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Addio a Tony Curtis

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E' morto all'età di 85 anni Tony Curtis. Una delle leggende del cinema, indimenticabile compagno di Marilyn Monroe e Jack Lemmon in "A qualcuno piace caldo", si è spenta nella notte. Ne dà notizia Entrateinment toonight, e la notizia secondo il sito sarebbe stata confermata dalla figlia Jamee Lee Curtis. L’attore eroe della commedia americana è scomparso dopo una lunga malattia. ,


Cresciuto nelle strade del  Bronx, figlio di un sarto ungherese,  nel 1949 inizia la sua carriera teatrale con il nome di James Curtis (all’anagrafe Bernard Schwartz), cambiandolo poi in Anthony  Curtis (ridimensionato poi in Tony). Il suo debutto al cinema è con il film di Jerry Lewis "How to Smuggle a Hernia Across the  Border" (1949), dove recita accanto alla sua futura prima moglie,  Janet Leigh (la più nota vittima sotto la doccia di Psycho). Si sposerà altre cinque volte. I suoi esordi nel cinema hanno grandi nomi. Come quello di Robert  Siodmack, per esempio, che gli offre la parte di uno gigolò in "Doppio Gioco" (1949) accanto a Burt Lancaster (che sarà suo  partner in numerosi film) e Yvonne De Carlo.   Ricopre tante parti secondarie fino al 1953, anno in cui arriva il  primo ruolo da protagonista, con "Il Mago Houdinì" di George  Marshall, affiancato dalla moglie. Nel 1956 conquista le platee  italiane, per le quali è ancora uno sconosciuto, recitando  accanto a Gina Lollobrigida in "Trapezio", di Carol Reed. Dello  stesso periodo è il drammatico "Furia e passione" di Joseph  Pevney, dove veste i panni di un pugile sordomuto. L’anno  successivo interpreta un meschino portaborse in "Piombo rovente",  di Alexander Mackendrick, che punta il dito contro la corruzione  di certi ambienti giornalistici americani. È del 1957 la prima  collaborazione con Blake Edwards, ne "Le avventure di Mister  Cory", che lo dirige anche in "Licenza a Parigi" nel 1958,  "Operazione sottoveste" nel 1959, "La grande corsa" del 1965. Ma  nel 1958 è anche il co-protagonista di Sidney Poitier, fuggiasco  e a lui incatenato, nel film carcerario "La parete di fango" di  Stanley Kramer, interpretazione che gli vale una nomination al  Golden Globe ed una all’Oscar. Fa coppia con Kirk Douglas nella  pellicola d’avventura "I vichinghi" di Richard Fleischer, sempre  nel 1958. Il pubblico lo ricorda soprattutto per il ruolo di  suonatore di saxofono, di magnate del petrolio, e della  capricciosa Josephine in "A qualcuno piace caldo" (1959) di Billy  Wilder, accanto a Marilyn Monroe e a Jack Lemmon.   

In "Spartacus" (1960) di  Stanley Kubrick veste i panni di Antonino, amico del ribelle Kirk  Douglas. E ancora: "Taras, il magnifico" (1962) di J. Lee  Thompson; "Il grande impostore" (1960) di Robert Mulligan; "Il  sesto eroe" (1961) di Delbert Mann e la commedia "Ciao Charlie"  (1964) di Vincente Minnelli. In Italia è interprete di "La  cintura di castità" (1968) di Pasquale Festa Campanile, con  Monica Vitti. Per "Lo strangolatore di Boston" di Richard  Fleischer del 1968, ottiene una nomination ai Golden Globe.  Accanto a Robert De Niro, Robert Mitchum e Jeanne Moreau, è  interprete di "Gli ultimi fuochi" del 1976, di Elia Kazan. In tv  è protagonista della serie brillante "Attenti a quei due", dove  Curtis e Roger Moore vestono i panni di due benestanti,  investigatori per passione.  

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