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Biondi, come «neve al sole»

Il crooner sposa la tradizione americana e pubblica un album di canzoni natalizie

Mario Biondi

Mario Biondi

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Paride Sannelli
Gli occhiali scuri dietro ai quali Mario Biondi rimira la copertina del nuovo album «Mario Christmas», nei negozi da oggi, rappresentano una buona metafora del suo contenuto. Le dodici canzoni di questo nuovo cd - nove classici, due inediti, il duetto di «After the love has gone» presente pure nell'ultimo album degli Earth Wind & Fire - sono infatti per lui vera e propria «neve al sole» per la capacità che hanno di evocare allo stesso tempo l' intimismo dell'inverno e la calda esuberanza della sua ultima fatica formato cd intitolata appunto «Sun». 
Un po' lo stesso spirito del videoclip di «The Christmas baby (the sweetest gift)», girato a Seefeld sulle Alpi austriache, e dello spettacolo con cui il cantante catanese naturalizzato parmigiano si ripresenterà in concerto il 5 dicembre al Teatro Regio (prevendite in corso all'Arci provinciale in via Testi 4 e online su www.ticketone.it, info Arci/Caos, tel 0521-706214)
 Sole e neve pure al Regio, dunque?
«Certamente sì. E speriamo che di neve, quella vera, fuori dal teatro fra dieci giorni non ce ne sia ancora. O, quantomeno, non ce ne sia troppa. Per me, infatti, si tratta di un ritorno a casa, visto che è dai tre concerti del 2008, proprio al Regio, e da quello al Parco Ducale nel 2010 che non mi esibisco in città. Abitando a Parma, una volta tanto avrò in platea tutta la mia numerosa famiglia che nelle altre occasioni, per ovvie ragioni logistiche, mi segue solo in parte». 
Perché un disco di canzoni natalizie?
«Perchè, con il tributo a Carlo Alberto Rossi ed altre iniziative abbozzate negli ultimi anni, era uno dei progetti che avevo in animo da tempo di realizzare. Ovviamente prima mi sono preparato su quelli che ritengo dei veri e propri classici del genere, vale a dire i dischi di Natale di gente come Nat King Cole, Take 6, Chicago, Michael McDonald, Stylistics ed altri ancora». 
 Alcuni li avevi cantati spesso in passato. 
«Vero. L'unico, forse, che non avevo mai considerato di reinterpretare è 'Last Christmas' degli Wham. Poi è venuta fuori in maniera così 'biondesca' che non ho saputo resistere».
 Oltre agli Earth Wind & Fire, avevi pensato ad altri ospiti?
«Sì, a Mina per 'Dreaming land', uno dei due inediti. Ma quando ho scoperto che stava già registrando un suo disco di Natale e che aveva detto no ad una proposta di Gianni Morandi, ho pensato di rimandare il nostro incontro ad un'altra volta. Stiamo diventando degli eterni promessi sposi, visto che tre anni fa nell'album 'Caramella' avrei dovuto incidere io il duetto 'You get me' poi andato a Seal. Gli impegni promozionali dell'album 'If', infatti, mi costrinsero a dirle di no. Col cuore a pezzi». 
Potendo scegliere un altro artista internazionale con cui duettare, su chi punteresti? 
«Probabilmente su Michael Bolton, con cui ho cantato nel 2007, a Verona, in occasione del Concerto di Natale di RaiDue».
 Ma come si fa a registrare un disco di Natale in piena estate? 
«Siccome abbiamo un fonico matto da legare, la cosa surreale è stata incidere questo album in studio ad agosto davanti ad un bell'abete illuminato. Discutevamo su come dare espressività al progetto togliendoci il cuor leggero della bella stagione e lui ha trovato una sua soluzione».
Tutti vogliono sapere se andrai a Sanremo e quando inciderai un disco tutto cantato in italiano.
«Alla prima domanda rispondo 'noi non ci sa(n)remo...' No, scherzo, mai dire mai. Per il disco in italiano, invece, lo scoprirete alla prossima puntata». 
Paride Sannelli

 

Gli occhiali scuri dietro ai quali Mario Biondi rimira la copertina del nuovo album «Mario Christmas», nei negozi da oggi, rappresentano una buona metafora del suo contenuto. Le dodici canzoni di questo nuovo cd - nove classici, due inediti, il duetto di «After the love has gone» presente pure nell'ultimo album degli Earth Wind & Fire - sono infatti per lui vera e propria «neve al sole» per la capacità che hanno di evocare allo stesso tempo l' intimismo dell'inverno e la calda esuberanza della sua ultima fatica formato cd intitolata appunto «Sun». 

Un po' lo stesso spirito del videoclip di «The Christmas baby (the sweetest gift)», girato a Seefeld sulle Alpi austriache, e dello spettacolo con cui il cantante catanese naturalizzato parmigiano si ripresenterà in concerto il 5 dicembre al Teatro Regio (prevendite in corso all'Arci provinciale in via Testi 4 e online su www.ticketone.it, info Arci/Caos, tel 0521-706214)

 Sole e neve pure al Regio, dunque?

«Certamente sì. E speriamo che di neve, quella vera, fuori dal teatro fra dieci giorni non ce ne sia ancora. O, quantomeno, non ce ne sia troppa. Per me, infatti, si tratta di un ritorno a casa, visto che è dai tre concerti del 2008, proprio al Regio, e da quello al Parco Ducale nel 2010 che non mi esibisco in città. Abitando a Parma, una volta tanto avrò in platea tutta la mia numerosa famiglia che nelle altre occasioni, per ovvie ragioni logistiche, mi segue solo in parte». 

Perché un disco di canzoni natalizie?

«Perchè, con il tributo a Carlo Alberto Rossi ed altre iniziative abbozzate negli ultimi anni, era uno dei progetti che avevo in animo da tempo di realizzare. Ovviamente prima mi sono preparato su quelli che ritengo dei veri e propri classici del genere, vale a dire i dischi di Natale di gente come Nat King Cole, Take 6, Chicago, Michael McDonald, Stylistics ed altri ancora». 

 Alcuni li avevi cantati spesso in passato. 

«Vero. L'unico, forse, che non avevo mai considerato di reinterpretare è 'Last Christmas' degli Wham. Poi è venuta fuori in maniera così 'biondesca' che non ho saputo resistere».

 Oltre agli Earth Wind & Fire, avevi pensato ad altri ospiti?

«Sì, a Mina per 'Dreaming land', uno dei due inediti. Ma quando ho scoperto che stava già registrando un suo disco di Natale e che aveva detto no ad una proposta di Gianni Morandi, ho pensato di rimandare il nostro incontro ad un'altra volta. Stiamo diventando degli eterni promessi sposi, visto che tre anni fa nell'album 'Caramella' avrei dovuto incidere io il duetto 'You get me' poi andato a Seal. Gli impegni promozionali dell'album 'If', infatti, mi costrinsero a dirle di no. Col cuore a pezzi». 

Potendo scegliere un altro artista internazionale con cui duettare, su chi punteresti? 

«Probabilmente su Michael Bolton, con cui ho cantato nel 2007, a Verona, in occasione del Concerto di Natale di RaiDue».

 Ma come si fa a registrare un disco di Natale in piena estate? 

«Siccome abbiamo un fonico matto da legare, la cosa surreale è stata incidere questo album in studio ad agosto davanti ad un bell'abete illuminato. Discutevamo su come dare espressività al progetto togliendoci il cuor leggero della bella stagione e lui ha trovato una sua soluzione».

Tutti vogliono sapere se andrai a Sanremo e quando inciderai un disco tutto cantato in italiano.

«Alla prima domanda rispondo 'noi non ci sa(n)remo...' No, scherzo, mai dire mai. Per il disco in italiano, invece, lo scoprirete alla prossima puntata». 

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