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Rigoletto Records: la musica d'autore fa gioco di squadra

Domani alla Casa della Musica saranno presentati gli undici brani inediti della compilation collettiva

Crystal Concerto Rigoletto

Crystal Concerto Rigoletto

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Francesco Monaco
Tu chiamali, se vuoi, cantautori, anche se in realtà sono qualcosa di più e vagamente rivoluzionari. Innanzitutto perchè sono una squadra in un ambiente che tende a privilegiare le individualità, e poi perchè oltre a produrre musica (d'autore, ça va sans dire), promuovono eventi, si occupano di divulgazione, vanno a cercarsi nuovo pubblico e nuovi spazi, a Parma e fuori. In una parola, fanno cultura. Che poi ci mangino anche, questo è un altro discorso, ma intanto la Rigoletto Records, a quasi due anni dalla sua costituzione ufficiale, è una bella realtà del nostro territorio, che domani sera alle 21,30 sbarca in forze in un luogo istituzionale qual è la Casa della Musica per presentare dal vivo «Volume 2», seconda compilation della «scuderia», dove ciascuno degli 11 artisti (una squadra, si diceva) è presente con un brano inedito. Tutti sono stati incisi appositamente, e registrati nello studio «La Macchina magnetica» di Romeo Chierici. Gigi Cavalli Cocchi, poliedrico produttore che non ha bisogno di presentazioni, ha dispensato consigli a piene mani e ha curato anche la grafica della copertina, mentre l'ex Cccp e Csi Massimo Zamboni ha scritto la prefazione.
«Tutto a titolo promozionale - premettono i tre rappresentanti della Rigoletto Records Ugo Cattabiani, Lorenzo Cavazzini e Rocco Rosignoli - questo disco è un investimento sulla fiducia».
E loro ne hanno tanta, pensando a quanto è difficile uscire dall'orticello di amici, mogli e fidanzate/i quando si propone musica dal vivo, per di più inedita.
«E appunto uno dei nostri obiettivi - spiega Cattabiani, che della Rigoletto è presidente - è quello di superare la logica vigente tra i cosiddetti emergenti che poi è quella di una guerra tra poveri. Noi abbiamo preferito unire le forze, pur mantenendo ognuno le proprie peculiarità, per cercare di ampliare il nostro pubblico, spezzare l'isolamento cittadino, non essere autoreferenziali».
Eppure «fare sistema» (termine spesso usato a sproposito se non addirittura abusato) non è certo facile, anche in questo campo.
«Ma in questi due anni di attività abbiamo avuto degli ottimi riscontri, - assicura Rosignoli - alle nostre rassegne (tra le quali Incontri l'Autore e Il Crocevia della Canzone, ospitate prevalentemente all'Oratorio Novo della Biblioteca Civica, ndr) le presenze sono sempre in aumento. E c'è interesse anche per argomenti e artisti che sulla carta avrebbero dovuto attirare meno gente, come in occasione dell'incontro su Jacques Brel».
«I problemi principali - prosegue Cavazzini, da poco confluito nella scuderia ma da anni organizzatore del Festival del 1° Maggio per band emergenti a Traversetolo - riguardano la mancanza di spazi e la cultura dell'ascolto, specie quando si fa musica d'autore, che poi sono due facce della stessa medaglia. Potendo contare su un luogo adatto allo scopo, infatti, si potrebbe far crescere questa attenzione. Lo vedo a Traversetolo dove il riscontro giovanile c'è, anche se a suonare sono gruppi che fanno pezzi propri e non cover».
I «Rigoletti» sono quasi tutti one-man band (ma c'è anche qualche woman, come la cantautrice Giovanna Dazzi o la new-entry Roberta D, pianista dal background classico) armati di voce, chitarra, solida preparazione e sconfinata ammirazione per i maestri, si chiamino Guccini o De Andrè, Dylan o Cohen. Ma, com'è ovvio, vengono da esperienze diverse così come diverso è l'approccio di ciascuno di loro.
«Tra l'altro - obietta Rosignoli - noi vorremmo superare l'etichetta del 'cantautorato' che si usa per comodità. Non che ci stia stretta, ma qui c'è anche il rock, c'è il pop, c'è l'indie».
A proposito di indie: alle ultime due edizioni del Mei, la fiera delle etichette indipendenti che si tiene ogni anno a Faenza, la Rigoletto ha risposto presente:
«C'eravamo con un nostro stand - conferma Cattabiani - soprattutto per rinsaldare i legami con altre realtà indipendenti come la nostra o per farcene di nuovi. Abbiamo avuto contatti con il Club Tenco e non neghiamo che ci piacerebbe molto averlo come interlocutore».
E anche a Parma qualcosa si sta muovendo: lo conferma il fatto che il concerto di domani sera si tenga alla Casa della Musica (a ingresso libero e con il giornalista Pierangelo Pettenati nelle vesti di «maestro di cerimonia»).
«Per la prima volta abbiamo ottenuto il patrocinio del Comune di Parma - ammettono - e il fatto di aver suscitato questo interesse ci ha gratificati».
E non finisce qui, perchè se ci si chiama Rigoletto è inevitabile finire attratti dall'universo verdiano.
«Il 29 dicembre alle 16,30 - conferma Cattabiani - saremo al Museo Verdi di Busseto, i cui responsabili ci hanno contattato, incuriositi proprio dalla nostra denominazione. Andremo là a portare la nostra musica che, unita a una serie di narrazioni, parlerà della nostra terra comune. Tra Verdi e noi c'è un abisso, ma abbiamo respirato lo stesso humus popolare».
Tra l'altro proprio Cattabiani ha scelto il nome Rigoletto.
«E' la nostra risposta alla figura dell'artista ridotto a giullare dei regnanti di turno».

 

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