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Spettacoli

Festival di Venezia: i nostri voti semi-seri ai film

Festival di Venezia: i nostri voti semi-seri ai film
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dal nostro inviato Filiberto Molossi

INFERNO

INJU
Lei è sado ma anche molto maso: lui, invece, è soprattutto un pirla. Si incontrano e fanno scintille: peccato che sia un thriller e si capisca chi è l’assassino dopo 10 minuti. Lui soffrirà molto. Lo spettatore però di più.
Voto: 2 (di stima)

MILK
Gli autori non muovono la macchina da presa nemmeno morti, pena il taglio della mano: se poi il rapporto madre e figlio è interessante, il dramma resta troppo ermetico. E il film, irrisolto. Specie quando il protagonista abbraccia il pesce siluro.
Voto: 5+

NUIT THE CHIEN
In una sera da colpo di stato, un tizio che deve salvare la pelle (sua e di una 12enne) trova il tempo di fare l’amore in una vasca da bagno ("non mi lavo da sei mesi!") indossando una maschera da lupo. E’ davvero una notte da cani: soprattutto per chi è in platea.
Voto: 3

PLASTIC CITY
Un regista di Hong Kong va in Brasile per seguire le gesta di un gruppo di giapponesi: già così sembra una barzelletta. In realtà è un gangster movie che sfonda nella new age più psichedelica, dove i protagonisti vendono merce taroccata. Sono così bravi che, alla fine, taroccano anche il film.
Voto: 4,5

IL SEME DELLA DISCORDIA
Corsicato torna (ma perché?) e sogna il primo Almodovar: andando invece a sbattere, tra una citazione e l’altra, contro la parodia del fotoromanzo. La Murino è tanta, ma era il caso di metterla in concorso?
Voto: 4/5

PURGATORIO

ACHILLE E LA TARTARUGA
L’autodistruzione dell’artista secondo Kitano: più intonato rispetto agli ultimi lavori, l’ultimo samurai si dà alla pittura. I quadri sono pessimi, il film no: ma c’è una buona mezz’ora di troppo.
Voto: 6

JERICHOW
Il postino suona solo una volta. Aria insalubre, eros, tradimento: lui, lei e l’altro in un film forse prevedibile e già visto, ma sempre sul punto di scoppiare.
Voto: 6+

GABBLA
L’on the road che potrebbe piacere a Wenders disegna una geografia e uno smarrimento che sono parte della cartina dell’anima: peccato che per i primi 70 minuti non accada nulla. Come due film: si consiglia di entrare al secondo tempo.
Voto: 6,5

UN GIORNO PERFETTO
Coppie scoppiate, bambini che guardano, tragedie già scritte: nel film imperfetto del turco d’Italia il melodramma supera il dramma. C’è forza, ma quando cade Ozpetek fa rumore.
Voto: 5,5

IL PAPA’ DI GIOVANNA
Avati è sempre lui: è un pregio o un limite? Forse entrambi: la storia è forte, così come il rapporto padre/figlia. Ma c’è un che di bozzettistico, di preparato. Orlando però è bravo: e in sala il film ha buone chances.
Voto: 5,5

THE SKY CRAWLERS
L’amore al tempo dei kildren, eterni bambini votati alla guerra. Tra <Top gun> e <Blade runner>, un cartoon romantico e filosofico. Ritmo non impeccabile, ma grande mano.
Voto: 6/7

TEZA
Qualcuno ha urlato al capolavoro: peccato però che l’inizio sia faticosissimo. Poi la seconda parte, tra cronaca e privato, conquista. Ma resta qualche crepa didascalica. Più Leone che gattino, ma occhio agli eccessivi entusiasmi.
Voto: 6/7
 
 PARADISO

L’AUTRE
Il film comincia con una che si dà una martellata in testa. Ahi. Ma il ritratto di donna allo specchio ha un suo fascino: come canta Vasco, in fondo, è tutto un equilibrio sopra la follia. Non è piaciuto a quasi nessuno: a noi sì.
Voto: 7-

BIRDWATCHERS – LA TERRA DEGLI UOMINI ROSSI
Bechis raccoglie l’urlo degli Indios: e lo amplifica tanto da farlo arrivare al Lido. Film coerente e serio, ha una forza primitiva: e non perde tempo in orpelli.
Voto: 7

THE BURNING PLAIN

Due storie che poi sono la stessa: il trucco c’è ma non si vede. Arriaga gioca col tempo, contando le bruciature, spesso indelebili, dell’anima. Charlize è da Coppa Volpi: e non soltanto perché nella prima scena si alza nuda dal letto.
Voto: 7+

THE HURT LOCKER
La Bigelow è una regista con le palle: lo dimostra anche qui, dove racconta il potere seduttivo della guerra e del pericolo, col suo carico esplosivo di adrenalina. Niente di nuovo sul fronte orientale, ma uno stile tosto e un  punto di vista non banale.
Voto: 7+

PONYO ON THE CLIFF BY THE SEA
La rivincita della semplicità: al cinema sovrastrutturato e a multistrati, Miyazaki oppone la sua tenerissima eco-fiaba transgenerazionale. Una carezza, là dove gli schiaffi spesso non servono.
Voto: 7+

RACHEL GETTING MARRIED
E’ vero, nasce un po’ vecchio: eppure funziona, eccome. La pecora nera torna a casa: Demme filma tutto come se fosse un documentario. Già visto, forse: ma comunque forte. E la Hathaway è bravissima.
Voto: 7+

SOLDATO DI CARTA
Più ci ripensi, più cresce: la conquista dello spazio, la morte del futuro, una base, di fango e solitudine, che non sembra  sulla Terra ma sulla Luna. E’ vero, si parla un po’ addosso: ma c’è talento. Un premio alla regia?
Voto: 7+

VEGAS: BASED ON A TRUE STORY
Scavate, scavate: qualcosa resterà. Un film indipendente girato con stile nudo e crudo sull’ossessione (solo americana?) del denaro facile. In una terra senza storia né valore, una parabola cativa e intelligente che vorremmo andasse a premio.
Voto: 7,5

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