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Non è musica "per vecchi": ecco come Verdi emoziona anche i ragazzi

Non è musica "per vecchi": ecco come Verdi emoziona anche i ragazzi
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Gabriele Balestrazzi

Verdi, il festival, i milioni da Roma, le dirette tv, i totem disseminati in città... Ma quanto di tutto questo è roba "per vecchi", per una nicchia di melomani, e quanto invece coinvolge il resto della città...? Quanto, in particolare,  una musica che nasce su versi come "Tacea la notte placida" o "Il mortal che amor t'ispira, dall'amor fu reso invitto" può parlare alla generazione degli sms sincopati (tvb, nn, xke...), dei ritmi frenetici di You Tube e del web?  Verdi - scrisse D'Annunzio -  "pianse ed amò per tutti", ma  quanto una luna di carta sulla scena può oggi impressionare i ragazzi del 3D?

Così, oggi mi sono mescolato al teatro Regio fra gli spettatori dell'anteprima under 30: liceali e universitari padroni assoluti dei palchi e della platea che fra alcune sere saranno dei "vip". Decine di ragazzi "loggionisti per caso", certo più abituati ad avere nell'iPod Muse o Coldplay (o Shakira o Lady Gaga) che non  la "Pira": Cronista profano tra i profani, visto che nonostante i tanti servizi alle prime del Regio per Tv Parma, i tanti cd e perfino un fratello melomanissimo, mi resta molto più familiare (chiedo scusa) John Lennon che non il Cigno di Busseto.

Prima sorpresa: parte la musica e non vola più una mosca. Di più: c'è un'attenzione vera, rispettosa. E anche dopo un'ora, non vedi una sola testa abbassarsi sulla sedia per controllare eventuali sms o messaggi via Facebook.

Fra l'altro, ho la fortuna di uno spettacolo nello spettacolo: accanto a me, nell'ultima fila, c'è il direttore del coro Martino Faggiani, che sfrutta l'occasione per valutare dalla platea il lavoro del coro a pochi giorni dal debutto, e non visto dirige con le mani e batte il tempo con i piedi. ("E' un test importante. - mi dirà poi -  E intanto mi fa molto piacere vedere come Verdi possa conquistare anche tanti giovani").

Ma adesso c'è la prova del nove. Fine primo atto, intervallo, per molti pausa-paglia all'esterno del teatro: quanti di loro ne avranno avuto abbastanza ? Quanti si defileranno come nel più tradizionale fogone scolastico ? Intanto proviamo a raccogliere qualche parere, magari cercando anche e soprattutto quelli dal look più alternativo e meno "lirico" (in realtà solo uno di loro è in giacca e cravatta). "Stanchi ?" butto lì ai primi due. "Tutt'altro: è affascinante".  "L'impressione? Molto buona" conferma Alice, che precisa di essere ammirata dalla musica "ma soprattutto dai cantanti". "Mi piace soprattutto - propone un'altra voce - quando ci sono i duetti, che poi magari diventano terzetti".

"Sì, è una cosa che emoziona anche noi".... "Ci sono l'amore, la gelosia: sentimenti immortali. E il linguaggio arcaico non fa da barriera, perchè sopra tutto c'è la musica"... " Mi vien voglia di imparare qualcosa di più"... Paolo, Giulia, Luca, Cecilia, Giuseppe, Eleonora....non c'è n'è uno che vada fuori dal coro.  C'è perfino un rasta (almeno questo che ci azzeccherà con Verdi?), debuttante all'opera: alla domanda se davvero Verdi riesce ad emozionare anche i giovani, la risposta del rasta (Erik dal Costa Rica) è "Claro !". E fa capire che non ci sono steccati, nè di linguaggio nè di secoli.

Sembra fin troppo corale  e troppo uniforme per essere vero, ma alla campanella tornano tutti dentro. E perfino i due che si attardano al bar sono comunque pronti a ricominciare. "Forse è più adatto Puccini" è il commento più critico che riesco a raccogliere.

La seconda parte, se possibile, è perfino più intensa. Non si muove un muscolo, gli applausi si moltiplicano al punto da arrivare talvolta fuori tempo, e in anticipo rispetto alla conclusione dell'orchestra. Non ci sono lacrime come alla prima di Traviata per Julia Roberts/Pretty woman, ma la partecipazione e l'attenzione sono palpabili. E alla fine gli applausi hanno quasi lo stesso calore di quelli del loggione vero (quando le cose vanno bene e non c'è da "ruggire", naturalmente).

Soltanto un ragazzo, uscendo, accenna a "compagni di liceo che non hanno taciuto un attimo". Ma non è esagerato dire che l'anteprima del Festival è stata una festa. Certo, forse allontanandoci dal Regio troveremmo meno entusiasmi e magari indifferenza: questa è ovviamente una nicchia di ragazzi motivati o quanto meno incuriositi, altrimenti non sarebbero nemmeno qui. Però, se al cronista è stata raccontata la verità, oggi si può dire che nella Parma 2010 Verdi non è "roba per vecchi", e che un Festival (al di là dei giudizi tecnici che poi spetteranno ai veri melomani) può essere l'occasione per spiegare anche ai ragazzi che il melodramma, così come la tragedia greca, può emozionare e coinvolgere in modo immortale, e anche senza ricorrere a Facebook.

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  • anna

    28 Settembre @ 14.18

    Mi pare che si parli col solo intento di criticare. Io c'ero ieri e vi posso dire che intanto non c'erano solo under 30 e che inviando una mail o contattando il numero apparso sulla Gazzetta si potevano avere tranquillamente i biglietti. Inoltre, non ci sono stati costi aggiuntivi -o sicuramente non esorbitanti- in quanto si trattava di una prova generale. Ricordo che quando io ero alla medie, gli studenti potevano assistere alle prove generali di tutte le opere in cartellone, addirittura si faceva un abbonamento alle prove generali. L'intento di avvicinare la cittadinanza e più specificatamente i giovani alla lirica, che -volenti o nolenti- rappresenta Parma nel mondo è sicuramente positiva. Questo non vuol dire fare di noi degli intenditori o degli adulatori. o, pur non essendo un'intenditrice, nè un'esperta, non sono rimasta contenta nè di Azucena, nè del Conte de Luna.

    Rispondi

  • massimo

    28 Settembre @ 12.40

    Una sola funzione con under 30...che in termini di PR non si sa quanto sia costato. QUANTO COSTA IL FESTIVAL VERDI E QUANTO DA ALLA CITTA' DIRETTAMENTE E INDIRETTAMENTE? con solo la pubblicità su mediaset ne organizzi un'altro.

    Rispondi

  • stefano

    27 Settembre @ 22.30

    Per me il festival verdi non si dovrebbe fare. Chi ha letto i miei precedenti commenti a riguardo sugli articoli sul festival sa il perchè: non l'ho voluto dire perchè non sono un giornalista. Ci pensino loro se hanno gli attributi! Volevo però fare i complimenti a tvparma perchè con Imparo l'Opera sta diffondendo cultura, e la lirica affronta temi universali sempre attuali con una tensione emotiva che solo la lirica sa dare. Mi fanno pena le prime del Regio con gli industrialotti locali, politici, donne con dei ceroni che sembrano fenomeni da baraccone, banchieri, veline, soubrette che non sanno niente di lirica e vanno li per farsi vedere, e ROVINANO TUTTO CON I LORO APPLAUSI TELEVISIVI APPENA SI SENTE UN ATTIMO DI SILENZIO. Questa è ignoranza, e purtroppo sta invadendo un tempio sacro della lirica come il Regio. Per cui ben venga tvparma con imparo l'opera, ben venga questa iniziativa per i ragazzi che non produrrà ignoranti come quelli che vanno alle prima del Regio.

    Rispondi

    • Giovanni Ferraguti

      30 Settembre @ 08.24

      Bravissimo Gabriele un articolo intelligente che invita i giovani a scoprire la lirica, senza affidarsi a giudizi retorici. Ancora bravo. Giovanni Ferraguti

      Rispondi

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