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Kusturica "presenta" Maradona ai parmigiani

Kusturica "presenta" Maradona ai parmigiani
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di Andrea Violi

È a metà tra il film e il documentario su Diego Armando Maradona, la nuova opera di Emir Kusturica. Il regista serbo traccia un quadro della vita del discusso calciatore argentino senza essere censore (visti i suoi problemi con la droga e altri eccessi), né agiografico (sebbene il regista ami questo personaggio).
L'autore di «Underground» e «Gatto nero, gatto bianco» usa un linguaggio cinematografico diverso rispetto agli schemi tradizionali. Nemmeno stavolta si smentisce: alterna interviste a Maradona, immagini delle sue prodezze sul campo, immagini di processioni in stile religioso fatte in onore del «Pibe de Oro». A tratti c'è anche dell'animazione: torna a più riprese il cartone sul «Gol del secolo» ai Mondiali contro gli Inglesi (quello fatto con la mano), con Maradona che in campo sbaraglia la difesa di Margaret Thatcher, poi della regina Elisabetta e del principe Carlo. Nelle interviste al regista (che a sua volta appare nel film), Maradona spiega di amare Cuba, Che Guevara e Fidel Castro - dei quali si è fatto tatuare i volti su una spalla e su una caviglia - e di aver rifiutato di incontrare Carlo d'Inghilterra. «Il principe voleva conoscermi ma io non volevo conoscere lui... Non gli avrei mai stretto la mano...», spiega Maradona.

Il film è stato proiettato ieri sera in anteprima nell'arena estiva del cinema Edison d'essai e si potrà vedere anche sabato 2 e domenica 3 agosto alle 21,30 (ingresso 5,50 euro).

A presentare la sua ultima fatica è stato proprio Emir Kusturica, regista ma anche chitarrista della sua No Smoking Orchestra. Kusturica ha un legame diretto con Parma: è presidente onorario di Solares Fondazione delle Arti, che ha organizzato l'anteprima. «Perché ho deciso di fare questo film? Avevo bisogno di soldi!». Comincia con una battuta la serata parmigiana del regista serbo, che poi chiarisce come in realtà lui amasse questo personaggio. «Quando ho avuto la possibilità di fare un film su David Beckham o su Diego Armando Maradona - spiega Kusturica - ho scelto Maradona perché la vita  di Beckham mi sembrava estremamente noiosa. Nella vita di Maradona invece niente è regolare. Per realizzare un buon film dev'esserci un confronto fra regolarità e irregolarità».
Nella pellicola questo confronto c'è tutto. Maradona si infuria contro i potenti del mondo ma si fa più tenero, parla più lentamente e con toni più bassi, pensando ai suoi genitori e alla sua infanzia povera in un villaggio dell'Argentina.
Non è stato facile realizzare questo film: ci sono voluti due anni perché, dopo un primo approccio con il regista, Maradona ha continuato a sfuggirgli. Kusturica spiega che a un certo punto si era rassegnato, ma Maradona lo vide in un concerto a Madrid. Conobbe il personaggio Kusturica sul palco della sua No Smoking Orchestra e capì qualcosa di più del regista. Capì - spiega lo stesso Kusturica - che non lo faceva soltanto per soldi, ma anche per una certa ammirazione del personaggio Maradona. Al di là degli eccessi che ne hanno caratterizzato la caduta, è pur sempre la più grande star del calcio argentino del XX secolo.

A fine serata Kusturica rivela uno dei suoi prossimi progetti: un altro film-documentario, stavolta su Pancho Villa, protagonista della Rivoluzione messicana.

Guarda l'intervento di Kusturica nella Mediagallery.

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