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Lutto

Il papà: raccoglieremo i ricordi di Filippo

Al campo da rugby si sono ritrovate oltre mille persone fra lacrime, applausi e l'urlo dei giocatori a fine partita. "Con la moglie vorremmo creare una galleria di foto e video per non dimenticare questi 18 anni. Aiutateci"

Il momento di preghiera

Il momento di preghiera

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Nel campo dove ha lottato per anni. Al centro di quel rettangolo verde dove spesso riceveva il premio di Man of the match. E’ lì che famigliari e amici – oltre un migliaio di persone assiepate sulle tribune e intorno allo stadio Maini - si sono incontrati per un momento di preghiera nel giorno della convocazione per l’ultima partita di Filippo Cantoni, il 18enne di Colorno scomparso tragicamente sabato mattina sull’argine del Galasso – a poche centinaia di metri da casa – forse colpito da un malore.
«Spero che l’autopsia confermi questa ipotesi – ha detto il papà Stefano al termine del momento di preghiera – ma pare che Filippo si sia addormentato prima di finire nell’acqua con l’auto. Questo per noi, se venisse suffragato dagli esami medici, sarebbe un grande sollievo. Vorrebbe dire che non ha sofferto, che si è addormentato ed è andato in cielo».
Ora spetterà agli esami autoptici, che saranno disposti nei prossimi giorni dal magistrato, chiarire definitivamente cosa ha spento il sorriso di Filippo e causato quell’uscita di strada sabato mattina che ha fatto finire la C3 di Cantoni ruote all’aria nell’alveo del canale Galasso.
«Mi sento in dovere di ringraziare tutti – aveva detto poco prima papà Stefano - a partire dall’intera famiglia del rugby. Non ci rendiamo ancora conto di quello che è successo, ma tutte le manifestazioni di stima, i messaggi, le strette di mano, le parole arrivate in queste ore ci hanno fatto piacere. Non abbiate paura a contattarci. Nessuno disturba perché dopo questo terremoto che ci ha colpito ogni segnale e ogni messaggio serve per ricostruire. Sarà un percorso molto difficile, ma confidiamo in una famiglia così grande come quella del rugby. Dimostrazioni di vicinanza ci sono arrivate da tutto il mondo».
Nel suo discorso agli oltre mille presenti al «Maini» Cantoni ha ricordato anche Alberto Cigarini, il rugbista 25enne scomparso pochi mesi fa. «Io e mia moglie – ha poi ripreso Cantoni - ci siamo interrogati tanto in queste ore. Lei soprattutto mi ha detto: ricordiamo bene questi 18 anni con Filippo e così chiedo a tutti coloro che hanno ricordi di Filippo, dai filmati di una partita alle immagini di un allenamento, di farceli avere nel tempo. Ci piacerebbe avere una galleria di suoi ricordi».
Poi è partito il lungo applauso accompagnato dal classico urlo – tutti abbracciati – dei rugbisti a fine partita da parte dei compagni di Filippo proprio in quel centro sportivo che aveva visto Cantoni protagonista per l’ultima partita ufficiale lo scorso 22 dicembre con la casacca dell’Accademia contro il Colorno e per l’ultimo allenamento solo giovedì scorso.
Un messaggio di saluto a Filippo l’hanno rivolto anche il presidente del Rugby Colorno Mario Padovani e l’allenatore dell’Accademia Roland de Marigny. «Di solito – ha detto Padovani – ci troviamo al campo per vedere dello sport, per festeggiare e divertirci. Oggi è tutto diverso. L’unica cosa che dobbiamo pensare è quella di essere felici di aver conosciuto Filippo».
Toccante anche il messaggio di de Marigny: «Ho avuto la fortuna con Christian Prestera di convocare Pippo quando dovevamo giocare le partite dell’Accademia. Ieri il Signore ha convocato Pippo per la sua squadra. E’ stato un piacere conoscerlo. Dobbiamo dire grazie alla sua famiglia piena di calore, agli amici e compagni di squadra. Grazie Pippo».
Tra gli interventi anche quello di Giovanni Mazzi del Team Exodus di don Antonio Mazzi. «Non sono venuto a Colorno per raccontare favole – ha detto - perché sono padre di una ragazza nata nel ’95 come Filippo, perché ogni giorno assisto ragazzi disgraziati che ne combinano di tutti i colori e ai quali non succede mai niente quando poi a quelli bravi come Filippo è capitato questo e poi perché il nostro slogan è avere una tremenda voglia di vivere. Non so dare spiegazioni. La promessa che posso farvi è quello di portare qui don Antonio Mazzi che in oltre ottant’anni di vita ne ha viste talmente tante da riuscire a dare un senso a qualcosa che come dice Vasco di senso non ne ha. Vi chiedo però di stare vicino a Stefano, Rosanna e Alice. A tutti i ragazzi che sono qui chiedo di vivere anche per Filippo. Viviamo in un mondo in cui il divertimento sembra l’unica cosa e invece quando succedono cose come questa cambiamo tutti. Dobbiamo vivere per lui con l’impegno e la voglia che aveva lui».
Il momento di preghiera, con la recita del rosario, è stato guidato dal parroco di Colorno don Marcello Benedini: «Giochiamo con Filippo la sua partita più importante perché possa arrivare alla meta della pienezza della vita in Dio. Filippo è sempre stato il più forte e così a lui chiediamo di farci vincere tutti perché la sua vittoria sarà anche la nostra».

 

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