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E' morto Claudio Abbado. Un minuto di silenzio alla Scala

Aveva fama mondiale e regalò grandi emozioni anche a Parma. Benigni: "Con lui tutto diventava immenso"

Claudio Abbado

Claudio Abbado

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E' morto a Bologna Claudio Abbado, grande direttore d’orchestra e nominato di recente senatore a vita da Giorgio Napolitano. Il decesso, a quanto si apprende da ambienti vicini al maestro, è avvenuto questa mattina. Abbado da tempo era malato. Aveva 80 anni.

La camera ardente sarà a Bologna, nella Basilica di Santo Stefano, dalle 14 di domani (21 gennaio) alle 24 di mercoledì. Lo comunica una nota della famiglia arrivata dalla segreteria del Maestro. 

 

ROBERTO BENIGNI: "CON LUI TUTTO DIVENTAVA IMMENSO". «Piccolo, fragile, delicato. Appena salito sul podio, al primo movimento della bacchetta nell’aria accadeva il miracolo: tutto diventava immenso, incorruttibile, immortale»: così Roberto Benigni ricorda il maestro Claudio Abbado.
«Si veniva avvolti - ricorda commosso Benigni - dalla grandezza e si sentiva di farne parte. Tutti i sentimenti e le illusioni della vita erano lì davanti a noi e ci aspettavano».
«Io me le ricordo - aggiunge il regista - tutte quelle emozioni, tutte quelle bellezze. Ma il più bello di tutti era lui quando alla fine si voltava: piccolo, fragile, delicato, immortale».

 


STASERA ALLA SCALA UN MINUTO DI SILENZIO. Questa sera la Scala di Milano per un minuto sarà silenziosa in ricordo di Claudio Abbado, il suo ex direttore musicale morto oggi. Prima del concerto della Filarmonica diretta da Susanna Maelkki, il sovrintendente Stephane Lissner ricorderà il maestro che è stato «ai vertici della musica negli ultimi cinquant'anni del nostro tempo», salendo il podio della Scala per 362 spettacoli d’opera, 217 concerti e 6 balletti per un totale di 567 serate.
Inoltre per commemorare Claudio Abbado lunedì prossimo alle 18 Daniel Barenboim dirigerà l’orchestra della Scala nella marcia funebre dell’Eroica di Beethoven a sala vuota e con le porte del teatro aperte. Si tratta di una tradizione del teatro per ricordare i suoi ex direttori musicali. L’ultima fu eseguita in questa forma per Carlo Maria Giulini nel 2005. L'esecuzione - sotto la bacchetta di Barenboim, che è l'attuale direttore musicale del teatro - sarà diffusa nella piazza.

Ampi servizi sulla Gazzetta di Parma in edicola martedì 21 gennaio 

Una vita per la musica d'oggi e per i giovani  (di Paolo Petroni/Ansa)
ROMA, 20 GEN – Considerato uno dei più fini direttori d’orchestra d’oggi, Claudio Abbado, morto oggi a Bologna a 80 anni, è un artista rigoroso, filologico, con un gusto analitico di grande razionalità e molto personale, asciutto e lieve assieme, ma anche con momenti di forte emotività, e sempre pronto a promuovere la musica moderna, simile un pò a Maurizio Pollini, pianista con cui ha condiviso vari momenti della sua carriera. Un direttore che è innanzitutto un uomo, segnato tra l’altro dalla malattia e una grave operazione che, ripete sempre, gli ha «fatto capire cosa è importante». Nominato senatore a vita nell’agosto scorso dal presidente Napolitano, proprio a causa delle sue condizioni di salute non ha potuto svolgere a pieno il mandato, essendo costretto nell’ultima fase della vita a cancellare anche i concerti.

Nella musica ha sempre cercato valori e sentimenti, oltre la perfezione dell’arte, sicuro che possa essere anche salvifica, tanto da essersi dedicato alla creazione di varie orchestre giovanili, affascinato dal modello di El Sistema venezuelano, che – ha detto – gli ha «riconfermato che la musica salva davvero i ragazzi dalla criminalità, dalla prostituzione e dalla droga: facendo musica insieme trovano se stessi» e aver provato a crearlo anche in Italia.

Nato a Milano nel 1933 e figlio del violinista Michelangelo Abbado, ha un fratello, Marcello, anche lui musicista, e un figlio, Daniele, regista di opere. Studia al Conservatorio di Milano fino al 1955 e lavora con l’Orchestra d’archi del padre. Sono gli anni in cui nasce il suo legame con Vienna dove si reca, tra il '56 e il '58, vincitore di due borse di studio insieme a Zubin Mehta, e dove assiste al lavoro di maestri che vanno da Bruno Walter a Herbert von Karajan. Subito dopo vince il premio Koussevitzky e viene invitato in America, ma decide di tornare in Europa per debuttare nel '59 a Trieste.

A dargli comunque fama internazionale nel 1960 è il suo debutto alla Scala a 27 anni, teatro di cui diverrà direttore musicale dal 1968 al 1986, contribuendo in maniera sostanziale ad ampliarne il repertorio, aprendolo alla modernità, dai classici come Stravinski, Berg, Bartok, Schomberg, sino a novità come il grande ciclo "Licht" di tockhausen, "La vera storia" di Berio e "Al gran sole carico d’amore" dell’amico Luigi Nono. È la stessa cosa che farà quando sarà scelto nel 1989, dopo aver a lungo lavorato con loro, dai musicisti dell’orchestra più prestigiosa del mondo, i Berliner Philarmoniker, come direttore stabile, sino al 2002.

Dal 1986 al 1991 è stato anche direttore musicale della Staatsoper di Vienna e Generalmusikdirektor della Città dal 1987, fondandovi l’anno dopo il Festival Wien Modern dedicato alla musica contemporanea. Dal 1994 è anche direttore artistico del Festival di Pasqua di Salisburgo. Abbado, oltre ad aver sempre scoperto e sostenuto giovani talenti, ha fondato numerose orchestre giovanili: nel 1978 la Ecyo – European Community Youth Orchestra, nel 1981 la Chamber Orchestra of Europe e nel 1986 la Gustav Mahler Jugendorchester da cui deriva la Mahler Chamber Orchestra, formazione residente a Ferrara. Nel 1992, con la violoncellista Natalia Gutman crea le Berliner Begegnungen, appuntamento in cui musicisti di lunga esperienza lavorano con giovani compositori.

Di rilievo anche le sue registrazioni discografiche, a cominciare dalle due integrali beethoveniane, prima con i Wiener e pochi anni fa, in modo assolutamente nuovo, con i Berliner, cui si aggiungono le integrali di Mahler, Mendelssohn, Schubert, Ravel e Cajkovskij, Prokofiev, Dvorak, senza dimenticare le registrazioni operistiche, il più delle volte sorprendenti e diventate fondamentali reinterpretazioni di classici, da 'Il viaggio a Reims' a 'Il Barbiere di Siviglià di Rossini, 'Boris Godunov' di Musorgskij, 'Pelleas e Melisandè di Debussy e tante altre sino al suo Wagner con risultati di particolare novità.

Il 30 agosto scorso era stato nominato senatore a vita dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. All’atto dell’accettazione dell’incarico parlamentare, Abbado aveva dato una risposta dalla quale traspariva la preoccupazione per il proprio stato di salute. Aveva infatti detto di sperare che le sue condizioni fisiche gli consentissero di onorare con impegno pieno il mandato ricevuto. A dicembre aveva rinunciato allo stipendio da parlamentare, devolvendolo alla scuola di Musica di Fiesole per finanziare borse di studio. Dieci giorni fa l’Orchestra Mozart, diretta dal maestro, aveva sospeso l'attività e tutti i concerti di Abbado erano stati cancellati.

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Emozioni parmigiane - Le prime immagini dall'archivio della Gazzetta e di Tv Parma sulla serata del 2011 al Teatro Farnese. 
Il servizio del TgParma

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  • Stefanus

    21 Gennaio @ 14.14

    Un altro pezzo di storia musicale che se ne va ma, non fatelo diventare un altro prodotto di Parma come il povero Verdi

    Rispondi

  • claudia

    20 Gennaio @ 12.13

    Profondamente addolorata sono vicina a tutta la famiglia. Claudia Termini

    Rispondi

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