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Cinema: "Due partite", otto attrici per la festa della donna

Cinema: "Due partite", otto attrici per la festa della donna
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 Otto attrici divise in due quartetti, uno di mamme, interpretato da Margherita Buy, Isabella Ferrari, Paola Cortellesi e Marina Massironi, angeli del focolare negli anni '60 e quello delle rispettive figlie negli anni '90 (Carolina Crescentini, Alba Rohrwacher, Claudia Pandolfi e Valeria Milillo), compongono il supercast di Due partite, il film di Enzo Monteleone, in uscita il 6 marzo, giusto in tempo per la Festa della Donna, in 200 copie distribuito da 01.
La pellicola porta sul grande schermo la piece teatrale omonima di Cristina Comencini, recitata a colpi di tutto esaurito in tutt'Italia, per due stagioni da Buy, Ferrari, Massironi e Milillo (l'unica del cast originale che nel film è tra le quattro figlie, sostituita fra le mamme dalla new entry Cortellesi), che interpretavano anche le parti della rispettiva prole.
Per il regista Due partite è una celebrazione della forza delle donne: «Gli uomini di fronte alle difficoltà spesso si deprimono, si chiudono in casa e girano in pigiama, le donne invece sono più capaci di rimettersi in pista, riprendere la propria vita con forza e allegria. Ed è questo quello che il film racconta». Per Cristina Comencini «era interessante che fosse un uomo a portare questa storia al cinema. Io avevo tirato fuori tutto a teatro. Enzo scopre a suo modo le donne, un testo, i sentimenti». Aggiunge Monteleone: «Per me era fondamentale rispettare la forza del testo – spiega -. Non ho fatto entrare nella storia i mariti e i compagni di queste donne, perchè si sarebbe andati verso una commedia normale, alla Sex and the City, e non mi interessava. Il cinema però rispetto al teatro ha bisogno di maggiore realismo e per questo ho pensato a quattro attrici diverse per le figlie».
Due partite racconta con humour e classe due pomeriggi. Il primo è quello vissuto negli anni '60, da quattro amiche, madri e 'angeli del focolarè, che si riuniscono per giocare a carte: Gabriella (Buy), Beatrice (Ferrari), Claudia (Massironi) e Sofia (Cortellesi), alle prese con tradimenti, frustrazioni sogni e rinunce per il bene della famiglia. In un pomeriggio di 30 anni dopo conosciamo le loro figlie: Sara (Crescentini), Giulia (Rohrwacher), Cecilia (Milillo), Rossana (Pandolfi), 'donne in carrierà, divise da voglia di maternità, compagni ossessivi, difficoltà a conciliare lavoro e privato.
Sul set le riprese, spiegano attrici e regista sono filate senza rivalità: «E' una leggenda che le donne sul set si azzannino ed è offensivo pensare che non siano in grado di sostenere un lavoro fatto in armonia» dice Paola Cortellesi.  Per Carolina Crescentini «è stato un onore recitare la figlia di Margherita Buy. Avevo visto due Partite a teatro e il suo era il ruolo che più mi aveva colpito. Ho preferito però non chiederle consigli, avevo paura di fare un’imitazione. Il mio personaggio mi ha messo paura ma è anche divertente. Non ascolta, è dura, e cinica, ha paura di perdere ciò che acquisito fermandosi per un figlio». La madre, invece, dice Margherita Buy «vive il grande dolore di aver rinunciato a se stessa per la famiglia, in anni in cui si pensava fosse un dovere». Alba Rohrwacher dice invece di aver chiesto molti consiglia Isabella Ferrari, per interpretare il suo personaggio, Giulia: «Mi ha aiutato a capire molti aspetti che di lei mi sfuggivano». Mentre la Ferrari ha avuto come riferimento principale la propria madre: «Le ho rubato gesti e accenti».
 

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