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E' morta Virna Lisi

E' morta Virna Lisi

Virna Lisi

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ROMA, 18 DIC - Una bellezza perfetta, algida, aristocratica, Virna Lisi, nome d’arte di Virna Pieralisi, nata ad Ancona l’8 novembre 1936, morta stamani a 78 anni, nonostante fosse un’antidiva aveva vinto tanto: sei Nastri d’argento e un Prix d’interprètation fèminine a Cannes per la 'Regina Margot' due David di Donatello per le sue interpretazioni e altrettanti alla carriera. Aveva, da 'Orgoglio e pregiudiziò, nel 1957, fino alle ultime interpretazioni televisive tra cui Baciamo le mani, dedicato la sua professionalità di attrice stakanovista e puntuale al cinema e alle fiction tv. 

Elegante, sempre perfetta, aveva però detto tanti no nella sua carriera. Tra gli altri a Ferzan Ozpetek. «Aveva scritto per me il ruolo che poi è andato a Lisa Gastoni in 'Cuore sacrò, ma io ero già impegnata» aveva detto l’attrice in una intervista di qualche anno fa.
«Con quella bocca lei può dire ciò che vuole» le concedeva ai tempi del Carosello la celebre pubblicità del dentifricio Chlorodont e spesso, con quella bocca, Virna Lisi aveva appunto detto «no».
Il suo 'nò più sentito e sincero lo disse a Hollywood dove andò nel '64 per fare un film con Jack Lemmon 'Come uccidere vostra mogliè. «Fu il maggior successo dell’anno - racconta - Mi fecero ponti d’oro: girai altri due film, con Tony Curtis (Due assi nella Manica) e Frank Sinatra (U 112 - assalto al Queen Mary), ma poi decisi di ricomprare il mio contratto, che durava altri sette anni, e tornare a casa. Fu difficilissimo: ci vollero tre mesi di trattative e avvocati bravissimi, ma alla fine ce l’ho fatta».
Tra i suoi altri storici rifiuti quello per Barbarella che fu la fortuna di Jane Fonda. «Volevano farmi fare Barbarella - racconta - ma io non avevo voglia di mettermi le ali d’argento, la tutina e la parrucca». E il carattere indipendente, unito alla nostalgia di casa, la portarono al gran rifiuto.
«A Hollywood - ricorda - c'erano contratti terribili che venivano venduti e ricomprati da una major all’altra come al mercato degli schiavi. La preparazione di un film durava mesi, mi impedivano di prendere l’aereo e venire a trovare mio marito, in più avevo un bambino piccolo. Insomma, non era la vita per me».
Costruirsi una famiglia anche a costo di qualche rinuncia, è stata la linea seguita dalla Lisi ma nonostante questo ha perso due figli per lo stress da lavoro, un dolore che ricorda ancora oggi. «Ho un figlio e tre nipoti, e potrei avere altri due figli se non li avessi perduti per lo stress di stare sul set per dodici ore al giorno, svegliarsi alle 5 del mattino, eccetera... Mi creda: questo è un mestiere molto difficile».
«Un mestiere difficile». Solo una professionista lo dice. Solo una professionista sa essere dura con le veline e le aspiranti tali. «I consigli li riservo alle persone care. E le ragazzine di oggi sembra che capiscano tutto loro, che ne sappiano più di tutti, ma forse nel verso sbagliato», dice sincera.
Tra i registi con cui ha lavorato fra gli altri: Dino Risi, Mario Monicelli, Franco Brusati, Mauro Bolognini, Alberto Lattuada) considera il più grande di tutti un indipendente come lei: Pietro Germi con cui interpretò il gioiello «Signore e Signori».

La carriera, i film

Nata ad Ancona, Virna Lisi debutta giovanissima nel cinema e prende parte inizialmente a una mezza dozzina di film partenopei: da "E Napoli canta" a "Desiderio 'e sole", da "Piccola santa" a "Luna nuova". Nel 1955 è nel remake del celebre "Ore 9: lezione di chimica", che lo stesso Mario Mattoli rivisita nelle "Diciottenni". Nel 1956 interpreta "La donna del giorno", diretta dal giovanissimo Francesco Maselli. La sua bellezza si adatta ai film in costume, come "Caterina Sforza, leonessa di Romagna" (1958) di G. W. Chili e "Romolo e Remo" (1961) di Sergio Corbucci. Lavora anche con Totò in "Sua eccellenza si fermò a mangiare" (1961) di Mattoli. Un grande del teatro come Giorgio Strehler (e negli anni '60 Strehler era già un’autorità del settore) la chiama per la parte di protagonista nei "Giacobini" di Federico Zardi, per il quale ottiene al Piccolo di Milano un lusinghiero successo. A teatro lavora anche con Michelangelo Antonioni e Luigi Squarzina, mentre la sua immagine cinematografica cresce fino ad internazionalizzarsi nel "Tulipano nero" (1963), di Christian Jacque, con Alain Delon, ed "Eva" (1962) di Joseph Losey. Chiamata da Hollywood, è nel cast di "Come uccidere vostra moglie" (1965) di Richard Quine, al fianco di Jack Lemmon. Seguono "U 112 - assalto al Queen Mary" (1965), con Frank Sinatra e "Due assi nella manica" (1966), con Tony Curtis.

Dal 1964 al 1970 è nel cast di "Le bambole" di Dino Risi, con Nino Manfredi; "La donna del lago" di Luigi Bazzoni; "Oggi, domani e dopodomani" di Eduardo De Filippo, e "Casanova 70" di Mario Monicelli, entrambi con Marcello Mastroianni; "Una vergine per il principe" di Pasquale Festa Campanile, con Vittorio Gassman; "Signore e signori" di Pietro Germi; "La ragazza e il generale" di Festa Campanile, con Rod Steiger; "La venticinquesima ora" di Henri Verneuil, con Anthony Quinn; "Tenderly" di Franco Brusati; "Arabella" di Mauro Bolognini; "Il segreto di Santa Vittoria" di Stanley Kramer, con Anna Magnani; "L'albero di Natale" di Terence Young, con William Holden; "La statua" di Rod Amateau, con David Niven; "Barbablù" di Luciano Sacripanti, con Richard Burton. Negli anni '70 seguono "Al di là del bene e del male" (1977) di Liliana Cavani; "Ernesto" (1978) di Salvatore Saperi o "La cicala" (1980) di Alberto Lattuada. A partire dalla metà degli anni '80 Virna Lisi si rilancia grazie ad alcune significative prove offerte in sceneggiati televisivi ("Se un giorno busserai alla mia porta"; "E non se ne vogliono andare"; "E se poi se ne vanno?"; "I ragazzi di via Panisperna"). Sotto la guida di Luigi Comencini è in "Buon Natale, Buon anno" (1989), con cui conquista il Nastro d’argento. Con l'interpretazione di Caterina Dè Medici nella "Regina Margot" (1994) di Patrice Chèreau vince il Nastro d’argento ed il premio come miglior attrice a Cannes. Seguono "Và dove ti porta il cuore" (1996), la mini serie TV "Deserto di fuoco" (1997), ed i film TV "Cristallo di rocca" (1999) e "Balzac" (1999). Tra i suoi ultimi lavori: "Le ali della vita" (2000, con Sabrina Ferilli), "Un dono semplice" (2000, con Murray Abraham), "Il più bel giorno della mia vita" (2002, con Margherita Buy e Luigi Lo Cascio). - (ITALPRESS)

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  • rosita

    19 Dicembre @ 09.48

    Semplice ma affascinante, discreta ma intensa.....una vera signora!

    Rispondi

  • Roberta1969

    18 Dicembre @ 23.00

    un saluto all'ultima vera attrice italiana....

    Rispondi

  • Michela

    18 Dicembre @ 16.40

    Mi piacevi tantissimo, sia come attrice che come donna: persona dall'animo bello e umano. Eri speciale. Ciao Virna, riposa in pace.

    Rispondi

  • Biffo

    18 Dicembre @ 11.30

    Un regista americano, di cui non ricordo più il nome, l'aveva definita come la donna più bella delmondo. Era un'attrice validissima, seria, onesta, che aveva rifiutato di posare nuda per Playboy e le avances buzzurre di Frank Sinatra. Io la ricordo soprattutto in Roma Bene, un film dal finale tragico, e in La Cicala.

    Rispondi

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