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In solitario

Nell'oceano delle mille contraddizioni di oggi

In Francia è stato un successo

Nell'oceano delle mille contraddizioni di oggi
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In Francia è andato a gonfie vele, sorprendendo più della rimonta di Oracle: forse perché nell’oceano delle mille contraddizioni del presente, le onde del destino sono schiaffi capaci anche di risvegliare la coscienza. O forse perché, più semplicemente, tra una virata e l’altra, l’avventura umana prevale sull'epica sportiva e   il vento soffia sulle ali del volemose bene. 
E’ roba da lupi di mare, ma è anche, allo stesso tempo, un prodotto accattivante per il grande pubblico, «In solitario», successone in Francia (dietro le quinte ci sono i re Mida di «Quasi amici»...) in cui non è solo per dire che siamo tutti sulla stessa barca. Che poi è quella di Yann, burbero velista che fa rotta sulla Vendée Globe, estenuante regata intorno al mondo. Una sfida che deve affrontare da solo: se non che un giorno Yann si ritrova sulla barca un giovane clandestino della Mauritania, spaventato e affamato... Spettacolare nelle sequenze in mare aperto (cinetiche e concitate: con tanto di citazione del salvataggio da parte di Soldini della Autissier), ma nazional-popolare (tra canzoni «furbe» e marinai brava gente) per il resto, «In solitario», opera prima di Christophe Offenstein, è un film virile sulla scoperta dell’altro che va oltre lo sport movie (di cui comunque conosce la sintassi) costringendo un «eroe per caso» a fare i conti con l’individualismo proprio e di un’epoca, nel solco di un’attualità dove tutti siamo naufraghi. Un po' troppo frettoloso nel lavoro preparatorio (e a volte «facile» nel modo in cui scioglie i nodi), il debutto di Offenstein, nonostante un valido Francois Cluzet, non è però né «Welcome» né «All is lost» (il film con Redford che uscirà l’anno prossimo): ma ha comunque le carte (non solo quelle nautiche) in regola per piacere a tanti. F. Mol.
QQQQQ
IN SOLITARIO (En solitaire)
REGIA: CHRISTOPHE OFFENSTEIN
SCENEGGIATURA: CHRISTOPHE OFFENSTEIN e JEAN COTTIN DA UN'IDEA DI FRÉDÉRIC PETITJEAN
INTERPRETI:  FRANCOIS CLUZET, SAMY SEGHIR, VIRGINIE EFIRA, GUILLAUME CANET, KARINE VENASSE 
Francia 2013, colore, 1 h e 37'
GENERE: DRAMMATICO
DOVE: THE SPACE BARILLA CENTER, THE SPACE CAMPUS
In Francia è andato a gonfie vele, sorprendendo più della rimonta di Oracle: forse perché nell’oceano delle mille contraddizioni del presente, le onde del destino sono schiaffi capaci anche di risvegliare la coscienza. O forse perché, più semplicemente, tra una virata e l’altra, l’avventura umana prevale sull'epica sportiva e   il vento soffia sulle ali del volemose bene. E’ roba da lupi di mare, ma è anche, allo stesso tempo, un prodotto accattivante per il grande pubblico, «In solitario», successone in Francia (dietro le quinte ci sono i re Mida di «Quasi amici»...) in cui non è solo per dire che siamo tutti sulla stessa barca. Che poi è quella di Yann, burbero velista che fa rotta sulla Vendée Globe, estenuante regata intorno al mondo. Una sfida che deve affrontare da solo: se non che un giorno Yann si ritrova sulla barca un giovane clandestino della Mauritania, spaventato e affamato... Spettacolare nelle sequenze in mare aperto (cinetiche e concitate: con tanto di citazione del salvataggio da parte di Soldini della Autissier), ma nazional-popolare (tra canzoni «furbe» e marinai brava gente) per il resto, «In solitario», opera prima di Christophe Offenstein, è un film virile sulla scoperta dell’altro che va oltre lo sport movie (di cui comunque conosce la sintassi) costringendo un «eroe per caso» a fare i conti con l’individualismo proprio e di un’epoca, nel solco di un’attualità dove tutti siamo naufraghi. Un po' troppo frettoloso nel lavoro preparatorio (e a volte «facile» nel modo in cui scioglie i nodi), il debutto di Offenstein, nonostante un valido Francois Cluzet, non è però né «Welcome» né «All is lost» (il film con Redford che uscirà l’anno prossimo): ma ha comunque le carte (non solo quelle nautiche) in regola per piacere a tanti.

 

 F. Mol.

GIUDIZIO **
I

IN SOLITARIO (En solitaire)

REGIA: CHRISTOPHE OFFENSTEIN

SCENEGGIATURA: CHRISTOPHE OFFENSTEIN e JEAN COTTIN DA UN'IDEA DI FRÉDÉRIC PETITJEAN

INTERPRETI:  FRANCOIS CLUZET, SAMY SEGHIR, VIRGINIE EFIRA, GUILLAUME CANET, KARINE VENASSE 

Francia 2013, colore, 1 h e 37'

GENERE: DRAMMATICO

DOVE: THE SPACE BARILLA CENTER, THE SPACE CAMPUS





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