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l'intervista

Berlusconi alla Gazzetta: «Possiamo arrivare al 25%»

«Renzi? Di riforme economiche non ne ho viste, solo tanti annunci»

Berlusconi alla Gazzetta: «Possiamo arrivare al 25%»

Silvio Berlusconi

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Presidente Berlusconi, stando a tutti i sondaggi la classifica delle elezioni Europee sarà questa: primo Renzi, secondo Grillo, terzo Berlusconi. Anche secondo lei finirà così? Qual è l’obiettivo minimo di Forza Italia?
Io credo che possiamo tranquillamente raggiungere il 25%, ovvero più di quanto abbiamo realizzato alle ultime elezioni politiche, prima della scissione di Ncd. Comunque non è questione di numeri e graduatorie per potersi appendere delle spillette sul petto, è questione di avere la forza necessaria a far andare le istituzioni europee nella direzione giusta per uscire dalla crisi. Per questo mi auguro che gli italiani votino, prima di tutto, e votino bene. Che non votino il Pd e quindi il Partito socialista europeo, che tanto ama tasse, burocrazie e tecnocrati. E che non votino Grillo e il suo vuoto programmatico nascosto dal frastuono delle urla... Noi vogliamo un’Europa diversa, meno invasiva, che ci ponga meno vincoli e nella quale l’Italia conti di più. Lavoreremo per questo all’interno del più grande partito europeo, il Ppe, che continuerà a guidare quasi certamente le istituzioni comunitarie. Per questo chiediamo agli elettori di darci più forza, basando la loro decisione sul fatto che solo tramite una folta schiera di nostri parlamentari si potranno difendere i nostri interessi in Europa. Perché i nostri parlamentari faranno parte del Partito Popolare Europeo. Nelle assemblee e nei vertici del partito, i nostri parlamentari, facendo squadra con i colleghi dei Paesi mediterranei (io l’ho fatto molte volte), determineranno la decisione del Ppe sui vari argomenti. Dato che il Ppe, come prevedono i sondaggi, sarà ancora il partito che avrà la maggioranza in Parlamento, le decisioni dei suoi organi determinate, ripeto, dal nostro contributo, diventeranno le posizioni del Parlamento Europeo. I parlamentari di Grillo saranno pochi e isolati, i piccoli partiti, ammesso che arrivino a superare lo sbarramento del 4%, manderanno in Europa pochi e ininfluenti parlamentari. I parlamentari eletti dal partito democratico entreranno a far parte del Partito SocialDemocratico, che, come si prevede, sarà in minoranza in Parlamento, e quindi non saranno in grado di difendere i nostri interessi. Ma se tutte le previsioni venissero sconvolte ci troveremmo un grande amico dell’Italia, un certo Martin Schulz, come Presidente del governo, della Commissione europea. Come dire: “Vota Pd, Vota Schulz”. Solo i voti dati a Forza Italia saranno utili e decisivi per difendere i nostri interessi in Europa.

​Lei dice: noi siamo chiaramente all’opposizione di questo governo. Ma non teme invece di dar l’impressione di guidare un partito di lotta o di governo a seconda delle circostanze? In commissione al Senato la maggioranza è andata sotto sull’elezione diretta dei senatori con l’ordine del giorno Calderoli che è passato con i voti di grillini e Forza Italia, ma poi lei  ha voluto subito precisare che sulle riforme istituzionali l’accordo con Renzi reggerà. Non è un po’ ondivaga la linea politica di Forza Italia?
Niente affatto. La linea di Forza Italia non va fraintesa perché abbiamo annunciato che daremo il nostro voto alle riforme che sono indispensabili per rendere governabile il Paese. Le riforme dell’assetto istituzionale noi le avevamo già realizzate nel 2005 ma la sinistra, coerentemente alla sua politica di opposizione del tanto peggio, tanto meglio, le ha cancellate con uno sciagurato referendum. Dunque noi siamo assolutamente coerenti: garantiamo il sostegno alle riforme giuste (di riforme sbagliate come quella che la sinistra ha fatto del Titolo V della Costituzione non abbiamo certo bisogno...), non certo alla maggioranza o all'esecutivo. Siamo l'unica forza liberale presente in Parlamento: non dobbiamo dire sempre di sì come i nostri ex che hanno siglato un patto di convenienza con la sinistra, infischiandosene di chi li ha eletti, né sempre di no come i grillini che vivono solo di protesta. Noi votiamo sempre e solo nell'interesse del Paese.

​In un famoso fuorionda, cliccatissimo sul web, Toti diceva alla Gelmini: «Berlusconi non sa cosa fare con Renzi. Ha capito che questo abbraccio mortale ci sta distruggendo ma non sa come sganciarsi». Dopo un mese le domando:  se è così ha trovato il modo di sganciarsi? 
Come al solito si cerca di stiracchiare qualche mezza parola rubata e di trovarci significati che non ha... Toti si riferiva al fatto che effettivamente noi di Forza Italia ci troviamo di fronte ad un dilemma: da una parte siamo consapevoli del fatto che questo governo di sinistra, con i vizi della sinistra, non fa bene al Paese e quindi di questo governo siamo permessivamente all’opposizione. Dall'altra riteniamo - da sempre - che la riforma del nostro assetto istituzionale sia indispensabile. Questo governo, come si è dimostrato anche negli ultimi giorni, senza FI non ha i numeri per fare le riforme. Riforme che, ripeto, avevamo già realizzato noi nel 2005 per poi vederle spazzate via da un sciagurato referendum abrogativo voluto dalla sinistra.  
​Dal punto di vista delle riforme economiche come giudica il cammino del governo Renzi sin qui? E il «bonus» degli 80 euro è stata, a suo parere, una mossa azzeccata? 
Di riforme economiche non ne ho viste, ne ho solo sentito parlare tra i tanti annunci di Renzi.  Gli 80 euro non sono certo una riforma, ma una mancia elettorale che adesso viene data e a dicembre verrà tolta con l'aumento delle tasse sulla casa. Così, mentre con una mano regala una quattordicesima a pochi, con l'altra toglie una tredicesima a molti, anzi a quasi tutti, con due vere e proprie stangate su casa e risparmi. Così non si cambia verso e a rimetterci sono sempre gli stessi: gli italiani. 

​Cosa ha fatto il governo Renzi che lei, al suo posto, non avrebbe mai fatto?
Molte cose. Intanto io non ho mai governato senza mandato popolare, non sono mai arrivato al governo attraverso manovre di palazzo. Anzi, sono stato estromesso, semmai, da complotti che sono il contrario della democrazia. Non ho mai messo le mani nelle tasche degli italiani. Anche durante il mio ultimo governo non abbiamo aumentato di un euro le tasse, e nonostante questo abbiamo fronteggiato la più grave crisi economica del dopoguerra, limitandone, in quel momento, i danni per i cittadini. Cito alcuni esempi: noi eravamo riusciti a tenere il livello di disoccupazione al tasso dell’8.5%, con i governi non eletti di Monti, Letta e Renzi negli ultimi tre anni è salito al 12.7%. La disoccupazione giovanile con noi era al 30%, con loro è del 43%, la pressione fiscale con noi era al 42.5%, con loro al 45.3%, la povertà è aumentata del 47%, il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito del 10%. Se crede, posso continuare. 

​Chi potrebbe essere il Renzi di Forza Italia? 
Nessuno, noi non vogliamo rottamatori, non ne abbiamo bisogno. Sappiamo rinnovarci dall’interno, aprendo a tutti coloro che hanno a cuore il comune destino del nostro Paese e che non intendono la politica esclusivamente come una professione. Stiamo lanciando una titanica operazione che ha la finalità di trasformare la maggioranza dei moderati in una maggioranza politica organizzata e sui 12.620 cittadini che si sono assunti la responsabilità di dare vita una “Comunità per la democrazia e per la libertà”, il 70% è costituito da persone che non sono mai state iscritte a Forza Italia. Se invece lei intende chiedermi chi sarà il prossimo leader le rispondo che ne parleremo più avanti. I leader non si coltivano in serra, ma emergono dal consenso popolare

Renzi  ha detto: «Grillo è la rabbia, noi siamo la speranza». E Forza Italia cos’è?
Forza Italia è la fiducia. Forza Italia è fiducia in noi stessi, nelle nostre famiglie, nelle nostre imprese. Nel Paese. La fiducia in noi stessi e nella nostra determinazione di difendere le nostre democrazie e la nostra libertà.

Lei ha detto che se  alle prossime elezioni politiche i moderati andranno tutti insieme  vinceranno. Ma per far questo lei sarà costretto a fare un’alleanza, oltre che con la Lega e  Fratelli d’Italia, anche con il Nuovo Centrodestra di Alfano, cioè con coloro che i suoi chiamano traditori. Lei ritiene possibile che la spaccatura si possa ricomporre? E chi sarebbe il leader di questo ipotetico grande centrodestra unito? 
Purtroppo prevedo che la crisi dell’economia renderà necessarie delle elezioni anticipate, tra un anno, un anno e mezzo. Se per allora saremo riusciti a realizzare, in tutto o in parte, il nostro progetto di trasformare, appunto, l’attuale maggioranza dei moderati in una maggioranza politica potremo affrontare le elezioni da soli. Se non sarà così guideremo una coalizione a cui dovranno partecipare tutti gli altri partiti del centro-destra perché, se i moderati si dividono, perdono. 

​Lei passerà il testimone a sua figlia Marina? 
Ho sempre sconsigliato a mia figlia di dedicarsi alla politica. Non potrei sopportare di vederle passare ciò che ho passato io in questi 20 anni. Ma deciderà lei, sono un liberale in tutto, anche come padre... Se mai dovesse scegliere di impegnarsi in prima persona in politica mi troverebbe comunque al suo fianco.

Lei sta scontando una condanna a 4 anni (di  cui tre coperti da indulto) per frode fiscale. Il tribunale di sorveglianza le ha concesso di scontare i dodici mesi di residuo pena con un affidamento in prova ai servizi sociali, assistendo, per quattro ore alla settimana, gli anziani disabili della Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone. Com’è stata questa esperienza?
Spesso dal male può nascere il bene. Da una sentenza ingiusta e assolutamente infondata, come sarà chiaro a tutti molto presto, può scaturire un'esperienza toccante come quella che sto vivendo. Alla Sacra Famiglia ho avuto modo di conoscere e apprezzare molte persone straordinarie che si dedicano con generosità alle cure e alla assistenza dei malati: i dirigenti, il personale medico, le operatrici di base, i volontari. Nonostante tutto in Italia ci sono ancora delle persone per bene, delle oasi di pace e di serenità.

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  • Franco

    20 Maggio @ 12.18

    @REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT "Lezioncina ridicola: al massimo la devi girare agli elettori." Che vengono tutt'oggi condizionati da voi e dai vostri articoli (quelli che non cercano mai altri riscontri e si bevono tutto quello che il loro giornale preferito gli indica come verità). E' un caso che il nostro paese è oltre il 70° posto nel mondo come libertà di stampa? Mi volete far credere che i giornali italiani siano tutti apartitici, compreso il vostro? Non siate ridicoli voi! RISPONDE REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Non ho mai sostenuto (neppure nei mille dibattiti pubblici sull'informazione a Parma) che un giornale/tv/sito, compreso il nostro, compresi Repubblica o Il giornale, compreso il blog di Grillo, non abbia una sua proprietà con relativa linea politica (cosa che peraltro non è reato...). Una volta premesso questo: 1) ogni lettore ha la possibilità, tanto più ai tempi del web, di confrontare Repubblica/Il Giornale o Gazzetta/Beppe Grillo (su Pizzarotti, ad esempio, è ultimamente più critico il secondo...) e farsi liberamente la sua idea; 2)Al di là della linea editoriale (ripeto: legittima) credo che qualunque giornale, non fosse altro che per non giocarsi potenziali -lettori, informi comunque sulle varie posizioni, sia a livello nazionale che locale. - Ripeto: lo spunto di riflessione, e anche la critica di fondo, sono correttissimi, ma i toni da lezioncina (da quale cattedra, peraltro?) mi suonano sempre ridicoli e presuntuosi... Se certi "professori" mettessero in piedi un loro sito, credo che alla fine la vecchia e cattiva Gazzetta risulterebbe molto più obiettiva di tanti di loro.....

    Rispondi

  • David€

    20 Maggio @ 08.09

    Harris, adesso ho capito tutto....ammiro la tua coerenza!!!! Dopo aver votato per una vita Berlusconi, hai deciso di rimanere sul genere "comici / buffoni" e quindi si capisce benissimo la tua venerazione per Grillo.... finalmente adesso mi è chiara la tua psiche!!!!

    Rispondi

  • E Basta

    20 Maggio @ 06.20

    aggiungo che chi ancora gli crede e lo voterà...deve farsi curare...ma da uno bravo

    Rispondi

  • Franco

    19 Maggio @ 23.56

    @REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - "...se la politica, anche ai suoi vertici, è popolata da pregiudicati (questo non è l'unico) che diventano anche presidenti del consiglio, non è che i giornalisti possano far finta che non esistano." Ne siete proprio sicuri? Probabilmente, da come è asservita la stampa italiana al "potente" di turno, avete ragione voi! @FRANCO MUSSI - Lezioncina ridicola: al massimo la devi girare agli elettori. Oggi i fatti dicono che Berlusconi, Renzi e Grillo sono i tre leader che si contendono la vittoria alle europee e alle future politiche. A te sembra invece un'invenzione dei giornalisti asserviti ? A me sembra invece la fotografia (un po' triste) dell'Italia 2014: e noi facciamo i cronisti, non i tifosi da stadio

    Rispondi

  • HARRIS

    19 Maggio @ 20.35

    @redazione. E' disdicevole anche che i premier consultino un pregiudicato per fare la legge elettorale o fare di quest'ultimo il più fedele alleato per ottenere una traballante maggioranza. E che dire, carissima redazione, dei premier condannati per danno erariale?? credo che sia grave, molto grave. In ogni caso n danni che ha fatto Berlusconi sono inferiori a quelli del PD che ha venduto la nostra sovranità monetaria italiana, tralascio perchè mi servirebbero papiri delle privatizzazioni di prodi con l'iri e dei rapporti con De Benedetti e il sistema cooperativo. Berlusconi è meglio dei massimi vertici del pd dal 1994 a oggi, senza dubbio. Pensare il contrario è da ottusi anziani con la prostata gonfia che si informano con Repubblica e il tg1, tg5 ecc ec Senza dimenticare che il l'Italia è per colpa dei signori di cui sopra al 76° posto come libertà d'informazione. Altro che min cul pop., siamo messi peggio REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Fra una sentenza e l'altra sui giornalisti, ricorda che un giorno la prostata si gonfierà anche a te: e vedremo se allora ti piacerà essere etichettato da persone più giovani... A meno che qualche movimento po leader politico non trovi il modo di evitare anche quello: uno che annunciava di debellare il cancro lo abbiamo già avuto: alle prostate l'ardua sentenza...

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