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Spettacoli

Carmelo Rifici: "Raccontiamo l'Italia nel 'Buio'

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Francesca Benazzi

Buio apre il lungo mese di teatro di Incontemporanea Festival. E’ la nuovissima produzione di Fondazione Teatro Due scelta anche per l’inaugurazione della stagione 2010/2011. Un progetto di grande interesse, al via da questa sera alle 21 con repliche fino al 7 novembre, che schiera in prima nazionale assoluta otto attori sul palcoscenico, guidati da uno dei nomi di punta dell’attuale scena teatrale, Carmelo Rifici. Regista pluripremiato (ha vinto nel 2009 il premio Eti e nel 2005 quello della Critica) e "ronconiano", Rifici ha cominciato a pensare a «Buio» già due anni fa.

Come nasce l’idea del progetto?
«Volevo lavorare sul tema del buio, studiarlo prima su vari fronti per poi approdare a uno spettacolo - spiega Rifici durante una pausa dalle prove - . Ho iniziato con una serie di incontri con gli attori e con i miei collaboratori, tra cui Alessio Maria Romano, il coreografo che cura i movimenti in scena. Dall’elaborazione di tutto il materiale abbiamo fatto uscire una prima traccia: a quel punto ho contattato la drammaturga Sonia Antinori e le ho chiesto di seguire il lavoro per poter mettere su pagina scritta quello che stavamo facendo. Così è nato il progetto che ho proposto alla Fondazione Teatro Due, la quale lo ha appoggiato e finanziato».

Nello spettacolo si contrappongono due differenti piani: c'è l’affresco della nostra realtà contemporanea alternato a momenti di tempo sospeso, più onirici e «notturni». Che cosa rappresentano?
«Il buio è un tema molto grande. Abbiamo cercato di racchiudere due tempi nello spettacolo: c'è un buio per così dire metaforico e uno realistico, sviluppato all’interno di tre storie che abbiamo attinto dalla cronaca e da fatti personali, che rappresentano tre spaccati della nostra Italia. La sola dimensione della realtà ci sembrava non rispondere alle esigenze di parlare di un mondo "altro", del buio sconosciuto che ci si ripresenta nei sogni, nelle paure e nei desideri. Abbiamo deciso di sviluppare lo spettacolo rompendo questi momenti di forte adesione alla realtà con altri di segno più teatrale, in cui i personaggi si perdono nei loro sogni e desideri che il reale non riesce mai a esprimere».

Che tipo di recitazione ha chiesto agli attori?

«Hanno creato loro stessi i personaggi. Durante il lavoro spesso gli attori hanno proposto soluzioni che poi la Antinori ha elaborato nella scrittura drammaturgica. E’ stato da parte loro un lavoro autoriale».

E gli spettatori, con quale atteggiamento dovrebbero porsi alla visione dello spettacolo?
«Il pubblico dovrebbe solo lasciarsi andare a queste storie estremamente forti e toccanti, ma soprattutto a questo mondo particolare che per due ore gli proponiamo, tra stralci di realtà e "immersioni" in una dimensione irreale».
 

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  • gianfrancesco

    28 Ottobre @ 11.41

    'Buio' - Sono rimasto piacevolmente coinvolto da questa opera teatrale. Da non perdere per chi è vicino all'arte, alla cultura e alla vita politica quotidiana. Complimenti, davvero bravissimi, il teatro con questa rappresentazione ha guadagnato solo dei punti.

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