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Iren, sospesa la disdetta per l'integrativo sugli orari

L'annuncio arriva da Vecchi. Sindacati sul piede di guerra. Patrizia Maestri (Pd): "Riannodare il dialogo"

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Il gruppo Iren ha sospeso la disdetta del contratto integrativo sugli orari, la prima che avrebbe avuto effetti reali sui circa 7mila dipendenti, a partire dal 9 gennaio, mentre gli effetti economici delle altre disdette scatteranno solo tra un anno, nel gennaio 2018. Lo ha comunicato il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, incontrando una delegazione di lavoratori e sindacati che hanno protestato con un presidio davanti al Municipio in piazza Prampolini.

CONFRONTO Vecchi, coordinatore del patto di sindacato pubblico che governa il gruppo Iren, ha riconosciuto come «legittime e comprensibili» le istanze dei lavoratori che, vedendosi disdettare gli accordi il 30 dicembre hanno sollecitato un incontro con la proprietà, ma insieme ha ribadito la necessità di armonizzazione dei trattamenti di fronte a 200 contratti integrativi. E ha precisato che «la disdetta, comunque insolita perché posticipa di 12 mesi gli effetti economici», è giunta dopo circa un anno di discussione a un tavolo «senza sbocchi costruttivi": ora, ha aggiunto, c'è la «disponibilità a sospendere» la disdetta per quella parte, gli orari, che avrebbero avuto effetto subito «se c'è anche la disponibilità sindacale al confronto di merito che nei mesi precedenti non c'era stato». In ogni modo, ha sottolineato Vecchi, il confronto e il riconoscimento della «lunga storia di relazioni sindacali che derivano dallo spirito delle aziende municipalizzate» è «la strada giusta», quella della «volontà costruttiva» di raggiungere una intesa su esigenze aziendali reali.

PROTESTA In precedenza infatti non aveva accennato a scemare la protesta dei sindacati dopo l'annuncio della multiutility di voler armonizzare i trattamenti per tutti i dipendenti del gruppo. Secondo un comunicato della Rsu Iren, "l’intento aziendale di “stimolare un costruttivo confronto” cancellando 50 anni di accordi aziendali è un insulto ai rappresentanti dei lavoratori. E rende impossibile nell’arco di pochi mesi fare sintesi degli argomenti della precedente contrattazione e ricostruire ex-novo la contrattualistica aziendale". Il gruppo Iren si allarga, così - dicono i rappresentanti dei lavoratori - "in questo modo il perimetro cambia in continuazione: nuove società entrano nel gruppo; attività che per i primi amministratori erano “irrilevanti” oggi sono “strategiche”; l’ambito territoriale di competenza è talmente frazionato e variegato che a volte occorre prendere l’atlante per capire dove è l’ultimo Comune che è stato acquisito. Siamo un gruppo di oltre 6mila dipendenti destinato a crescere. E’ fisiologico che ogni realtà societaria e/o territoriale abbia i propri accordi sindacali, la propria contrattazione per ambito".

PARMA Ad esempio, a Parma "questa azienda, nata oltre 100 anni fa, già facente parte delle Aziende Municipalizzate, poi Ametag, poi Amps, poi Enìa e adesso IREN… è oggi irriconoscibile. Nel settore Elettrico e nel settore Gas-Acqua siamo a una vacanza contrattuale che perdura da oltre un anno e che ha portato le Segreterie Nazionali del settore Elettrico ad indire stato di agitazione e una giornata di sciopero". I rappresentanti dei lavoratori sperano che "qualche azionista" "richiami al rispetto delle controparti qualunque esse siano: lavoratori, OO.SS., clienti e ditte appaltatrici". 


PATRIZIA MAESTRI (PD): "RIANNODARE IL DIALOGO". «Iren è un’azienda a partecipazione pubblica nella quale lavorano persone che mettono quotidianamente il proprio lavoro a servizio dei rispettivi territori. E’ necessario che venga riannodato immediatamente il filo del dialogo e del confronto tra l’azienda e le organizzazioni sindacali». Così la deputata Patrizia Maestri (Pd) prende posizione dopo la disdetta dei 200 accordi integrativi dei cinque territori in cui opera il gruppo Iren, che «rischia di annullare - sottolinea - oltre 40 anni di rapporti costruttivi e intese sindacali, legate alle particolarità delle provincie in cui l’azienda opera. La necessità dell’azienda di armonizzare i contratti dei propri dipendenti è comprensibile, ma questo non può essere fatto a spese dei lavoratori e senza l’intesa con le organizzazioni sindacali».
E’ necessario riannodare «il filo del dialogo e del confronto tra l’azienda e le organizzazioni sindacali per giungere, nel reciproco interesse - precisa la deputata Pd - ad una rinnovata intesa che tenga conto delle necessità di un’azienda in forte crescita ma anche dei lavoratori che ne costituiscono la spina dorsale. Come parlamentari faremo la nostra parte. Ma è anzitutto dai soci pubblici di Iren, a partire dal Comune di Parma, che spero arrivi una forte presa di posizione».

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