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Quando i fischi del loggione di Parma divennero un caso nazionale

Quando i fischi del loggione di Parma divennero un caso nazionale
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Il merito della memoria va a Giovanni Ferraguti (con lo pseudonimo Gion Guti) e ad Achille Mezzadri, che hanno riproposto l'episodio su Pramzanblog . E in tempi di polemiche sulla lirica (vedi "il caso Trovatore" ), è davvero interessante vedere che quasi mezzo secolo fa (1962) una prima della Traviata sollevò un caso analogo, fino addirittura a diventare un caso giornalistico nazionale.

Andiamo con ordine. Il 28 dicembre del '61, una prima della Traviata vide il loggione del Regio sollevarsi soprattutto nei confronti del giovane tenore Ruggero Bondino, in cui difesa si schierò il maestro Arturo Basile, Ne nacque una querelle, che ovviamente coivnvolse la realtà e l'orgoglio dei loggionisti del teatro di Parma.

La Gazzetta ebbe allora l'idea di allestire nella propria sede un faccia a faccia tra Basile e i loggionisti. E la cosa fu presa talmente sul serio che ad "arbitrare" il dibattito fu chiamato un vero magistrato (Annunzio Zaccarini, sostituto procuratore della Repubblica).

Prima di lui, prese la parola il direttore della Gazzetta Baldassarre Molossi, ricordando che "dove si fischia (e dico dove si fischia per dire dove c'è discussione e dove ci sono polemiche) c'è libertà".

Parole che furono accolte da un calorosissimo applauso, e dal successivo faccia a faccia (di cui la Gazzetta offrì un imparziale resoconto stenografico) nel qauale direttore e loggionisti ribadirono le loro tesi contrapposte: "se si infierisce sull'artista alla prima nota calante, l'opera è già finita"; "no, il fischio non costituisce un disturbo per lo spettacolo". Ma alla fine, gli stess loggionisti salutarono il maestro Basile con un applauso, una stretta di mano e un arrivederci all'opera successiva.

Altri tempi ? Forse sì, se pensiamo che dalla "panchina", a sostituire il povero Bondino, venne chiamato un certo Alfredo Kraus...

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  • alberto

    06 Ottobre @ 16.54

    Quindi, per rimanere tra le stelle e le stalle, possiamo anche pensare che esistono critici di m...a!

    Rispondi

  • PAOLO

    06 Ottobre @ 11.19

    La cosa piu bella è che in tutti i modi si è provato a mettere il bavaglio al loggione, ma c'è poco da fare la vera passione è incontenibile e non la si riesce a soffocare. Il loggione è capace di grandi applausi, di gesti sfegatati nei confronti degli artisti che meritano, ma dall'altro canto da il suo giudizio chiaro e netto su chi deve cambiare lavoro.

    Rispondi

  • franco

    06 Ottobre @ 00.18

    BEI TEMPI QUELLI,....... DIREI......DEMOCRATICI, SI POTEVA NON ESSERE D' ACCORDO, PARLARNE, CONTINUARE A NON ESSERE D'ACCORDO, SALUTARSI CORDIALMENTE ED AVERE UN DIRETTORE DELLA GAZZETTA CHE CI METTEVA DEL SUO!!!!! ORA TUTTO QUESTO NON ESISTE PIU', ABBIAMO SOLO UN "CRITICO" O PRESUNTO TALE, CHE SE UNO DISSENTE.......FA PARTE DI UN PUBBLICO DI M...A!!!!!! APPPPPOSTO, SIAMO ALLA FRUTTA ANCHE NELLA LIRICA!!!!!!

    Rispondi

  • Lancillotto

    05 Ottobre @ 19.20

    Concordo in pieno con quanto detto da Viandante delle Beccherie..io penso che si debba ripartire da zero, con umiltà, con meritocrazie e non mediocrità, se si vuole veramente ricostruire la tradizione gloriosa del Teatro Regio. Da altri post ho letto che il sovrintendente attuale del Regio, alla Scala era stato mandato via grazie ad una coalizione di tantissimi lavoratori all'interno del teatro milanese che han posto un tot firme...ma una domanda: si può fare anche qui da noi oppure è vietato? saluti.

    Rispondi

  • il Viandante delle Beccherie

    05 Ottobre @ 17.29

    Quando nei miei commenti mi riferivo alla storia del Teatro Regio e del suo pubblico mi riferivo a situazioni come questa rintracciate negli archivi della Gazzetta. Anche allora esisteva un pubblico esigente, appasionato, e....ovviamente rumoroso, quando qualcosa non piaceva. "Dove si fischia c'è libertà", un grande direttore Baldassarre Molossi! Ma allora gli artisti non si sottraevano al giudizio, ed inoltre, non avevano schiere di paladini politco-culturali, come oggi, pronti a difenderli, o meglio....pronti a difendere le scelte, anche le più scellerate, di chi quegli artisti li ha combinati insieme. Vero Sovrintendente? Infine non vorrei dire, ma anche allora il giudizio del pubblico del Regio non fu poi così sbagliato. Lo stroncato Bondino non ricordo abbia avuto una roboante carriera. Mentre il sostituto (e che sostituto!) Alfredo Kraus, non credo sia stato stroncato a sua volta. Anzi Kraus tornerà spesso a Parma, anche da grande artista affermato quale era, proprio perchè legato al pubblico di Parma, ed i parmigiani lo hanno sempre ripagato con il loro affetto. Ma erano altri tempi, altri artisti, ha ragione LANCILLOTTO, non ci sono più vivai da far crescere, solo mediatori da strapazzo, soldi, e artisti improvvisati.

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