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Dr. Rock - Le "Visioni" dei New Trolls

Schede di archeologia pop, di Riccardo Venturella

New Trolls: copertina di Sensazioni
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Riccardo Venturella è un filologo musicale parmigiano, che al suo lavoro a Radio-Tv parma ha via via aggiunto nel tempo una serie di apprezzatissime iniziative anche pubbliche (come Controtempi) con un unico filo comune: lo studio e la passione per la musica, rock-beat-pop...... Ora ha accettato di aricchire il nostro sito con alcune "schede di archeologia musicale pop", per la rubrica "Dr. Rock".    Ecco  quindi la nuova scheda di Dr. Rock:

LE “VISIONI” DEI NEW TROLLS

E già, i New Trolls quelli dei Concerti Grossi (che hanno di fatto aperto la stagione del prog italiano), ma anche delle infinite liti e scissioni, di Tournee memorabili con star come la Vanoni e la Oxa ma sopratutto musicisti straordinari e (per citare uno dei primi singoli ),“Visionari” perchè questa band genovese (guarda guarda) è stata negli anni migliori sempre avanti, capace di intuire e rendere popolare ciò che poteva essere difficile ostico (e questo è quello che di fatto faceva un certo quartetto di Liverpool), cosa ancora piu mertitevole se si aggiunge che quando la band esordisce, San Remo lo aveva appena vinto Claudio Villa, Mina furoreggiava con la “Banda” e il massimo
della trasgressione era Antoine che ti tirava le sue “Pietre”.C'era però molto fermento sopratutto tra i giovani e l'excalation dei gruppi Beat che vendevano molto bene, guadagnandosi sempre piu spazio in radio e televisione, fornì il terreno adatto per un cambiamento a dir poco epocale, 

E' il 1967 l'anno che vede l'ascesa di Hendrix, dei Cream di Clapton e su tutto l'uscita di quella Bibbia Rock che fu Il Sgt Pepper dei Beatles, mentre in America in piena esplosione Flower power con il festival di Monterey, arrivano anche i Vanilla Fudge che con il loro suono violento e sperimentale, dicono qualcosa di nuovo nel linguaggio rock. E' in questo contesto che cinque ragazzi genovesi, provenienti da esperienze già consolidate decidono di unire le loro forze per provare qualcosa di nuovo, sono Vittorio De Scalzi (voce, chitarra e tastiere) Nico Di Palo (voce, e che voce, chitarra solista) Maurizio Chiarugi (tastiere) Gianni Belleno (Batteria) e Giorgio D'adamo(basso). Sono musicisti eccellenti che guardano a tutto cio che c'è di nuovo e forti del contratto con la Fonit Cetra, licenziano il primo singolo per l'estate del 1967, e “Sensazione/Prima c'era luce” è già qualcosa di molto altro nella nostra Italia Beat, il lato A, ispirato alla celeberima “Gloria” dei Them imbastisce un crescendo mozzafiato con chitarre Hendrixiane che da noi neanche si potevano immaginare, mentre il retro demolisce a colpi di riff assassini, decenni di melodia finto pop per farci entrare di colpo nella Londra Swingig (e ancora oggi quel brano col suo botta e risposta tra chitarre e tastiere funziona )    Video  

Grazie a buoni riscontri del singolo (il pubblico italiano non era poi così retrogrado come invece la production musicale e i media sembravano indicare) l'anno successivo sono al disco per l'estate (Ah le belle competizioni musicali di una volta!!!) con la roboante “Visioni” che unisce a intuizioni proto hard slanci di italica melodia fusi con sapienza, facendone uno dei pochi inni psichedelici di marca nostrana con buon successo e passaggi televisivi   Video  

A questo punto arriva un un'ulteriore conferma del loro talento: prima un singolo per l'autunno, “Cristalli Fragili/Ehi tu ritorna” (che è anche colonna sonora dello spaghetti western “Bandolero”) che conferma le caratteristiche musicali della band, poi in ottobre iniziano le registrazioni del loro primo lp, “Senza Orario Senza Bandiera”,
che oltre a ottenere un buon successso si rivelerà uno dei dischi piu importanti di tutta la nostra storia musicale. Già, perchè invece di creare un album di successi e riempitivi, come accadeva allora i cinque si mettono nelle mani di tre signori che rispondono al nome di Riccardo Mannerini, Giampiero Reverberi e …. Fabrizio De Andrè, coi quali creano un concept ispirato nelle liriche alla contrapposizione tra ragione e fede e musicalmente agli esperimenti avanzati tra rock e orchestra classica dei Moody Blues (Days of futured Passed, tanto per intenderci). Il Disco è unicum sonoro con intervalli orchestrali che uniscono i dieci brani straordinariamente densi nell'unire diversi umori musicali che vanno dal folk futuristico di “Ho veduto” alla nostalgia retro beat di “Vorrei comprare una strada” fino all'hard rock di “Duemila” passando per il gospel di “Ti ricordi Joe”, ma su tutto la famosissima “Signore Io sono Irish” che con la sua poetica teometaforica (la bicicletta che Irish non possiede è la fede) costruisce uno dei primi capolavori della nostra storia cantautorale e rock, per non tacere della divertente “Al bar dell'angolo” altro gioiello molto swinging Beatles con un testo avanti sui tempi (il gioco d'azzardo legalizzato?!) e una geniale autocitazione finale (visioni) .
Si era mai udito tanto fino ad allora? Non credo e di fatti quell'Album rimane uno dei punti saldi della produzione musicale italica perchè in essso c'e gia tutto (concettualità. crossover musicale e cantautorale con il rock, la poesia che divine testo musicale, vi può bastare ??).

L'hanno successivo, è intensissimo, si comincia con San Remo e “Io che ho te” cita i Procul Harum senza entusiasmare la giuria (meglio il retro “lei mi diceva” è una delizia psico hard) poi arriva il singolo estivo l'hard Hendrixiano spopola sul lato A con “Davanti agli occhi miei” mentre sul retro una più cinematica “Quella musica” con una lunga coda strumentale ribadiscono il valore dei nostri che intanto si fanno conoscere anche per i loro “potenti” live act, dei quali   viene dato un gustoso assaggio nel famigerato “Speciale per voi” di Renzo Arbore   Video   , poi in autunno arriva “Una miniera”, che coniuga la ballad Springsteeniana proto proletaria (quando Springsteen era ancora un teenager) con la musica pop italiana e coronamento di un percorso straordinario (giusto per i completisti c'e anche “Un'ora” sigla del programma tv “Stasera...”).
A questo punto finisce un ciclo, il 70 sarà un'anno di transizione con scarsi successi, se ne va Chiarugi e “Annalisa” viene esclusa da San Remo e poi“ Una Nuvola Bianca” iscritta al Disco per l'estate viene ignorata dal pubblico nonostante un retro da favola come “Corro da te” che con i suoi break sembra presa dai King Crimson  Video 

 C'è poi la parentesi cinematografica dello sgangherato “Terzo canale”, musicarello proto prog, per il quale i nostri scrivono la splendida “Autostrada”  (Video)  e l'intrigante “Il nulla e la luce”,ma neanche qui succede niente, (mentre la Fonit piccata per il momentaneo passaggio del gruppo alla rca pubblica l'orribile “Come cenerentola”)
C'è da dire che nel frattempo è scesa in campo la Formula Tre di Alberto Radius, che si muove negli stessi territori sonori, ma con un song writer come Battisti è decisamente dura!!
Sarà il 1971 a farli ripartire, dopo una nuova apparizione a San Remo (Una Storia di Sergio Endrigo, ottimamente riletta) quando il compianto Sergio Bardotti decide di affidare a loro una composizione musicale in tre movimenti scritta dal maestro Luis Bacalov originariamente per i Rokes che nel frattempo si sono sciolti, è' il famoso “Concerto grosso”, croce delizia per la band, che darà loro notorietà prestigio e molto molto altro, ma questa è un'altra storia e i New Trolls psichedelici finiscono qui!

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