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Dr. Rock - Quel Banco del Mutuo soccorso

Schede di archeologia pop, di Riccardo Venturella

Banco Mutuo soccorso
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Riccardo Venturella è un filologo musicale parmigiano, che al suo lavoro a Radio-Tv parma ha via via aggiunto nel tempo una serie di apprezzatissime iniziative anche pubbliche (come Controtempi) con un unico filo comune: lo studio e la passione per la musica, rock-beat-pop...... Ora ha accettato di aricchire il nostro sito con alcune "schede di archeologia musicale pop", per la rubrica "Dr. Rock".    Ecco  quindi la nuova scheda di Dr. Rock:

BANCO MUTUO SOCCORSO

Una giusta retrospettiva

La notizia, come un fulmine a ciel sereno, della morte di Francesco Di Giacomo storico cantante del Banco data in diretta al festival di Sanremo è di quelle forti che improvvisamente ti risvegliano dal sonnacchioso torpore del programma e ti fanno scorrere il tuo personale film di ricordi. 

Si perchè il Banco del Mutuo Soccorso, storica formazione del prog italico è stato tante cose: diversamente dagli altri gruppi prog che sono rimasti stilisticamente all'interno di una forte derivazione anglosassone, loro come del resto gli Area, hanno fatto qualcosa di più cercando una via che si distaccasse dai modelli muovendosi all'interno della tradizione musicale italiana. Cosi come i testi, che Di Giacomo interpretava come un vero e proprio attore, venivano da un altrove cuturale sia che fossero ispirati alla nostra tradizione letteraria sia che parlassero di teorie scientifiche o che guardassero alla delicata situazione politica dell'epoca, integrandosi perfettamente con il complesso discorso musicale, mai imitativo ma sempre originale, anche nella scelta non comune e non facile di avere in formazione ben due tastieristi. 

Ma andiamo con ordine, sono i fratelli Nocenzi, Vittorio e Giacomo, a fondare la band nel lontano '69, a fronte di un provino Rca, che consentirà alla prima formazione di incidere diversi brani finiti in una compilation (oggi rintracciabili nella raccolta di inediti “Donna Plautilla”) e che mostrano un gruppo ancora acerbo ma già tecnicamente interessante. La formazione definitiva si amalgama nel 1971, quando durante il festival di Caracalla a Roma, arrivano Francesco Di Giacomo (voce) , Renato D'angelo (basso) e Pierluigi Calderoni (batteria) dai disciolti “Le esperienze” e Marcello Todaro (chitarra) dai “Fiori di Campo". Con i fratelli Nocenzi, daranno vita aun'eccitante ensamble capace di fondere le varie anime senza che nessuno prevalga sull'altro integrandosi perfattamente. 

E proprio l'equilibrio sembra essere la caratteristica dell'epocale debutto nella primavera del 1972, per la Ricordi, di Banco del Mutuo Soccorso” (chiamato anche il salvadanaio per la complessa e artistica copertina) straordinario melting pop musicale dove tutto sembra essere al posto giusto, e sopratutto da l'idea di non assomigliare a nulla di cio che all'epoca veniva preso come modello, grazie a un'equilbrata ricerca tra la nostra tradizione colta e la varie espressioni musicali come il rock, il jazz ma anche il funky, (si prenda la splendida "RIP" e si ascoltino attentamente le chitarre), a cio si aggiunga una totale mancanza di esagerazioni virtuosistiche (vezzo comune all'epoca) e una capacità vocale non comune che portava Di Giacomo ad essere possente e gentile nello stesso tempo e sia avrà un'album che ancora oggi mantiene inalterato il suo fascino( video ). 

A distanza di pochi mesi grazie alle ottime vendite del disco e ai seguitissimi concerti, la band da seguito con un secondo lavoro ancora piu riuscito “Darwin”: un concept che prendendo spunto dalla teoria evoluzionista darwiniana, attraversa i temi filosofici del perchè dell'esistenza dell'uomo moderno e del sua consapevolezza all'interno della colletività. Liricamente molto complesso, ma anche molto poetico, musicalmente è un'ulteriore passo avanti, con la perfetta integrazione delle doppie tastiere dei Nocenzi nell'impasto sonoro della band, senza dimenticare la splendida voce di Di Giacomo che nel pezo “750.000 anni fa l'amore” raggiunge un panthos inesprimibile ( video ) , cosi come l'alternanza di momenti densi e complessi con episodi piu rilassati (lo scherzo strumentale “Danza dei gradi rettili” con un groove jazzy irresistibile, messo quasi a metà dell'album per stemperarne la maestosità) fanno di questa opera estremamente coesa uno dei capolavori assoluti del progressive italiano.

Dopo due capolavori, tanti concerti e un successo davvero meritato (il Banco diventerà il terzo polo se così possiamo definirlo, in fatto di vendite e popolarità dopo Orme e Pfm) , si sarebbe dovuto registrare un calo fisiologico, e invece arriva il terzo gioiello, nel 1973 esce infati "Io sono nato libero" altro lavoro concettuale dedicato alla ricerca della libertà: sia quella politica nell'apertura del "Canto nomade per un prigioniero politico" (riferito alla tragica situazione del golpe cileno) sia quella socio economica nella "Città sottile" che quella negata dalla guerra in "Dopo Niente sarà più lo stesso" . Ma su tutte si staglia la splendida e poetica di "Non mi rompete" dedicato alla ricerca personale (sia della libertà ma anche della felicità) che diviene fin da subito il "classico" per eccellenza del gruppo, grazie anche all'incredibile performance di Francesco di Giacomo( video ). 

Se liricamente il disco è un capolavoro musicalmente è un'incredible viaggio nei territori della ricerca musicale contemporanea, senza inutili eccesssi o noiosi sperimentalismi, i musicisti creano un tessuto sonoro ricco e innovativo ma anche fruibile ascolto dopo ascolto facendo di questo disco uno dei punti piu alti di tutta la nostra musica anni 70. Qui finisce la prima fase della carriera del gruppo, suggellata da due lavori che potremmo definire travesersali: uno chiamato semplicemente "Banco" è una riedizioni di alcuni brani cantati in inglese e risuonati per il mercato estero (con l'inedita "L'albero del pane", è un'operazione simile al "Photos of ghost" della Pfm e difatti è pubblicata dalla stessa etichetta discografia, la Manticore"), l'altro è un'album strumentale colonna sonora del film "Garofano Rosso" che nulla aggiungono, semmai danno una visione piu completa delle possibilità della band che nel frattempo a visto l'arrivo del chitarrista Rodolfo Maltese al posto del dimissionario Marcello Todaro. A questo punto, nel 1976, esce un nuovo lavoro, "Come in un'ultima cena" che tenta il superamento del prog a favore di linguaggio piu stringato e piu rock in senso tradizionale, partendo dai mutamentistorico sociali che il paese stava attraversando (crisi economica, fine dei movimenti, cambimenti politici, etc.) riscuote un buon successo e mantiene vivo l'interesse del pubblico (è il disco della celeberrima "il ragno", ma da ricordare anche "Si dice che delfini parlano").

Seguiranno poi un momento di pausa, un nuovo album strumentale molto interessante "Di terra" che fonde al sound consueto elementi di classica contemporanea e jazz di frontiera in un lavoro che suona ancora oggi godibile ( video ). Con l'arrivo del nuovo decennio ci sarà poi il cambiamento radicale che porterà i nostri verso la forma canzone piu conseuta ma sempre ricca negli arrangiamenti di un buon jazz rock a tratti fusion, a cominciare dai due album pubblicati nel 1979, l'ottimo "Canto di Primavera" e live "Capolinea"( video ) (dove la band rivisita i suoi classici in una nuova veste molto funky) per continuare con svariati successi come "Buone notizie" , "Paolo Pa" e sopratutto la famosisima "Moby Dick" altro grande classico, che se da un lato faranno storcere un po il naso ai puristi, dall'altro manteranno alto l'interesse per la band facendolo scoprire a nuove generazioni( video ). 

Oggi che il prog ormai è riconosciuto come un dei momenti piu importanti della nostra storia musicale, il Banco si riprende giustamente il suo posto d'onore sul podio dei grandi, e questo grazie al lavoro costante e sempre coerente dei suoi musicisti. Grazie Banco, Grazie Francesco "Cio che si vede ,é".

LEGGI ANCHE gli altri articoli di Dr. Rock

 

 

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  • Il Filo

    01 Marzo @ 09.27

    Temo che in pochi capiranno ciò che abbiamo perso.

    Rispondi

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