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Una città senza amore

1981-2014: l'abbiamo di nuovo tradita?

Web-inchiesta a tre decenni da una denuncia che scosse la città. E che è ancora attuale

1981-2014: l'abbiamo di nuovo tradita?
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Fece grande scalpore a Parma, nel 1981, l’uscita di un libro dal titolo “Parma una città senza amore”.
Una denuncia che colpì la città come un pugno allo stomaco, perché quelle 200 pagine nate per iniziativa della sezione di Parma di Italia Nostra, con i testi di Pier Maria Paoletti e soprattutto con le fotografie di Giorgio Patrizi, sancivano inequivocabilmente lo stato di abbandono e degrado di troppi luoghi della nostra città, anche importanti e sotto l’occhio dei tanti quotidiani turisti. Una battaglia che la Gazzetta sostenne e fece propria, accogliendo lo spirito che accompagnava sul libro quella accorata denuncia:

(…) il libro, con quel titolo, non è "contro" Parma, sia pure la Parma di oggi. Non è neanche un rimpianto della Parma che fu. (…) Diciamo un "libro bianco", contro ['inerzia, contro la mancanza di entusiasmo (…), contro la mancanza di iniziativa ma anche contro l'assuefazione, che non fa più "vedere". Non un libro, sia ben chiaro, contro l'amministrazione comunale, o soltanto contro di essa, che può avere operato bene in alti settori. Le colpe sono un po' di tutti, del Comune come protagonista della vita della città, ma anche dello Stato, della Regione, dei privati, dei cittadini, della speculazione, della rassegnazione, di un'opinione pubblica assente o provinciale o impreparata. Soprattutto, ed è questo il tema della denuncia accorata e risentita, della mancanza di amore. Perché Parma, oggi, è una città senza amore. 

Parma senza amore 1981: Arco di San Lazzaro

Ecco: 33 anni dopo, abbiamo deciso di ripartire proprio da quella denuncia, per tornare a chiederci se Parma stia ridiventando “Una città senza amore”. Perché tornare tanto lontano? Per tre motivi: 1) perché anche noi (lo diciamo ai lettori che, giovani o distratti, pensano che la Gazzetta abbia scoperto questi temi e l’amore per come si mostra la città solo nel 2012…) non vogliamo limitarci a uno dei mille spunti di quotidiana ed effimera schermaglia politica fra maggioranza e opposizione; 2) perché anche noi speriamo di coinvolgere la città intera: i politici certo (e tutti), ma anche ogni singolo parmigiano, indipendentemente dal suo ruolo e dalla nazione stampata sul suo passaporto; 3) perché, infine, come allora va capito che il degrado non è una semplice questione estetica, secondaria rispetto al degrado morale che troppe volta ha portato Parma agli "onori" delle cronache nell'ultimo decennio: riflettere e cercare di risolvere certe situazioni può essere davvero, oltre che un migliore biglietto da visita per i tanti visitatori che Parma può e deve avere, un primo modo per affrontare tutti i problemi della Parma del terzo millennio. Con amore.


1) Come eravamo
Le fotografie di Giorgio Patrizi erano davvero tanto belle quanto impietose.

Parma una città senza amore 1981: fotogallery

Rivederle oggi può dirci tante cose: intanto che 33 anni fa Parma appariva più brutta di oggi, poi che comunque in questi anni qualcosa è successo e tanti angoli allora inguardabili oggi sono trasformati (Barriera Bixio, Arco San Lazzaro, Petitot...) in meglio. E infine, se è vero che fra i problemi di oggi c’è l’integrazione con culture e sensibilità diverse dalla nostra, è altrettanto vero che il degrado e l’abbandono abitavano già nella parmigianissima Parma degli anni ’80…. 

Guardatela bene, questa carrellata in bianconero che allora scosse la città, mettendo insieme pubblicamente ciò che era sì sotto gli occhi di tutti ogni giorno ma che in qualche modo si guardava senza pensarci, o con rassegnazione.

Parma senza amore 1981: Petitot


2) Come siamo

Chi sfogliasse le raccolte degli ultimi 30 anni di Gazzetta, o spulciasse nell’archivio del Tg Parma, o infine navigasse nella ricerca del nostro sito web, vedrebbe che buche, degrado, abbandono sono un elemento costante del racconto giornalistico della città: a Parma come altrove, del resto. In occasione della recente commemorazione di Lauro Grossi, ne ho scherzato con il sindaco di oggi: “Anche Grossi mi rinfacciava sorridendo i servizi sulle buche nelle strade: ti posso assicurare che non le abbiamo scoperte con i Cinque stelle….”.
Le cronache del 2014, però, portano con sé anche il peso delle crisi che ci avvolgono ormai da anni: quella globale, quella locale dei conti in Municipio col “buco” e quella del senso civico. Dalla città cantiere (a sua volta con qualche esagerazione e bruttura) e dal gigantismo delle partecipate mangiasoldi, siamo passati a una decrescita che almeno nella veste esteriore della città non può essere “felice”. Senza contare il ruolo di una multiculturalità che non è ancora stata ben digerita e integrata.

Parma senza amore 2014: Piazza della Pace dopo una maxirissa finita a bottigliate

Qualche esempio? Il monumento a Verdi che era sulla copertina del libro di allora è, suo malgrado, ancora un simbolo. E se nel 1981 ci si scandalizzava per il Maestro ridotto a posteggiatore nel piazzale maxi-parcheggio ora intorno a lui c’è un’area verde, ma il Genio di Busseto si ritrova spesso sotto gli occhi un traffico ancor peggiore e letteralmente più tossico di quello delle auto di 33 anni fa. E il Piazzale, soprattutto dopo il tramonto, è il campo principale di una partita nella quale molti parmigiani temono si stia perdendo il controllo di fette di città (via Palermo, via Piacenza, parco Falcone Borsellino….)

VIDEO - I servizi del Tg Parma

Altre volte si è parlato (e polemizzato) sulla situazione del Parco Ducale e del suo laghetto caro a tanti parmigiani e non; oppure di angoli incantevoli ma in parte infrequentabili, come l’ex San Paolo. Così come è però giusto dire che a volte anche intervenire viene accolto con ulteriori proteste (si pensi alle polemiche sulla Cittadella “nuda” dopo tagli e potature dei mesi scorsi).

Ma è sufficiente girare per la città, per vedere come Parma ai tempi della crisi sia sempre meno isola fortunata (se mai ne esistono…) rispetto a un Paese che negli ultimi anni ha perso tanti colpi. Ha colpito non poco l’immagine di quel pullman sprofondato e incastrato in una “voragine” aperta nell’asfalto di via San Leonardo: una scena fin qui vista solo in altre città.

Parma senza amore 2014: voragine in via San Leonardo, pullman incastrato

E tre anni sembrano passati invano da quando la Gazzetta, proprio con un titolo sulla “città senza amore”, pubblicò un viaggio di Gian Luca Zurlini nei tanti luoghi dimenticati da enti pubblici e privati: articolo 2011 - articolo 2014


3) Come saremo ?
Questo è il paragrafo più “semplice” per il cronista, perché scriverlo (anche se noi cercheremo di fare la nostra parte mantendendo alta l’attenzione sul tema) spetta a tutti i parmigiani: politici (di qualunque colore), classe dirigente, intellettuali, semplici cittadini, "del sasso" o immigrati. Tutti coloro, cioè, che non si rassegnano a una città come quella che abbiamo documentato con il nostro telefonino.

Parma senza amore 2014, vista dallo smartphone



In attesa che l’agognata ripresa economica garantisca più risorse, già ora Parma deve pensare a come mostrarsi: a se stessa e ai visitatori che vogliamo attirare da fuori (senza dimenticare l’importanza della città universitaria). Ampliare e valorizzare i percorsi turistici, restituire alla massima fruibilità le aree verdi pubbliche, monitorare quelle zone abbandonate che possono diventare asilo per presenze clandestine e a volte destabilizzanti, nell’equilibrio di una via o di un quartiere. Senza contare il problema nel problema: ovvero quella questione rifiuti da cui a sua volta nessuno può chiamarsi fuori, perché se è vero che il sistema della raccolta presta il fianco a critiche e può/deve essere migliorato, è altrettanto vero che troppi “spettacoli” della Parma 2014 non sono imputabili alle regole ma solo a chi non rispetta né quelle né le norme più elementari di educazione, civica e non.

“Parma senza amore”, da oggi, diventa anche il titolo di una sezione del nostro sito (la troverete ogni giorno passando con il mouse sul titolino Parma nella barra principale, oppure sul titolino A-Z): qui aspetteremo e amplificheremo le vostre segnalazioni, con le vostre foto e i vostri commenti per ogni singolo articolo. Ma il vero augurio è che, oggi come allora, ognuno di noi non si rassegni e riscopra, e dimostri, il proprio amore per Parma.

Vai alla sezione Parma senza amore. E aspettiamo le tue segnalazioni e le tue proposte 

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  • Annalisa

    09 Settembre @ 12.08

    il degrado della città' fa si che chi viene da fuori scelga l'università di altre città' e non venga a studiare a parma!!!! altre risorse PERSE!!!!

    Rispondi

  • SILENZIOSO

    09 Settembre @ 09.35

    Ri-concordo in toto con @parmigianoreggiano. Amministrare una città è diverso che trovarsi in 40 su FB a giocare fare gli statisti. Occorrono competenze e capacità, non basta l'entusiasmo. Quando poi la "voglia di stupire" lascia il campo "all'ansia da prestazione" si fanno solo danni su danni; si comincia con le omissioni, poi si passa alle bugie....alla fine, molte volte, si arriva a truccare le carte. Sono cose già viste. Speriamo di non arrivare di nuovo a questo punto .

    Rispondi

  • Dino

    09 Settembre @ 08.10

    parmigianoreggiano

    Certamente ragazzi avete ragione quando dite di smetterla di litigare e di rimboccarsi le maniche: io però le maniche me le rimbocco nell'ambito del mio lavoro e dei miei impegni familiari, mentre per quanto riguarda la nostra città non posso che fare valutazioni POLITICHE. Certo, piacerebbe anche a me il contribuire al benessere della mia città ma, come abbiamo bene sotto gli occhi, questo modello è CLAMOROSAMENTE FALLITO proprio adesso con la giunta grillina. A mio parere bisogna ritornare all'ALTA POLITICA DI PROFESSIONE, fatta di alto senso ETICO che dovrebbe essere un PATRIMONIO DIFFUSO. Chi di noi però fa alla sera un attento ESAME DI COSCIENZA riguardo al proprio COMPORTAMENTO? Chi di noi fatica per trasmetterlo ai PROPRI FIGLI? Chi di noi cerca di aiutare gli amici a lottare contro il COMUNE SENSO DEL MENEFREGHISMO che ci sta travolgendo? Scusatemi amici per il PREDICOZZO e buona giornata a tutti.

    Rispondi

  • nerosso

    08 Settembre @ 21.24

    ha ragione isabella ...ognuno faccia il proprio e non si aspetti solo dagli altri..... riprendiamo la nostra dignità di cittadini ed essere umani..... basterebbe poco per rendere piacevole la nostra quotidianità.....rendendo piacevole il luogo in cui viviamo.....facciamo qualcosa ed smettiamola di fare chiacchiere....

    Rispondi

  • Vercingetorige

    08 Settembre @ 18.25

    L' ARTICOLO DELLA "REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT" E' BELLO , ma confesso che , certo per inadeguatezza mia , non l' ho capito bene. E' un insieme , un pò romantico , di nostalgia e speranza . Si sente a tratti come un "mal comune mezzo gaudio" . Personalmente credo che l' amore per una Città non si esprima solo nell' imbiancare l' arco di San Lazzaro o nel tagliare le erbacce davanti al Petitot . Parma è stata una delle prime Città italiane ad avere una Camera del Lavoro , e , nel contesto della Camera del Lavoro , si sono formate le Società Operaie di Mutuo Soccorso . Una che ha avuto il maggior successo è stata l' Assistenza Pubblica per l' aiuto agli ammalati . Per molti anni ha fatto anche un ambulatorio medico per i poveri . Trasportava gli infermi con carretti bicicli spinti a mano . E' andata a prendere anche Padre Lino morto d' infarto alla Barilla a Barriera Vittorio Emanuele . Nei vicoletti stretti umidi e bui della Parma povera in cui non entrava mai il sole , quando si sapeva che una famiglia era alla fame , una vicina di casa portava una padella di cibo , e , per non umiliare con un' elemosina , diceva : "Guarda , ho fatto questo da mangiare , ma è avanzato . Buttarlo via mi dispiace , se lo prendi tu mi fai un piacere" . Quando una persona era ricoverata in Ospedale non si prendeva la "badante" a venti euro all' ora per accudirlo . Ci andavano i vicini di casa. QUESTA ERA PARMA QUANDO C' ERANO SOLIDARIETA' ED AMORE CHE , OGGI , NON CI SONO PIU' . La delinquenza era scarsissima . Andate in Questura a vedere quante denunce ricevevano negli anni cinquanta o sessanta e quante ne ricevono oggi . Si dormiva con la porta aperta . Oggi , con porte e finestre blindate , ci si trovano i ladri in camera. Quando , raramente , capitava d' incrociare per strada una persona di colore tutti lo indicavano esterrefatti dicendo : "Ma guarda com'è nero ! E' incredibile poter essere così neri ! " . Quando Sindaco di Parma era l' ingegner Giacomo Ferrari , comandante partigiano , ed il Presidente della Provincia era Primo Savani , capo Partigiano anche lui . Giacomo Ferrari aveva un figlio , pure lui partigiano , morto in combattimento sull' Appennino . Si dice che il Monumento al Partigiano di Piazza della Pace sia il suo ritratto . Al suo posto c' era stato un monumento a Vittorio Emanuele che inciampò su una carica di tritolo nel 1946 . Oggi , chi volesse avere "amore per Parma" dovrebbe restaurare il gioiello del Parco Ducale ,che fa ribrezzo.

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