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Charlie Rapino: "Loredana ed Emma entrambe vincitrici"

Charlie Rapino: "Loredana ed Emma entrambe vincitrici"
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Giulia Viviani

L'accento parmigiano non lo ha perso neanche dopo i tanti anni passati a Londra. È Charlie Rapino, personaggio chiave dell’ultima edizione di «Amici» di Maria De Filippi che ha visto trionfare Emma Marrone «protetta» proprio di Rapino. Genio e sregolatezza o come ama definirsi lui, «un creativo senza creatività» che di professione fa il discografico ma che ha trovato la popolarità proprio in televisione, nel talent show di Canale 5.

Dopo sei mesi, qual è il bilancio della tua esperienza ad «Amici»?
Molto positivo, nonostante fossi uno dei professori direi che sono stato io ad andare a lezione per imparare. Maria ha creato un format che sostituisce in gran parte quello che facevamo noi case discografiche per la ricerca di talenti. Non credo sia un caso che i primi dieci posti nella classifica delle vendite siano occupati da personaggi usciti dai talent show.

Questi ragazzi arrivano al successo molto velocemente ma il punto è, quanto dureranno?
Questo è un buon punto interrogativo. Una volta finita la spinta propulsiva del programma, che in genere dura un po’ più di un anno, tutto dipende dalla validità dei progetti che le case discografiche hanno per questi artisti. E dalla voglia che avranno di investire ancora su di loro.

Il livello dei cantanti quest’anno è stato abbastanza alto, cosa pensi dei quattro finalisti?
Pierdavide era secondo me il talento più completo ed ha rappresentato un caso limite visto che ha vinto Sanremo come autore prima ancora di arrivare in finale. Emma e Loredana sono state le due star indiscusse, entrambe vincitrici morali, l’una con una voce pop estremamente versatile, l’altra con un talento unico e una capacità interpretativa molto particolare. Sono state il tema centrale di tutta l’ultima fase del serale. Con Matteo è stato fatto un discorso diverso. Lui e la novità che rappresentava dovevano servire ad avvicinare i ragazzi alla musica classica e all’opera. Credo che sia un’operazione vincente, sempre che i teatri si adeguino alle esigenze dei giovani.

Com’è lavorare con una regina dello share come Maria De Filippi?

Maria è una donna affascinate, un personaggio a 360 gradi. Sono segretamente innamorato di lei. Quando mi ha contattato per «Amici» penso cercasse una figura diversa da quella del maestro di canto e sono stato molto sorpreso dal fatto che mi abbia lasciato totale carta bianca. A fine programma ormai aveva imparato anche qualche espressione in parmigiano, complice anche Platinette.

A proposito di Platinette, avete condiviso tutto il serale, com’è stato ritrovarsi?
Molto divertente. Io e Mauro non ci vedevamo da quasi 25 anni, da quando ho lasciato Parma per trasferirmi a Londra. La prima puntata del serale eravamo seduti vicini e non abbiamo fatto altro che ridere e fare commenti spietati…poi ci hanno opportunamente separati. Come due compagni di banco che a scuola vengono divisi perché fanno troppo casino.

Tu che sei abituato a lavorare con artisti internazionali, che opinione hai della musica italiana?

Il problema della musica in Italia è che non è in mano ai produttori ma ai musicisti. Quello che non si è ancora capito è che la musica non è un’arte di tecnica ma un’arte umanistica che riflette l’essenza di un individuo. L’idea comune invece è che un tecnico specialista sia anche un grande artista ma è un’assurdità. Sarebbe come se alla Ferrari mettessero al posto di Montezemolo un capo officina.

E dell’ambiente musicale parmigiano cosa pensi?
Quale ambiente? Mi sembra che Parma sia ancora troppo legata al Teatro Regio e a tutto il baraccone che gli ruota intorno fatto di musica morta e scarsa comunicazione. Non si può sperare di portare la lirica ai giovani in questo modo. Cominciamo con l’abbassare i prezzi dei biglietti. Quando ero ragazzo io, la scena musicale parmigiana c’era per forza perché a quei tempi per farti notare dalle ragazze avevi due alternative: il calcio e la musica, ed io ho scelto la seconda. Noi avevamo solo due canali televisivi, però c’erano le radio libere, il negozio di dischi come punto di ritrovo, e i concerti centellinati per motivi di ordine pubblico. Andavamo all’Onirica, al bar Picasso e parlavamo sempre di musica. Di donne e di musica. Oggi è tutto più uniformato. Chi è venuto fuori ultimamente da Parma? Mi viene in mente solo Mario Biondi. Ho sentito parlare molto bene anche di un certo Dente, forse potrei fargli da manager…

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  • Roberto

    05 Aprile @ 20.44

    Qualcuno dica a Rapinus che Mario Biondi è Catanese!

    Rispondi

  • zampa

    05 Aprile @ 15.17

    Chi di arma perisce... di arma ferisce! La lirica rosica, neh?

    Rispondi

  • loretta

    04 Aprile @ 21.51

    la vera artista ad amici è solo e unicamente la bravissima loredana errore. emma è il clone di alessandra: preferisco l'originale!

    Rispondi

    • Letizia

      05 Aprile @ 16.18

      D'accordissimo con loretta!!! Forza loryyyyyyyyyyyy 6 unica e noi siamo tutti con te, continua così!!!:)

      Rispondi

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