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Il Fisco cancella la multa alla pensionata "morta e resuscitata"

Il direttore regionale dell'Agenzia delle Entrate: "La contribuente ha sempre mostrato un comportamento corretto verso gli obblighi fiscali"

Il Fisco cancella la multa alla pensionata "morta e resuscitata"
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La signora Silvana Rivara era considerata morta dall'Inps, mentre il l'Agenzia delle Entrate la considerava alla stregua di un evasore fiscale. La vicenda era stata denunciata pubblicamente dalla pensionata di Sorbolo. Ora Spi Cgil (che aveva parlato di "burocrazia che va contro il buon senso") rende noto che il Fisco ha cancellato la multa salata chiesta alla pensionata: una sanzione che nasceva da un errore dell'Inps e dal fatto che, aggiunge il sindacato, "due enti statali non hanno comunicato fra loro".

Diversamente da quanto accade spesso, per fortuna questa vicenda si è risolta in modo positivo, come annunciato in una nota stampa dal direttore regionale dell’Agenzia delle entrate, Pierluigi Merletti.
«Comunico che l’Ufficio territoriale di Parma ha provveduto ad annullare le sanzioni per “infedele dichiarazione”. I dati parziali ed errati presenti nel primo Cud inviato dall’Inps alla signora, infatti, fanno ritenere che sia stato per lei impossibile conoscere per tempo l’esatta entità del reddito percepito; inoltre, la contribuente ha sempre dimostrato un comportamento corretto nei confronti degli obblighi fiscali», si legge nella risposta del direttore. 


Il comunicato di Spi Cgil:

Dopo la denuncia pubblica, l’Agenzia delle Entrate ha cancellato la sanzione alla pensionata che per errore era stata dichiarata deceduta dall’Inps.
Morta, risorta e poi multata dal fisco, tutto per colpa della burocrazia. È l’incredibile vicenda della pensionata Silvana Rivara, che finalmente si avvia verso una soluzione.
“C’è una buona notizia - sottolinea Paolo Bertoletti, segretario generale dello Spi Cgil -. L'agenzia delle entrate con comunicazione in data 1° agosto ha cancellato la sanzione. Grazie all'interessamento di più strutture, Spi compreso, è stata fatta giustizia”.
L’Agenzia delle entrate ha sanzionato la signora per omessa dichiarazione dei modelli del Cud, che non le sono mai stati inviati dall'Inps. La pensionata oltre, a dover versare all’erario le imposte che l’Inps erroneamente non le ha trattenuto, si è trovata così una multa salata dall’Agenzia delle Entrate.
La pensionata ha scritto una lettera di denuncia su quanto le era accaduto. Lo Spi Cgil si è unito alla sua battaglia, chiedendo di porre al più presto rimedio.
“Finalmente è stata tolta la sanzione. Noi puntavamo proprio a quello, visto che l’errore l’aveva fatto l’Inps” dice Gino Allodi, segretario della Lega Spi Cgil di Sorbolo, che ha seguito il caso attraverso il servizio fiscale. “Inizialmente il funzionario dell’Agenzia delle Entrate non ne voleva sapere di annullare la sanzione. Poi, dopo il movimento sulla stampa, hanno deciso di cancellarla. Era proprio una beffa – dice Gino Allodi – c’è stato un doppio errore e due enti statali non hanno comunicato fra di loro”. 

 

 

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  • Medioman

    08 Agosto @ 12.03

    Signor Maurizio, io su questi forum cerco di tenere un tono "leggero", tra il serio e il faceto, ma se vogliamo parlare seriamente è ovvio che un "signor professionista" deve rispondere dei suoi errori, e solitamente è anche adeguatamente assicurato per questo. Ma il "signor professionista" è pure consapevole che questo sistema di CUD, CAF, centinaia di moduli diversi, è destinato a morire (sopravvive solo perché migliaia di dipendenti pubblici "tengono famiglia"); come le arriva la bolletta del gas, della luce, del telefono, le potrebbe arrivare (io spero molto presto) la "bolletta dei redditi", e spetterà a lei "fidarsi" o farla controllare da persona di sua fiducia. Ho detto "persona di sua fiducia", non "incaricato da qualche organizzazione", che continuerà ovviamente a farle firmare lo "scarico di responsabilità".

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  • Maurizio

    07 Agosto @ 21.55

    Medioman non sono del tutto d'accordo, ok colpa mia per un eventuale reddito non dichiarato proveniente da attività illecita ma se io (il mio esempio precedente calza a pennello, io sono un incompetente in materia quindi mi affido a professionisti per pagare le tasse, i professionisti hanno letto male le carte e io pago) consegno tutto al caf o al professionista e loro sbagliano facendomi pagare di più (mi è capitato anche questo) o di meno sono loro che dovrebbero pagare non io ma alla fine chi è nel torto sono sempre e solo io

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  • Oberto

    07 Agosto @ 14.18

    No medioman, il fisco non si aggiorna, perché ottieni giustizia solo quando sputtani i dinosauri della burocrazia sui giornali o chiamando il Gabibbo. Ormai è così o li sbatti in prima pagina o altrimenti se percorri le vie deputate a ottenere il riconoscimento dei tuoi diritti sei finito ( e tu purtroppo te ne sei reso conto direttamente)

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  • Medioman

    07 Agosto @ 09.30

    Signor Maurizio, la mia vicenda era ancora più "fantozziana": tutti dicevano che avevo ragione, che avevo diritto ad un rimborso, ma nessuno "poteva fare niente" per il mio ricorso. Ma lei ha toccato un punto più importante: il caf o il professionista (giustamente) le fa firmare lo "scarico di responsabilità", cioè se c'è un errore sono cavoli suoi. Ho detto "giustamente" perché il caf o il professionista non possono indagare sui suoi fatti personali: teoricamente, lei dovrebbe dichiarare anche i redditi provenienti da "attività illecita", e qui sta il punto fondamentale: il governo "delle banche", con la scusa delle norme europee, ha convertito la "presunzione di innocenza" in "presunzione di colpevolezza", cioè lei, solo per il fatto di essere cittadino italiano, è un presunto colpevole di evasione fiscale, tanto è vero che deve "giustificare" i movimenti di denaro (guai a pagare 1.500 euri in contanti, sciagura la colga se invia 1.500 euri a suo figlio all'estero, se per disgrazia ne spende 15/20.000 tutti in una volta è sottoposto ad "accertamento automatico"). E certa gente "non capisce" come mai l'economia va così male!

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  • Maurizio

    06 Agosto @ 21.05

    A me il caf per anni mi ha sbagliato la vecchia ici inviando gli f24 precompilati con una cifra inferiore di circa 15 euro, bene per gli anni che mi hanno controllato ho dovuto pagare dal 130 euro ai 140 euro di sanzione più interessi più i 15 euro. Ho poi fatto controllare le vecchie visure catastali e mi è stato detto che i calcoli sbagliati sono stati fatti dal caf, alla fine ho dovuto pagare e stare zitto, una battaglia legale sarebbe stata costosa e non percorribile (tutti commercialisti e caf ti fanno firmare diciharazioni in cui ti assumi la responsabilità della dicxhiarazione sollevando loro dalla colpa, non so quando sia valida quella dichirazione ma alla fine a noi ci tocca pagare) quindi ho dovuto pagare e tacere, per fortuna ora ho cambiato caf, vado a quello di parma e li mi trovo bene

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