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Una giornata per Toscanini

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COMUNICATO STAMPA


Venerdì 16 gennaio 2009

Cinquantaduesimo anniversario
della morte di Arturo Toscanini

Comune di Parma e Casa della Musica
dedicano un’intera giornata
al grande direttore d’orchestra parmigiano


Il 16 gennaio di cinquantadue anni fa moriva a Riverdale  (New York) Arturo Toscanini. Al più famoso direttore d’orchestra della storia – nato nella nostra città il 25 marzo 1867 - verrà dedicata dal Comune di Parma e dall’Istituzione Casa della Musica l’intera giornata di venerdì prossimo.

Diverse le iniziative in programma: la tradizionale cerimonia commemorativa  alla Casa natale del Maestro e l’apertura gratuita del Museo multimediale che in essa è stato realizzato, ma anche un prezioso concerto alla Casa della Musica durante il quale verranno eseguiti pezzi di Toscanini e Pizzetti (ingresso libero).
 
Ecco il programma nel dettaglio: alle  ore 11 verrà deposta una corona di fiori dinnanzi al busto del Maestro collocato all’interno del Museo “Casa natale Arturo Toscanini”; seguiranno gli interventi di Lorenzo Lasagna, assessore alle politiche culturali del Comune di Parma, e di Marco Capra, presidente e responsabile scientifico dell’Istituzione Casa della Musica. In occasione dell’anniversario sarà visitabile gratuitamente la Casa natale del Maestro (ore 9-13/14-18) e si potrà cogliere l’opportunità di due visite guidate, anch’esse gratuite, alle ore 10 e 16.

Al pomeriggio, poi, appuntamento alla Sala dei Concerti della Casa della Musica per un omaggio in musica al grande direttore d’orchestra parmigiano (ore 17, ingresso libero).

Nell’interpretazione di tre noti e valenti artisti – i soprani Donatella Saccardi e Yuko Murakami, pianista Raffaele Cortesi -  verrà proposto un interessante quanto raro programma di arie da camera composte da Arturo Toscanini e Ildebrando Pizzetti, entrambi nati a Parma e allievi del Conservatorio cittadino, legati peraltro da profonda stima: Toscanini diresse diverse composizioni di Pizzetti tra cui le “prime assolute” di  “Débora e Jaele”  e “Fra Gherardo” (Teatro alla Scala,  1922 e 1928). Verrà inoltre proiettato uno storico filmato che, presentato da Marco Capra, è importante documento dell’arte direttoriale di Arturo Toscanini.

Nel corso del concerto verranno eseguite le seguenti arie toscaniniane: “V’amo”, “Autunno”, “Canto di Mignon”, “Nevrosi”, “Desolazione” (testi di Heine, Cavallotti, Ghislanzoni, Pagliata, Panzacchi). Di Pizzetti verranno proposti “Tre Sonetti del Petrarca”: “La vita fugge e non s’arresta ora”, “Quel rosignuol che sì soave piagne”, “Levommi il mio pensier in parte ov’era”  e la splendida lirica “I Pastori”.

Per informazioni: Casa della Musica, Piazzale San Francesco 1, Parma (tel. 0521 031170, email: infopoint@lacasadellamusica.it), Museo “Casa natale Arturo Toscanini”, Borgo R. Tanzi 13, Parma (tel. 0521 285499, email: info.toscanini@museotoscanini.it).

Parma, 13 gennaio 2009

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Giovanni

    15 Luglio @ 19.12

    Innanzitutto vorrei invitare i nostri concittadini amanti del "bello", gli appassionati di arte e di musica a recarsi presso l'ingresso principale del Barilla Center (a barriera Vittorio Emanuele) per ammirare la bellissima statua raffigurante il maestro Arturo Toscanini. Vi ritroverete dinanzi un vero e proprio capolavoro di arte contemporanea; prodotta dalle mani dell'artista/scultore Zaccardi, il Dist.mo Cav. Ugo Falavigna, stimato cultore dell'arte e del bello, l'ha voluta donare alla sua città, Parma. Parma è una città ricca di storia e di tradizione ed è proprio per questo che è nota in tutto il mondo: il parmigiano è attento, critico, acculturato e possiede un gusto sopraffino con uno spiccato senso del "bello"; si inorgoglisce quando sa che qualcuno fa o dona qualcosa a Parma perchè lo fa sentire ancora più radicato alla sua storia. Oggi noi parmigiani dobbiamo essere orgogliosi di un certo signore dal nome Ugo Falavigna, che non per niente è stato nominato Cavaliere della Repubblica tanti anni or sono, che ha permesso un po' a tutti i parmigiani, cultori (e non) di musica e arte, di poter ammirare ogni giorno un'opera di questo calibro, di una bellezza sopraffina che raffigura un nostro concittadino diventato una "celebrità". Ebbene, un'opera così ricca di storia non può essere lasciata in una zona antistante un centro commerciale (senza nulla togliere al Barilla Center!) ma dovrebbe essere sistemata vicino al " Tempio della lirica ": qui la sua locazione sarebbe più consona, non pensate? Ritengo di potere dire con ragione, e conto di trovare tutti d'accordo, che la sistemazione più azzeccata per questa opera-capolavoro sia nei pressi del Teatro Regio, magari sotto uno dei due colonnati adiacenti. Pensate che bello sarebbe potere avere al centro il Teatro Regio che sovrasta e domina, e ai due lati, antistanti Via Garibaldi, da una parte sistemare il maestro Arturo Toscanini e dall'altra magari un busto del maestro Giuseppe Verdi entrambi ovviamente debitamente curati esteticamente e scenograficamente (con aiuola e fiori). RingraziandoVi per lo spazio concessomi credo di potere contare su un ampio consenso per vedere esaudita la mia (e credo non solo mia) proposta. Giovanni G. di Parma

    Rispondi

  • Carletto Nesti

    14 Gennaio @ 19.01

    ADE SpA – CIMITERI DI PARMA – Luoghi della Memoria ARTURO TOSCANINI: 52 ANNI FA MORIVA UN INNOVATORE La mattina del 16 gennaio 1957 una notizia svegliò New York: “Arturo Toscanini, uno degli immortali della nostra epoca, non e' piu”. Il grande direttore d'orchestra aveva novanta anni e viveva a Riverdale, poco fuori dalla metropoli americana. Ancora oggi - 52 anni dopo la sua morte - è difficile pensare come un uomo in una sola vita sia riuscito a realizzare tanto, diventando esempio di statura morale, di gusto artistico e di intransigenza culturale. Quando ebbe la responsabilità della Scala, operò una vera rivoluzione del gusto teatrale e musicale: pretese le luci spente in sala durante lo spettacolo; impose il sipario che si chiude al centro, al posto di quello antico che cala dall'alto; vietò vietò i bis, i capelli in testa in platea e l'ingresso ai ritardatari. Giunse persino a vietare l'accesso al palcoscenico ai grandi finanziatori del teatro, come il duca Uberto Visconti di Modrone (il padre del futuro regista Luchino). E questo sarebbe nulla, se non fosse accompagnato da una continua ricerca della perfezione delle esecuzioni musicali. Nato a Parma, il 25 marzo 1867, Toscanini è figlio di un sarto e corista, acceso garibaldino; il piccolo trascorre così buona parte dell'infanzia con i nonni materni. A 11 anni ama già la musica e ottiene un posto gratuito al Conservatorio di Parma, dove si diploma in violoncello. A 18 anni è a S.Paolo del Brasile e a Rio, dove gli orchestrali contestano il direttore Miguez. Toscanini sale sul podio per la prima volta ed é un trionfo con Aida, Rigoletto, Trovatore e Faust. Tornato in Italia nel 1887, suona il violoncello alla prima di Otello alla Scala, ma torna sul podio nel 1892. Passa alla Scala quale direttore di concerti e nel 1896 è a Torino con Boheme e al Metropolitan di New York con Fanciulla del West (interpretata da Caruso). Nel 1898 diventa direttore artistico e maestro principale alla Scala, mentre Torino gli affida i 43 concerti dell'Esposizione internazionale. Il 26 febbraio 1902, per la traslazione delle salme di Verdi e della Strepponi, dirige 900 voci nel coro del Và pensiero, che non compariva alla Scala da vent'anni. L'anno dopo è a Buenos Aires, poi di nuovo a Torino, quindi al Metropolitan. Scoppia la guerra e Toscanini è interventista: si spinge con una banda militare quasi in prima linea. Nel 1920 dirige un'orchestra italiana negli Usa. Al suo ritorno, nasce l'Ente autonomo Teatro alla Scala di Milano. Dopo un anno di lavoro organizzativo, presenta 'Falstaff', 'Boris Gudinov', 'Mefistofele' con Pertile, 'Debora e Jaele' di Pizzetti, 'Belfagor' di Respighi, Il Nerone di Boito. Con la Scala va Vienna e a Berlino, quindi torna negli Stati Uniti, a capo della Filarmonica di Nuova York, con la quale viene in Europa nel maggio 1930. Il suo rifiuto di eseguire 'Giovinezza' lo rende sgradito ai fascisti, mentre l'università di Georgetown gli conferisce la Laurea honoris causa. Finita la guerra, la Scala lo richiama, dopo la ricostruzione del teatro: dirige il terzo atto della 'Manon' e il prologo del 'Mefistofele', il coro del Nabucco e il 'Te deum'. ADE SpA – CIMITERI DI PARMA - Luoghi della Memoria

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