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E' morto Eric Rohmer

E' morto Eric Rohmer
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 Il regista Eric Rohmer è morto a Parigi all’età di 89 anni. Lo ha reso noto la sua produttrice della Films du Losange, Margaret Menegoz. Il regista e critico cinematografico è stato uno dei maggiori esponenti della "Nouvelle Vague". 

Uno dei grandi della Nouvelle vague

Precursore del concetto di ciclo filmico a tema  (Sei racconti morali, Commedie e Proverbi, Racconti delle quattro  stagioni), Eric Rohmer ha sempre proposto, nel corso della sua  lunga carriera, un cinema di pensiero più che d’azione, di parole  più che d’immagini, dalla messa in scena sofisticata nella sua  delicatezza. Quello di Rohmer è il cinema fascinoso e in parte  enigmatico di uno dei grandi cineasti della Nouvelle Vague.   Autore per eccellenza, teorico, scrive tutti i suoi film, tentando  solo alcune volte l’adattamento dal romanzo. Attentissimo ai  dettagli, Rohmer ha sempre, sapientemente, amalgamato una  profondità quasi ottocentesca con una messa in scena precisa e  raffinata.   All’anagrafe Jean-Marie Maurice Scherer, Eric Rohmer nasce a Nancy  il 4 aprile 1920. Ancora professore di lettere a Vierzon pubblica  nel '46 un romanzo sotto lo pseudonimo di Gilbert Cordier,  Elisabeth. Con Godard, Rivette, Truffaut e Chabrol fonderà La  Gazzette du cinèma (di cui diventerà direttore) oltre ad essere  assiduo frequentatore del cineclub del Quartiere Latino a Parigi.  Con loro pubblica un libro su Hitchcock nel '55 mentre più tardi  scrive un saggio sull'espressionista Murnau. Sarà caporedattore  dei Cahiers du cinèma dal '57 al '63, proprio gli anni in cui  prende vita la Nouvelle Vague. Rohmer, il più anziano del gruppo,  era stato il primo a fare il passo nella regia con il corto  Journal d’un scèlèrat nel '50.
È del '59 il suo primo lungometraggio, Il segno del leone.  Prodotto da Chabrol e distribuito con scarso successo tre anni più  tardi, anticipa la riflessione sul ruolo del caso, quale  manipolatore delle vite umane. Nel '62 fonda la società Les films  du Losange con cui produrrà la gran parte delle sue pellicole. Lo  stesso anno inizierà la prima delle serie tematiche dei Contes  moraux. Con La collezionista nel '66 ma soprattutto La mia notte  con Maud (1969), il suo capolavoro, otterrà anche una nomination  agli Oscar come miglior sceneggiatura. Il famoso dialogo su Pascal  è un capolavoro di scrittura.  Terzo racconto morale è Il ginocchio di Claire (1970). Nel '65  firma l’episodio su Place de l’Etoile di Parigi di notte, accanto  a Chabrol, Godard, Douchet e Jean Rouch. Ultimo dei racconti  morali è L’Amore il pomeriggio (1972), forse il più ironico ma  anche il più spietato verso il mondo piccolo borghese che  descrive. Con La Marchesa von… (1976) mette in scena un racconto  storico di von Kleist. Film pittorico che descrive il sentimento  prigioniero delle rigide regole sociali. Altro adattamento  letterario, e questa volta dal medievale Chrètien de Troyes, nel  '78 con Perceval, sul cavaliere della tavola rotonda, interpretato  da Fabrice Luchini, qui scoperto da Rohmer.  Nel '80 sarà la volta della serie Comèdies et proverbes, dal tono  più leggero. Il primo, La moglie dell’aviatore racconta di uno  studente che insieme a una ragazza incontrata per caso pedina  l'amante della sua fidanzata. Ne Il bel matrimonio (1982), Rohmer  basa ancora l’intreccio sulle interpretazioni dei protagonisti,  inquadrando sempre gli interlocutori e mai chi parla. E ancora  Pauline alla spiaggia (1983), commedia su un’educazione  sentimentale ambientata in un bel crepuscolo balneare settembrino,  Orso d’argento al festival di Berlino. Quarto episodio delle  commedie e proverbi è Le notti di luna piena (1984), ritratto  generazionale e morale. Il successivo Il raggio verde (1986)  otterrà invece il Leone d’oro a Venezia.   Gli anni '90 sono segnati dai Contes des quatre saisons: in  Racconto di primavera (1990) sempre teatrale e molto parlato, tra  la musica di Schumann e Beethoven si narra dell’incertezza dei  sentimenti, in Racconto d’inverno (1991) per il classico e  rohmeriano caso del destino Fèlicie resta incinta senza poter  contattare il padre. Nel '93 L’albero, il sindaco e la mediateca,  nel '95 il film a episodi Incontri a Parigi, nel '96 Un  ragazzo…tre ragazze. Nel successivo Racconto d’estate (1996) si  affronta un’altra, avventura balneare per un insolito tombeur des  femmes, mentre Racconto d’autunno (1998) ritrova l’eleganza  espressiva dei Contes moraux.
 Leone d’Oro alla carriera nel 2001, a 80 anni, Rohmer firma  un’altra trilogia, questa volta storica. Il primo è La nobildonna  e il duca (2001) dove narra la rivoluzione francese dalla parte  dell’aristocrazia e dove gli attori recitano su fondali dipinti.  Triple Agent - Agente speciale (2004) sarà invece un film di  spionaggio ambientato negli anni '30 e ne Gli amori di Astrea e  Celadon (2007) si mette in scena un romanzo pastorale di Honorè  d’Urfè ambientato nel V secolo. 

 

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