, dovrebbe essere aperto e non a chiamata diretta? Se non sbaglio, non dovrebbe essere scontato quale sarà il socio privato del comune nella nuova partecipata ParmaInfanzia. Come si fa a dire che la qualità pedagogica sarà la stessa se i posti della 'scuola materna vera' sono stati dirottati presso in nidi creando delle classi miste con bambini dai 18 mesi ai 6 anni? Chiunque abbia figli sa benissimo che tra un bimbo di un anno e mezzo e uno di 4-5 anni c'è una abbisso. Già ora le educatrici hanno difficoltà a dedicarsi ai più grandi seguendo un percorso formativo appropriato quando ci sono bimbi anticipatari (e quindi di poco meno di 3 anni) che fanno più fatica ad inserirsi, piangono e stanno appiccicati alla tata quasi tutto il tempo. Io continuo a credere che si stia smantellando un sistema che a Parma funzionava benissimo e senza una vera ragione. Sindaco, mi scusi se glielo faccio notare, ma le iniziative (a mio avviso più inutili delle scuole delle infanzia) come il nuovo alert system, o come il nuovo software, acquistato in occasione delle elezioni dei comitati di quartiere e che 'presumibilmente' ci consentirà una maggiore democrazia partecipata (anche se ancora non riesco a capire in quale modo), non sono da comune che sta facendo la fame ed è costretto ad esternalizzare e chiudere asili perchè non ci sono soldi!

    Rispondi

  • MauB

    08 Maggio @ 16.04

    "...a onore del vero, ogni volta che in questo Paese si propone un cambiamento, c’è sempre una parte che grida allo “smantellamento” o alla “macelleria sociale” " Specie se 2 anni prima hai proposto un programma elettorale, che ti ha permesso di vincere le elezioni (ingannando migliaia di cittadini), che proponeva l' esatto CONTRARIO di quello che stai facendo ora. I tuoi stessi consiglieri comunali scappano (nuzzo) e "si vergognano" (savani); il tuo capogruppo (bosi) rincorre i genitori dei disabili per le scale del Comune, pregandoli di tornare indietro. La tua vicesindaco (che si vanta di aver sperperato oltre 56.000 € per le elezioni dei CCV, in cui ha votato meno del 2% degli aventi diritto.....), durante gli incontri pubblici su questo tema, quando non sapeva più cosa dire ha "spento il microfono in faccia" ai genitori infuriati ed è scappata ! Il tuo Assessore al bilancio Ferretti, quando "se la vede brutta" si smarca dall'impaccio con frasi del tipo: "io non sono dei 5 stelle prendetevela con loro che hanno proposto un programma elettorale che ora non stanno rispettando....". Parma si merita tutto questo ?

    Rispondi

    • Gio

      08 Maggio @ 16.57

      Giorgio R.

      E' vero ma purtroppo la realtà non cambia. Si vuole dare tutto a tutti quelli che arrivano per interessi di alcuni soggetti ? Poi che Pizzarotti e i 5 stelle a Parma abbiano anche marciato sul no inceneritore è altrettanto vero. Mi ripeto fino a quando IN TANTI HANNO DIRITTI E NON PAGANO NON ANDIAMO LONTANI E IL DEGRADO ITALIANO E' APPENA AGLI INIZI.

      Rispondi

  • Gio

    08 Maggio @ 15.54

    Giorgio R.

    La verità è che se continuano ad arrivare persone senza nulla e senza lavoro CON DIRITTO A TUTTO GRATIS NON NE VENIAMO FUORI MA NON SOLO A PARMA IN TUTTA ITALIA ! Non difendo Pizzarotti ma in Italia strapaghiamo TASSE E BALZELLI PER NON AVERE PIU' NULLA. SE I SERVIZI VENGONO UTILIZZATI DA MIGLIAIA DI INDIVIDUI CHE NON HANNO PAGATO TASSE O NE PAGANO POCHISSIME E HANNO DIRITTI a servizi LA SITUAZIONE NON PUO' CHE PEGGIORARE. Basta razzismo amministrativo oppure NON ci sarà più nulla per nessuno.

    Rispondi

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