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E il mite critico sbottò: "Pubblico di m...." - Continua il dibattito su fischi e buu a teatro

E il mite critico sbottò: "Pubblico di m...." - Continua il dibattito su fischi e buu a teatro
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Gabriele Balestrazzi

Decine di commenti su un'opera lirica: non era mai successo, nei primi due anni e mezzo di gazzettadiparma.it .

E non è solo una discussione di nicchia fra melomani. Da una parte, infatti, c'è il dibattito sul rapporto spesa-qualità per il festival. Se infatti siamo ovviamente tutti d'accordo (dati degli alberghi alla mano) sulla funzione culturale e turistica che il Festival ha per l'immagine di Parma, esiti come quelli della prima del Trovatore spingono alcuni lettori a esprimere dubbi.  E dall'altra c'è un più generale discorso sul tema fischi-buu/applausi, che si allarga a confronto tra educazione-maleducazione, e quindi in qualche modo si estende a tutta la città, anche al di fuori del teatro Regio.

In questo già stimolante dibattito, poi, si è inserita la sorpresa della colorita affermazione (in diretta tv) da parte di uno dei più noti, stimati e anche miti personaggi della cultura di Parma: il saggista e critico letterario Giuseppe Marchetti, che ha bollato i contestatori del Trovatore con un eloquente "pubblico di m...." (ma nella diretta di Teleducato la frase è stata pronunciata integralmente).

Così, oggi abbiamo chiesto a Marchetti, proprio partendo dalla sua frase di venerdì sera, di tornare sull'argomento. Come potete ascoltare nell' intervista in videogallery, anche a distanza di  tre giorni Marchetti non ha cambiato idea. E resta quindi apertissimo il dibattito di fondo: qual è il modo più giusto per esprimere il dissenso a teatro ? E in che modo Parma deve vivere il festival Verdi, dentro e fuori il Regio? La parola, come sempre, a voi lettori.

Puntate precedentiFestival Verdi: il Trovatore non incanta

                                        Fischi sì, fischi no: il loggione infiamma anche il dopo-teatro

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P.s: per saperne di più sul riferimento a Zavattini nella videointervista, clicca qui

   

 

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  • Lancillotto

    05 Ottobre @ 16.35

    Vorrei proporre in questa sede un bel commento riassuntivo un po' di tutte le questioni di un certo Libero Pensatore. Forse proprio come a Salisburgo non è....buona lettura: "Signori, permettete l’intrusione di un commentatore non avvezzo a questa pagina. Se permettete, non è tanto questione di Meli o di singoli cantanti: è tutto il progetto a fare acqua. Mi spiego meglio: una città che appalta (o forse dovremmo dire subappalta?) la formazione di un’orchestra a una cooperativa è un unicum a livello nazionale. Un Teatro del prestigio del Regio che concede il proprio nome ad un’orchestra nata dal progetto di due o tre persone riunitesi in cooperativa è anch’essa un unicum assoluto. Un’orchestra che da quando esiste fonda il proprio organico su chiamata e non ha mai (dico MAI) fatto un’audizione, un concorso, una selezione, niente, è una realtà… fuori dalla realtà. Un’amministrazione comunale che nemmeno sotto tortura mostra la gara d’appalto per la costituzione di un’orchestra pagata con soldi dei contribuenti non sta né in cielo né in terra. (Aggiungo: un’opposizione che non pretende di vedere le carte di tale assegnazione è un’opposizione evidentemente poco capace di fare il proprio mestiere. O forse qualcosa di più). Un’amministrazione comunale che oppone un silenzio omertoso in merito ai cachet dei grandi direttori che transitano a Parma da qualche tempo (alcuni dei quali famosi per aver prosciugato le casse di altre note realtà locali) è qualcosa che non ha precedenti, perlomeno nell’Italia del Nord. Anche di fronte a questo l’opposizione, che pure ha provato a mettere becco nella faccenda, si è arresa troppo presto. E per finire, un pubblico che per anni ha applaudito spettacoli semplicemente deprimenti (decine di produzioni sotto la sufficienza, tanto nel Festival quanto nella Stagione Lirica), permettendo il consolidarsi strategie di occupazione personale di un Teatro pubblico, beh: mi si permetta, è quantomeno corresponsabile. E qui mi chiedo se i fischi a Trovatore (sacrosanti, ma persino severi per certi versi) abbiano un senso o no, dopo gli applausi e i commenti entusiastici a produzioni che in un teatro normale probabilmente non sarebbero arrivate sino in fondo. Un saluto.".

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  • Max

    05 Ottobre @ 10.03

    Non esiste un modo standard per esprimere la propria opinione a teatro. C'è chi applaude sempre per partito preso, c'è chi si alza e se ne va, chi fischia e chi fa buu. Sono forme di espressione della soddisgazione/delusione dello spettacolo che si sta guardando in quel momento. Tutte forme da sempre esistite e che hanno contribuito nei decenni a migliorare sempre di più. Le neoteorie dell'educazione in teatro sono patetiche, soprattutto in un paese che non fa una piega se il Primo Ministro si sbatte le escor nei palazzi delle più alte istituzioni. Il signor Marchetti, che evidentemente non ha proprio idea di come si vive il teatro, può starsene tranquillamente a casa a leggere libri e magari leggersi anche un libro di buona educazione. Gli gioverebbe di sicuro!

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  • Fabrizio Mazzoli

    04 Ottobre @ 22.22

    Vorei solo dire al Sig. Marchetti che i suoi "insegnamenti" su come ci si debba comportare a teatro sono semplicemente patetici. .E poi...una domanda...perche non riservare il termine "pubblico di m." a quelli che sistematicamente lasciano acceso il cell durante la rappresentazione? Loro sono educati ..vero?

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  • francesco

    04 Ottobre @ 20.04

    Secondo me il caro Marchetti si riferiva a quei manichini in platea che notoriamente fanno solo presenza d'immagine e non ai più esperti critici del loggioni, in ogni caso da un signore come lui ci si apspetta ben altro..................

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  • maria

    04 Ottobre @ 18.33

    @Paolo.. l'anno scorso Temirkanov si diede malato per il Requiem e fu sostituito all'ultimo momento da Maazel... non capisco perchè non si possa buare un'artista non idonea alla parte. io ho pagato il biglietto della prima, della seconda, della terza e in più ho il mio abbonamento delle pomeridiane.. se la Sig.ra in questione rimane nel cast mi sembra proprio di aver nuttato via i soldi.. l'anno prossimo vorrà dire che non comprerò nulla.. il Teatro deve tutelare le persone che spendono dei soldi e contribuiscono a tener su Festival, Stagione e tutto il resto.

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