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La fiaba di Susan non si ferma al secondo posto

La fiaba di Susan non si ferma al secondo posto
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La fiaba è finita: Susan Boyle, la  48enne scozzese che ha incantato il pubblico britannico ed ha  conquistato fama internazionale grazie alla sua splendida voce, non ha vinto il talent show «Britain's Got Talent» per il quale  era la favorita.
In una finale mozzafiato, seguita sabato da 18,5  milioni di telespettatori, il podio è andato ai Diversity, un  corpo di ballo composto da ragazzi dagli 11 ai 25 anni che le  hanno strappato sul più bello il premio da 100.000 sterline e  la chance di cantare davanti alla regina ad uno spettacolo in  programma per quest’estate.  La Boyle, sempliciotta, poco attraente e stagionata, era  l'antitesi delle stelle e stellette dell’odierno firmamento  dello spettacolo ed è stata proprio questa la chiave del suo  successo, che con molte probabilità, nonostante il secondo  posto al talent show, si rivelerà duraturo. 

La cantante che  fino a qualche settimana fa faceva volontariato in una chiesa di  un paesino di 4.500 abitanti, ora dovrà infatti scegliere tra  cinque proposte per un film sulla sua vita, un’offerta per  un’autobiografia, una per un album di canzoni e numerose  proposte di tournée nel Regno Unito e negli Usa.
Secondo i tabloid, la timida scozzese che non ha mai avuto un  fidanzato in vita sua, entro la fine dell’anno potrebbe  ammassare una fortuna da sei milioni di sterline. Una svolta  incredibile per una donna che, affetta da problemi di  apprendimento perchè nata con una carenza di ossigeno, era  stata presa in giro fin da piccola dai compagni di scuole e non  aveva mai avuto molte amicizie nè ambizioni, se non quella di  cantare ogni tanto nel pub della sua Blackburn, dove era  conosciuta come «Simple Susan».
Ma è stata proprio questa improvvisa ascesa al successo a  costare a Susan il primo posto al talent show. Trovatasi di  colpo sotto i riflettori dei media mondiali, con utenti di  internet di mezzo mondo che guardavano e commentavano la sua  performance a «Britain's Got Talent», Susan ha dapprima assaporato  l'inaspettata fama, ma dopo qualche settimana qualcosa dentro di  lei si è spezzato. I milioni di telespettatori, i giornali e i  media che le avevano regalato il successo erano gli stessi a  prendersi un po' gioco di lei, a fare commenti maligni sul suo  aspetto e sulle sue semplici origini.

E lei, dopo un po', non ce l’ha più fatta: ha preso a  parolacce della gente in un bar, ha rivolto una raffica di  insulti a Piers Morgan, un giornalista parte della giuria del  talent show ed ha mandato a quel paese alcuni reporter in una  hall di un albergo. La pressione su di lei era tale che si  mormorava persino avesse intenzione di ritirarsi dallo show. E  tutto questo le sarebbe costato quella manciata di voti in più  che le servivano per vincere.
Ma poco male. Con la sua performance di sabato, in cui ha  cantato di nuovo «I dreamed a dream» la canzone con cui aveva  conquistato il pubblico nel suo esordio, Susan ha dimostrato, secondo il presentatore Simon Cowell, «di avere il fegato di  affrontare i suoi critici» e di potersene andare in ogni caso  «a testa alta».

Guarda  La finale di Susan Boyle

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