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Al Teatro al Parco la meglio gioventù del teatro italiano

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Com’è fragile l’uomo, e com’è effimera la cornice dentro la quale vive. Effimera a tal punto che ci si chiede se possa finire. A porsi questi temi forti, importanti, con le armi della creatività e della fantasia, sono i giovani  talenti della scena contemporanea, che stanno portando nuova vitalità e freschezza al teatro italiano. I loro pensieri, i loro ritratti del nostro tempo e delle sue ansie di rigenerazione, si rivelano ora al pubblico parmigiano grazie a O.n.t., acronimo di Osservazione nuovi talenti, un’iniziativa del Teatro delle Briciole ideata lo scorso anno e che anche in questa stagione propone in due tappe, il 26 febbraio e il 9 aprile, quattro realtà tra le più significative della scena giovane italiana. Un’occasione per scoprire cosa è il teatro oggi, come sta rinnovando i suoi temi, la sua grammatica e i suoi codici espressivi.
Il 26 febbraio al Teatro al Parco si potrà conoscere la ricerca di due già affermate e premiate compagnie, i veneti Anagoor e i toscani del Teatro Sotterraneo, in due spettacoli, Tempesta e Dies irae, che andranno in scena uno dopo l’altro a partire dalle ore 21.
Tempesta si è meritato nel 2009 una Segnalazione speciale dalla Giuria del Premio Scenario, il più importante riconoscimento italiano dedicato ai giovani artisti teatrali.  E sono davvero giovanissimi gli artisti di Anagoor, nativi di Castelfranco Veneto,  anche se nel loro lavoro mostrano un possesso sicuro del mezzo tecnico,  mescolando rarefatti effetti sonori, interazioni raffinate di video, ambienti  e immagini reali per colpire i sensi dello spettatore e contagiarlo con la percezione e l’annuncio di un’Apocalisse contemporanea. Ma di che Apocalisse parlano il regista Simone Derai e i performer Anna e Pierantonio Bragagnolo?  Di quella rinvenuta al termine di una lunga ricerca in cui si  fondono analisi iconografiche e letture del Vecchio Testamento e dei testi apocalittici, e dentro cui si innesta la complessa trama di significati simbolici nascosta dietro la misteriosa pittura del loro illustre conterraneo, vero guru del gruppo, Giorgione, il pittore morto giovanissimo ma che in pochi anni, giusto cinque secoli fa (ricorre quest’anno il cinque centenario della nascita) ha rivoluzionato l’arte veneta e italiana  lanciando messaggi enigmatici che la critica si è dannata nel tentativo, ancora in corso, di decifrare. Chi è la donna nuda che appare nel celeberrimo quadro intitolato appunto Tempesta e conservato alle Gallerie dell’Accademia di Venezia? Chi è il soldato che le sta a pochi metri, entrambi assorti, compresenti ma distanti, dentro una natura minacciata da un temporale incombente? Spiegano i giovani di Anagoor: “L’Apocalissi (nel senso e di battaglia finale, e di rivelazione) che ci interessa è tanto quella universale quanto quella di ciascun individuo che sente e soffre il tempo breve della giovinezza, l’irreparabile finitezza. La crescita, la sfida contro il chaos, la caducità. Alle previsioni astrologiche dei cieli del primo lustro del XVI secolo si sostituiscono i segni dell’incombente contemporaneo, ma la condizione umana di cosciente essere effimero rimane il primo motore dell’angoscia e dei suoi risvolti più sublimi: l’arte e la poesia”.
Il fiorentino Teatro Sotterraneo, ovvero i performer Sara Bonaventura, Iacopo Braca, Matteo Ceccarelli, Claudio Cirri, più il drammaturgo Daniele Villa, hanno vinto il Premio Speciale Ubu 2009, l’Oscar del teatro italiano. Anche questo gruppo, che fa parte di Fies Factory One, la scuderia trentina della giovane ricerca più avanzata, ama, con un tocco di beffarda leggerezza, affrontare il tema della fine, della finitezza, della caducità, ma con linguaggio e toni totalmente diversi, dove l’ironia gioca un ruolo importante e alleggerisce sapientemente la profondità dei temi. Così Dies irae, che il sottotitolo definisce esplicitamente: “Cinque episodi intorno alla fine della specie”, è un apologo in cinque atti sul tema dell'autodistruzione visto da diverse angolazioni: nel primo episodio vediamo una mattanza raggelata, come staccata da se stessa, spruzzi di sangue, corpi abbattuti senza che nulla li colpisca. Nel secondo la parodia di una radio che invita gli ascoltatori a inviare degli sms in cui ci si chiede cosa sarebbe successo se Ponzio Pilato non se ne fosse lavato le mani o Hitler fosse stato ucciso in culla.  Nel terzo gli attori si fotografano nei minimi dettagli, come per lasciare una testimonianza ai futuri visitatori del pianeta. Nel quarto mettono all'asta la polvere di insigni monumenti. L'ultimo è folgorante: nella penombra, dei vegliardi col bastone spargono sale, poi rimangono a fissare - non si sa se ansiosi o sgomenti - un quadrante che scandisce l'avvicendarsi della fine. “Dies irae, al di là della metafora apocalittica, è una riflessione – ha scritto il critico Renato Palazzi sul Sole 24 Ore – sull’incerto rapporto tra passato e presente, tra attesa e memoria”. Un rapporto che gli artisti del Teatro Sotterraneo spiegano con immagini molto efficaci: “Non potrai mai camminare a fianco di un neandertaliano. Non potrai mai nemmeno parlare con un mesopotamico oppure osservare il cielo con un maya. Non vedrai l’arrivo di una delegazione aliena sul maxischermo e non vedrai il sole diventare supernova. In realtà non ti sei visto nascere e non ti vedrai nemmeno morire. Il presente è un tempo storico. Il presente è una convenzione. Il presente è soprattutto un perimetro d’azione”.
 Il secondo appuntamento di O.n.t. avrà luogo il 9 aprile e proporrà anch’esso due spettacoli in sequenza: Pink, me and the Roses della compagnia Codice Ivan, e A tua immagine della Compagnia Odemà.
 
Biglietti
Interi 12 euro
Ridotti 10 euro
Uno spettacolo 6 euro           
Promozione speciale per gli iscritti al network BoulevArt:  6 euro (2 spettacoli)
 
Informazioni
Teatro delle Briciole, tel  0521 992044, www.solaresdellearti.it.
I biglietti di questo appuntamento non sono acquistabili online. E’ possibile pertanto in questo caso prenotare telefonicamente i biglietti e ritirarli la sera dello spettacolo in biglietteria.
 
Nuovo accesso al Teatro al Parco da Viale Piacenza con parcheggio dedicato
E’ attivo un nuovo ingresso al Teatro al Parco da Viale Piacenza, più comodo per chi viene in automobile. Vi  si accede percorrendo il breve corridoio a fianco della filiale Unicredit sita accanto allo Starhotel Du Parc. Nelle sere di spettacolo il pubblico può utilizzare il parcheggio del Conad, a pochi metri dal Teatro in Viale Piacenza.
 

 

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