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Carreras: "Verdi? O lo si canta bene o lo si canta male"

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di Elena Formica

In principio fu Verdi. Anche per lui, per José Carreras. Bel ragazzo catalano - nerbo, fascino, poesia in una voce per la quale dieci anni dopo «Sua Direzione» Riccardo Muti avrebbe umilmente accettato di deporre la bacchetta e fare il pianista accompagnatore in una magica serata ravennate - «el joven tenor» vinse a Parma, nel 1971, il concorso per nuovi talenti verdiani indetto dalla Corale Verdi. Come premio gli toccò Puccini: una Bohème al Teatro Regio di Parma. Ma l’anno successivo ebbe ciò che meritava: il ruolo di Riccardo in Un ballo in maschera. Con lui la Dimitrova e Cappuccilli. Al Regio, allora, si toccava il cielo con un dito. José Carreras presiede quest’anno la giuria del Concorso voci verdiane «Città di Busseto», esperienza non inedita per lui, un ritorno alla guida del concorso che in Carlo Bergonzi, storia e mito dell’interpretazione verdiana, ha avuto la sua bandiera. Dopo alterne vicende, un’infelice  sospensione e l’ultima edizione presieduta da Tutino, fede e speranza vacillavano. Ma la provvidenza esiste e a Busseto ha elargito - vivaddio - José Carreras. Nel nome di Verdi, un grande artista capeggia la commissione. Sventato il rischio di una definitiva soppressione del concorso o del materializzarsi di un «presidentuncolo» senza blasone, le prospettive ora non mancano. 
Ma che cos'è la voce verdiana? «Non credo alle definizioni - risponde netto José Carreras -, anche se evidentemente il colore e il peso di una voce incidono sulla possibilità o meno di affrontare il repertorio verdiano. Il punto è un altro: Verdi si canta o bene o male». Ai semifinalisti, ieri, è stata data l’opportunità di esibirsi con l’Orchestra Verdi di Busseto diretta da David Giménez Carreras: « Un’ottima idea - commenta il presidente - grazie alla quale la giuria può valutare con maggior precisione le qualità dei concorrenti. Perché un conto è cantare accompagnati dal pianoforte, un altro è sostenere l’impatto con l’orchestra; inoltre è fondamentale dare ai giovani la possibilità di andare in scena, di cimentarsi in una vera e propria produzione operistica, come avverrà in questo caso con l’allestimento di Traviata nel quale verranno impegnati, sempre che emergano voci con caratteristiche adeguate, i finalisti del concorso». A proposito di Traviata: ieri si è appreso che l’opera (9-16-17 luglio) verrà allestita davanti alla Casa natale di Giuseppe Verdi a Roncole, definita «luogo simbolo nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia». Il binomio «Concorso voci verdiane-produzione operistica» non è nato per essere effimero, ma per durare. Sarà affidata a Carreras la direzione artistica di questo rilancio? «Non è escluso - ha detto il tenore - che io possa occuparmi del progetto, ma a certe condizioni. Bisogna infatti considerare che sono in attività con circa 60 concerti all’anno in giro per il mondo; inoltre vivo come prioritario l’impegno nella mia Fondazione per la lotta contro la leucemia. D’intesa con la Generalitat de Catalunya, stiamo realizzando a Barcellona un grande centro specializzato nella ricerca contro questa malattia, una struttura di 10mila metri quadrati con due campus medico-scientifici a Barcellona e Badalona. La Fondazione costruirà ed equipaggerà il centro e i campus, mentre la Generalitat ne finanzierà l’attività ordinaria. E’ un progetto straordinario. Non avrei mai immaginato, 22 anni fa, di arrivare a questo traguardo». A Davos, in occasione dell’ultimo World Economic Forum, il celebre tenore è stato premiato per l’impegno della Fondazione Carreras nella lotta contro la leucemia.  
 

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  • giuseppe masala

    20 Febbraio @ 21.20

    é molto importante che i giovani possano confrontarsi con una vera orchestra per tanti motivi, primo tra tutti al di là dell' impegno anche per la possibilità di essere sostenuti dall' orchestra, il pianoforte è uno strumento che permette di studiare il repertorio ma l'orchestra di sostenere il canto e di limitare tutti i riflessi negativi di compensazione al ritorno insufficiente. Spesso questo si sente ai concorsi di canto e spesso voci con grandi potenzialità vengono sparate a salve. Non si trascuri anche l'importanza dello studio col pianoforte per mettere in evidenza l' intonazione e la musicalità del cantante ma diamogli la possibilità di cantare in una condizione ottimale, un bel teatro, perchè no un pubblico e una giuria competenti sopprattutto nell' individuare i talenti più che nell' escludere i non pronti, le giurie sappiano indicare dei percorsi. Sono contento per questo concorso, ormai non ho più l'età per partecipare ma penso che per chi si mette alla prova sia un ottimo banco di prova, penso che Il maestro si sia messo degli scrupoli in più, che abbia centrato le esigenze, inoltre lo ringrazio e lo ammiro per tutto il suo impegno, per l'esempio personale e la passione che mette nei suoi progetti sia in campo artistico che umanitario. Averlo alla direzione artistica sarebbe un grande onore ma soprattutto una grande risorsa

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