Spettacoli

Bevilacqua: "Torno al cinema"

Bevilacqua: "Torno al cinema"
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 Alberto Bevilacqua di nuovo dietro la macchina da presa? Potrebbe accadere presto, secondo quanto lo stesso regista parmigiano (che vive a Roma) ha dichiarato al giornalista Achille Mezzadri (a sua volta parmigiano e a sua volta strajè, ma a Milano). L'intervista è pubblicata su Pramnzanblog . Ecco il passaggio che si riferisce al cinema


Lei ha lasciato il segno anche nel cinema, come regista. È possibile un ritorno?
Ecco, voglio regalarle una notizia, che non ho ancora detto a nessuno: torno al cinema. Sto lavorando a un progetto cinematografico. Non mi faccia dire di più. Però è così.
Come mai aveva lasciato il cinema nonostante il successo?
Sì, in effetti film come "La Califfa" e "Questa specie d'amore", tratti dai miei romanzi, avevano lasciato il segno. Ma poi mi accorsi che, quando cominciava la lavorazione di un film, rimanevo prigioniero di un meccanismo per un anno. Tipo: ci entravo, in questo meccanismo, il primo di gennaio e ci uscivo il primo di gennaio. Dell'anno dopo. Quindi a un certo punto capii che, per un film, perdevo un anno...
Adesso però ha voglia di riprovarci...
Sì, c'è un progetto. Vediamo. Come ho detto: ho concluso la mia opera omnia, sono state raccolte tutte le mie poesie... Ho tempo per dedicarmi ancora al cinema...
 

 

 

 

 

 

 

 

 


Tra le mie cose parmigiane (un buon pramzàn in esilio non può non aver portato con sé qualche "chicca", qualche reperto di parmigianità) ho trovato lo spartito dell'Inno a Parma, che fu composto, nel 1951, da Ildebrando Pizzetti, (Parma 20 settembre 1880 - Roma 13 febbraio 1968) su versi in djalètt di Renzo Pezzani (Parma 4 giugno 1898 - Castiglione Torinese 14 luglio 1951). Quella che possiedo è un'edizione de "La Famija Pramzana" e non mostra la data, però dovrebbe essere quella originale del 1951. Si tratta di una riduzione per canto e pianoforte, mentre la composizione originale di Pizzetti era nata per due voci (tenori e bassi o soprano e contralti) e orchestra. Il compositore, a quel tempo, era già famoso, ma non aveva ancora composto le opere liriche per le quali è ora maggiormente ricordato, vale a dire "La figlia di Jorio" (che è del 1954) e "Assassinio nella cattedrale" (che è del 1958). E Pezzani, che aveva 53 anni e viveva con la madre a Castiglione Torinese, sognando di tornare a Parma, era malato. In quell'anno, quindi negli ultimi mesi di vita, pubblicò la raccolta di liriche "Poesie a due voci" in collaborazione con Giuseppe Colli, scrisse la commedia "Al marches Popò" e "Inno a Parma". Nell'occasione della prima esecuzione, ad opera della Corale Verdi, Pezzani scrisse anche un centinaio di versetti dettati per i coristi di Parma. Fu il suo ultimo "regalo" ai parmigiani.

 

INNO A PARMA
Papav'r int al forment,
un ciost'r äd beli cesi,
e du boclen de srezi,
vecia con tutt i dent;
puten'na ch'a va a scola
e inco' la fa fogon
parchè la senta al bon
odor dla primma viola;
Pärma int al verd di prè
na tera benedetta,
un sam ad genta scetta...
"Viva la me citè"!
Tera da beli donni
col fogh int j oc apiè,
modeli da madonni
che'l cel al s'volta indrè;
na chitara posäda
che quand agh piäz la son'na,
e quand a ch'è la lon'na
la dventa inamoräda;
Pärma la me citè
stravacäda int al sol,
la canta cmè 'n lesgnol:
"Viva la libärtè"!

(Foto di Ildebrando Pizzetti, ritratto di Renzo Pezzani e riproduzione parziale dell'"Inno a Parma" edito dalla Famija Pramzana nel 1951).
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mercoledì 3 settembre 2008
Nel primo anniversario della morte del tenore REGIO E "LA VERDI" A MODENA PER PAVAROTTI
 

Era il 6 settembre. Erano le cinque del mattino. Un anno fa. A Modena, nella sua Modena, nella sua villa, moriva Luciano Pavarotti, uno dei più grandi tenori di tutti i tempi. Non era una gloria parmigiana, d'accordo, ma la musica non ha confini e la sua voce, e il suo carattere, avevano la solarità, la gioiosità, l'energia, di tutti gli emiliani. A Parma, Pavarotti, era considerato "uno dei nostri", il Teatro Regio era una delle sue tante case e il grande tenore bussetano Carlo Bergonzi era uno dei suoi più cari amici. A New York, quando entrambi erano "colonne" del Metropolitan, erano vicini di casa, si frequentavano spesso e lui, Pavarotti, chiamava Bergonzi "Campione". C'era dunquem anche un po' di Parma in Pavarotti ed ora sembra perfino normale che Modena, nella celebrazione ufficiale del "suo" Luciano, in occasione del primo anniversario della scomparsa, abbia chiamato l'Orchestra e il Coro del Teatro Regio di Parma. All'ex Teatro Comunale di Modena, ora denominato "Teatro Luciano Pavarotti", sabato 6 e domenica 7, alle 20,45 verrà rappresentata la Messa da requiem di Giuseppe Verdi, con un cast importante. Soprano: Daniela Dessì, mezzosoprano: Mariana Pentcheva, tenore: Francesco Meli, basso: Carlo Colombara. Direttore dell'orchestra: Aldo Sisillo; direttore del coro: Martino Faggiani. "Sarà un grande evento", mi ha detto il presidente della Corale Verdi, Andrea Rinaldi.

"Il coro del Teatro Regio sarà formato da un'ottantina di elementi e comprenderà, per una buona metà, coristi della "Verdi". Un grande onore per noi, per il Regio e per la città di Parma. Pensi che la rappresentazione della Messa da Requiem era stata prevista soltanto per sabato 6, l'anniversario della scomparsa del maestro Pavarotti, ma i biglietti sono andati esauriti così velocemente che è stata subito organizzata una replica per domenica 7". Non so se, al momento, i biglietti gratuiti per il 7 sono ancora disponibili, comunque è bene informarsi presso la biglietteria dei Teatri in via Scudari, a Modena.
(Nelle foto: 1) ricordo di Pavarotti; 2) La Corale Verdi)
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Ricordato alla Villetta il Generale Dalla Chiesa
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Parma ha ricordato questa mattina il ventiseiesimo anniversario della strage di via Carini, a Palermo, con la quale la mafia uccise il prefetto di Palermo, generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente di scorta Domenico Russo. "La fede del generale, la sua determinazione nel guidare i militari dell'Arma dei carabinieri", ha ricordato in un'intervista a ParmaOk il generale Benito Sergio Boscarato, suo collaboratore per tre anni "ci tranquillizzava".

(Foto by Enrico Ghirarduzzi per "Pramzanblog")
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Le interviste di Pramzanblog: Romana Gardani CHIAMATEMI PURE L'ARCHITETTO DELLE TORTE
 

 

 

Da quando è in pensione si può dire che lavora di più: esperta di informatica con una laurea in matematica, da quando non deve più "timbrare il cartellino", si fa per dire, passa le sue giornate, quando non è nell'orto, a studiare dolcissime architetture di torte. Dolci-spettacolo, direi, perché lei, Romana Gardani, un marito e una figlia di 19 anni, Camilla, plasma la glassa come Michelangelo il David. Gli acquirenti delle sue torte, quando si trovano davanti ai suoi capolavori, precipitano nello sconforto. Come mangiare, come distruggere con molari e incisivi queste delizie?
Cominciò a preparare torte creative perché sua figlia Camilla, quando aveva 12 anni, le chiese una torta ispirata alla "Collina dei conigli". Non faceva prima ad andare da un pasticciere? A Parma ce n'è di bravi.
Certo che ce ne sono di bravi, ma nessuno si avventura in questo genere di torte, perché sono troppo impegnative, richiedono molto tempo e verrebbero a costare troppo.
Adesso tutti vogliono le sue torte. Si sente una concorrente dei pasticceri di casa nostra?
Prima di tutto non è vero che tutti vogliono le mie torte. Ho molte richieste, è vero, ma non mi sento una concorrente di nessuno.
Quanto tempo impiega per prepararle?
Dipende. Sono molto diverse l'una dalle altre, quindi anche l'impegno è diverso. Escluso il tempo di progettazione, che comunque va tenuto presente perché a volte dura anche giorni, dovrei fare una divisione in tre tipi di torte: semplici, 6 ore, di medio impegno, dalle 10 alle 12 ore, quelle veramente complicate, come una che feci sul "matrimonio degli gnomi",  fino a 60 ore. Ma più una torta è complicata e più mi piace.
Fa tutto da sola o qualcuno la aiuta?
Aveva cominciato ad aiutarmi mia figlia, ma ora non più, perché si scontrerebbero due forme di creatività: allora diventa difficile.
In una torta ha "ricostruito" il Battistero. Si è ispirata anche ad altri monumenti cittadini?
No. Però ho "ricostruito" la Pieve di Gaione. Sono andata sul posto, ho scattato un sacco di foto, poi ho costruito perfino un modellino in scala della Pieve. Alla fine ho preparato la torta. Un successone.
Quali sono le richieste più singolari che ha ricevuto?
Be', di richieste veramente singolari non ne ricevo perché generalmente chi mi chiede una torta lascia carta bianca alla mia creatività. Si fidano. Io, ovviamente, prima di partire con un progetto, faccio molte domande all'acquirente. Voglio conoscere il motivo per il quale devo preparare il dolce, e poi le sue caratteristiche, i suoi gusti, i suoi hobby... Insomma, un'indagine quasi da detective, o da psicologo, per poi farmi venire un'idea originale. Ho riprodotto un Pulcinella, una Mini Cooper, una Ferrari. Per quest'ultima torta gli invitati alla festa sono stati lì dieci minuti a rimirarla e a fotografarla, non ci decidevano mai a mangiarla... E un bambino disse: "Ma poi si muove?". E un'altra volta ho fatto una torta ispirata ai romanzi di Harry Potter, per il compleanno di un altro bambino. Lo sa cos'è successo? Che i suoi genitori all'ultimo momento hanno dovuto correre da un pasticciere "normale" per poter guardare ancora almeno uno, due giorni, il mio "capolavoro".
La torta che le ha dato più soddisfazioni...
Più di una. Però ho scatenato tutta la mia creatività in una torta per le nozze d'argento di due coniugi. Ho costruito un ring e ho piazzato i due sposi agli angoli, seduti sugli sgabelli, con i volti un po' sfatti. Al centro del ring ho piazzato un bouquet da sposa con qualche fiore spelacchiato. Ha avuto grande successo.
Lei tiene anche dei corsi di torte creative, vero?
Sì. Finora li ho tenuti qui a Parma. Ho avuto soprattutto allieve. Un solo uomo. Molto brave.
Non è che poi queste allieve supereranno la maestra?
Modestamente, penso che sarà difficile, anche se sono davvero brave. Ma sa, io ho cominciato molto prima di loro. Ce ne vuole del tempo prima di arrivare a certi risultati. Io ho affinato certe tecniche con gli anni.
Quando era bambina dove andava a comprare (e mangiare) le paste?
Alla Pasticceria Folli, vicino a Barriera Repubblica. Erano buonissime.
Ha ricordi della storica Pasticceria Bizzi, in piazza Garibaldi? Dei suoi babà?
Dei babà non ho ricordi, ma della Pasticceria Bizzi eccome. Era famosa. Peccato che non ci sia più da tanti anni.
I grandi pasticcieri in genere inventano qualche dolce nuovo. E lei? È soltanto un architetto della torta? Inventa soltanto le forme?
È corretta la definizione di "architetto". Mi attira infatti soprattutto la forma, il "vestito". No, non invento dolci nuovi. Però, modestamente, le mie torte sono anche buone.
Che cos'è per lei la parmigianità?
Premetto che io sono parmigiana, sì, ma di adozione, perché sono nata nel Cremonese e sono arrivata qui a 11 anni. Ecco, io amo molto Parma, ma posso fare una critica? Penso che i parmigiani, non tutti per carità, abbiano un po' di puzza sotto il naso. Se la tirano un po', ecco.
Torte a parte, come se la cava in cucina?
Sì, ma senza cadere in un impegno esasperato come faccio con le torte. Per esempio preparo i tortelli d'erbetta, ma non altri piatti più laboriosi, come gli anolini, per i quali bisogna preparare lo stracotto... E comunque preparo anche il nocino, e il bargnolino, con il prunolo del mio orto...
Concludiamo tornando alle sue specialissime torte: qual è il commento più curioso che ha ricevuto sulla sua singolare attività.
Visto l'impegno che ci metto e il tempo che mi portano via queste torte, le amiche mi dicono spesso: T'sì mata.
Achille Mezzadri
(Nelle foto, dall'alto, per gentile concessione di Romana Gardani /COPYRIGHT/ e di Ivano Zinelli /COPYRIGHT/: 1) Romana Gardani con la torta dedicata a "ParmaTaste"; 2) Le nozze degli gnomi; 3) La giostra, 4) La Gardani e la Torta del Battistero sulla "Gazzetta di Parma"; 5) Tributo al parmigiano-reggiano; 6) La Pieve di Gaione)
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martedì 2 settembre 2008
EDITORIALINO: Il correttore di bozze
 

Questo blog ha dei lettori fedeli, ma anche preziosi. Perché leggono con grande attenzione gli scritti e, se è il caso, fanno le pulci. Bonariamente, per carità, alla pramzàna. A un lettore che si firma "Maganuco", per esempio, non sfuggono le sviste di ortografia. A Enrico Maletti di "Parma in dialetto" quelle (che sono tante) sul djalètt. Loro segnalano. E io correggo. E ringrazio di cuore. Perché le loro segnalazioni sono utilissime. Se "Pramzanblog" fosse un giornale vero avrebbe i correttori di bozze. E di queste sviste, o errori in qualche caso, loro si occuperebbero. È il loro mestiere. Ma qui voglio aprire un breve discorso. Ci sono ancora, nei giornali, i correttori di bozze? Io, nella carta stampata, ci ho lavorato più di quarant'anni e ne ho visti tanti di correttori. Ai miei tempi, alla Gazzetta di Parma, c'era il mitico Agostino Landini, poi tanti altri bravi giovani che hanno fatto carriera. Anche a Milano ho conosciuto tanti bravi correttori, alcuni di loro sono poi diventati giornalisti e hanno fatto anche buone carriere. Il lavoro del correttore sta proprio qui: leggere analiticamente il testo, non c'è bisogno di comprenderlo, basta "spiare" ogni angolo della frase, mettere le virgole e gli accenti al posto giusto, correggere i refusi, scoprire gli strafalcioni grammaticali e ortografici, avvertire i giornalisti se ci sono incongruenze, palesi inesattezze. Il correttore di bozze è (era) un preziosissimo aiuto per giornalisti e per scrittori. Pensate che, per problemi di bozze, s'è perfino rovinato il matrimonio di un famoso scrittore... Ora però mi pare di capire che la figura storica del correttore di bozze sta scomparendo (e in molti casi è già scomparsa). Lo si vede dalla castronerie che si trovano ovunque, anche su giornali "mitici" come il Corriere della Sera, La Repubblica e La stampa. Anche on line. Sì, anche on line. Pochi giorni fa per esempio, stavo preparandomi a pubblicare un post sull'anniversario del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa che sarà celebrato domani alla Villetta, quando dall'Ade mi è arrivato un comunicato. Nell'intestazione della e-mail parlava di 26° anniversario ma, ahimè, nel comunicato, per un evidente refuso, c'era scritto 25°. Pazienza. Può succedere. Ma poi, su due quotidiani on line di Parma (che non cito perché non ho nessuna intenzione di offendere e impermalosire nessuno) è stato riportato pari pari il comunicato dell'Ade con il riferimento al 25° anniversario. Ecco, non per spirito di corpo, ma riesco a capire che un giornalista, preso da mille notizie e dalla fretta, non si accorga di un refuso... Ma il correttore di bozze di una volta l'avrebbe subito individuato...
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lunedì 1 settembre 2008
Le interviste di Pramzanblog: Giuseppe Mezzadri PER ANNI SONO ANDATO IN GIRO PER OSTERIE ALLA RICERCA DELLA VERA ANIMA DI PARMA
 

Per quarant'anni dirigente alla Barilla. Poi, finalmente, libero di costruire il suo castello della parmigianità. Di andare per osterie (quando c'erano ancora) a cercare storie antiche, lazzi e fantasie del popolino, barzellette (spessissimo attribuite a Stopaj anche quando non era vero), a ritrovare le radici, per farle scoprire ai giovani e non farle dimenticare a chi è già avanti in età. Si chiama Mezzadri, come me, ma non siamo parenti. Giuseppe Mezzadri ha 68 anni, è vicepresidente di "Parma Nostra", è autore di tre libri parmigiani, Apen'na da biasär, Riz e vérzi, Pärma e Brazil, ha due figli e una nipotina di 8 anni, Giulia, alla quale insegna il dialetto.
Pramzanblog lo intervista. Ma non finisce mica qui.
Ha scritto tre libri, però il critico Giuseppe Marchetti l'ha definito aneddotista. Offeso?
Mo gnan' p'r insonni! Marchetti ha centrato perfettamente. So giudicare anch'io quello che scrivo. Gli scrittori sono un'altra cosa. Giorgio Torelli, per esempio, da un episodio ti tira fuori dieci pagine. Mi g'ho bizognn äd déz anédot par fär 'na pàgina. A ognuno il suo mestiere. A Parma c'è una filastrocca, non è mia per carità, ma è divertente, anche se un po' irriverente, e gliela dico:
Ognón al so mestér / I pu cojón int i carabinér / Coj ch'a gh vansa int il guärdj d' finànsa / E se po' a gh nin résta un quälchidón / Int il guärdj dal cmón.
Lei girava per osterie, quando c'erano...
Sì. Sempre con l'orecchio teso. A cogliere, catturare storielle. Adesso sembrerà strano, ma ho meno tempo di prima. Però, se potessi, basterebbe andare in Cittadella, mettersi vicino a quei vecchi che giocano a carte. Il segreto è non fare domande dirette. Chiedere per esempio: mi racconta una storia? Bisogna invece stare lì e scoltär. Tgnir ilj orecci lärghi cme un lorètt. Tener le antenne dritte.
Qual è, tra Sicuri, Cilién, Stopaj e Gorilo la "macchietta" parmigiana che più le sta simpatica?
Be', Sicuri era il più profondo, forse. Ma Gorilo faceva morir dal ridere. Per esempio andava in bicicletta, poi scendeva all'improvviso, faceva una specie di salto mortale e poi risaliva sul sellino. E diceva: Dì a De Gasperi ch' l' al faga lù, s'l è bón.

Che qualità deve avere una persona per essere considerata un parmigiano doc? Quali sono insomma le peculiarità di un parmigiano?
Sentirsi "proprietari" della città. Io cammino per strada e sento che è "mia". La città è di tutti ma è anche "mia". E poi siamo sanguigni, a volte un po' ribaldi. Non dimentichiamo le barricate del '22. Ecco, i soprusi, a Parma, non sono molto graditi. Ci si ribella.
Il dialetto parmigiano ha un futuro?
Dovrei dire di no. E non so se neanche l'italiano ha un futuro. Ma io faccio finta che abbia un futuro... Pessimista io? Si ricordi che il pessimista è un ottimista ben informato... Comunque io la mia parte la faccio. Il dialetto l'insegno alla mia nipotina Giulia, che ha 8 anni.
Tra i giovani parmigiani d'oggi è sentita la parmigianità?
Un cicinén sì. Il problema sta nel fare un bel lavoro nelle scuole. E' lì che può partire il futuro del dialetto parmigiano. Bisogna trovare persone che abbiano capacità, tempo e voglia di insegnare agli insegnanti. Dopa la sträda l'è spjanäda. Ma ci vuole tempo a disposizione. Adesso per esempio, io sto molto in casa. A' fagh al rezdór in ca.
Qual è secondo lei la più bella poesia dialettale di Parma?
La nòna a l'ospedalén, di Alfredo Zerbini.
E la canzone?
La rondanén'na.
Ha ancora senso ricordare Maria Luigia, il Petitot, Bodoni?
Certo che ha senso. non bisogna esagerare, però. A volte sembra che, sentendo parlare un parmigiano, non ci sia altro nella nostra storia, nel nostro presente, nel nostro futuro... Ricordo che il vescovo Benito Cocchi una volta nella sua omelia disse: "Parma non può vivere di nostalgia di defunte duchesse...". A l' gh'äva ragión. In fondo, tirare sempre in ballo Maria Luigia, Verdi, Toscanini, è un po' un business. Sono citazioni, a parer mio, spesso ad uso turistico.
Secondo lei i parmigiani seguono con vera partecipazione eventi come la mostra sul Parmigianino di 5 anni fa o quella prossima sul Correggio?
Sì, ho captato una certa partecipazione. Ma i parmigiani sono un po' particolari nella loro "partecipazione". Faccio un esempio calcistico. Quando il Parma vince dicono: Äma véns. Quando il Parma perde dicono: L'ha pèrs.
Lei è stato o è un loggionista?
No. Ho altri difetti, ma quello no.
Quanti tra gli stranieri che hanno "invaso" Parma potranno diventare "parmigiani di ritorno"?
Ce ne saranno, ce ne saranno. E ce ne sono già. Io per esempio ho conosciuto Alì, un fornaio che porta il pane dal mio panettiere. Al pärla al djalètt. Poi conosco una famiglia di albanesi. Papà e mamma dicono che, quando tornano in Albania, le loro bambine si sentono perse. Non vedono l'ora di tornare a Parma. Si sentono già parmigiane. Sì, sì, l'integrazione è possibile.
Mi regala una barzelletta, breve, in parmigiano?
In un ristorante tipo "nouvelle cuisine", dove si spende molto e si mangia poco, il cameriere si avvicina al tavolo di un signore che ha appena terminato di mangiare il secondo e chiede:
"Scusi, come ha trovato la bistecca?"
"Intant ch'a spostäva du fazó".
Achille Mezzadri
(Nelle foto, dall'alto: 1) Giuseppe Mezzadri; 2) Mezzadri visto dalla nipotina, qualche anno fa; 3) La copertina del terzo libro di Mezzadri, "Pärma e Brazil")
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Dal Comune arrivano notizie su via S.Remo...
 

Che Pramzanblog cominci a essere letto dalle "alte sfere" della città è ormai cosa assodata. Ricordate quel post che ho intitolato "Se un pramzàn" chiede aiuto a Pramzanblog..."? Ecco, un lettore, il signor Mauro Raschi, aveva scritto spiegando, in modo molto educato e costruttivo, il problema del degrado in via S.Remo. Ero rimasto sorpreso dal fatto che un lettore si rivolgesse, oltre che al Comune e alla "Gazzetta di Parma", proprio a Pramzanblog. Ed ora seconda sorpresa: l'assessore Cristina Sassi (Politiche e Servizi per la Tutela dell'Ambiente, Igiene Pubblica, Progettazione e manutenzione del verde pubblico) ha risposto con una e-mail al signor Raschi e, per conoscenza, anche a... Pramzanblog. Quale onore.
Ecco la lettera:
"Egregio sig.Raschi,
Prendiamo nota con piacere delle sue segnalazioni che testimoniano in modo inequivocabile il suo alto senso civico, perla rara oggi giorno. Siamo a conoscenza dei raid dei vandali che gravitano in zona e che più volte sono stati segnalati alle forze dell'ordine; per quel che mi compete il ripristino dell'area è una priorità a cui abbiamo dato seguito in base alla normale calendarizzazione e che è stata eseguita la settimana scorsa.
Abbiamo rimosso anche i gazebo, danneggiati presenti all'interno dell'asilo: sarà nostra premura ricollocarli una volta previsto maggior controllo. Per quanto riguarda l'impianto di irrigazione, non è stato previsto in linea con le direttive per il contenimento di consumo idrico, mentre per quanto riguarda gli alberi, può succedere che nei primi anni alcuni alberi incontrando difficoltà di adattamento con il terreno, possano morire. Verranno sostituiti in base ad un preciso calendario di nuove piantumazioni.
Distinti saluti."
Questa lettera sì che sono felice di pubblicarla! Vuol dire che il collegamento Comune-Cittadini può funzionare...
(Nella foto: I gazebo dell'asilo di via S.Remo: sono stati tolti)
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Oggi sono passati 40 anni dal trionfo di Imola ANCORA GRAZIE, VITTORIO ADORNI!
 

Il 1° settembre 1968, a Imola, Vittorio Adorni conquistò il titolo mondiale di ciclismo su strada. Fu una splendida cavalcata solitaria che io non potei seguire in Tv perché stavo raggiungendo Bucarest, sotto il rischio dell'invasione sovietica. Quando arrivai al mio albergo, stanchissimo, dopo 1000 chilometri filati, da Belgrado fino alla capitale rumena, telefonai a Parma e per prima cosa chiesi: "Com'è andato Adorni?".
(Nella foto: La prima pagina della "Gazzetta di Parma" dopo il trionfo di Adorni a Imola)

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4 - 7 settembre: Il centro diventa un salotto
 

Be', dire che a Luca Sommi, responsabile dell'Agenzia agli eventi culturali e speciali del Comune di Parma, piaccia dormire sugli allori sarebbe proprio una bella bestemmia. In attesa dell'evento dell'anno, la Mostra sul Correggio, infatti Sommi ha messo in piedi un altro bell'appuntamento, la seconda edizione di "Settembre italiano": quattro giornate di incontri con scrittori, giornalisti e personaggi della Tv. Da giovedì 4 a domenica 7 il centro storico di Parma si trasformerà dunque in un grande salotto dedicato al dibattito di qualità, ospitando vari personaggi di primo piano. "Un modo per fare il punto della situazione nel nostro Paese attraverso le diverse discipline di espressione umana", dice Sommi "e la giusta apertura di un autunno culturale parmigiano che culminerà con la mostra su Correggio il 20 settembre e il Festival Verdi il primo di ottobre". Ma ecco gli appuntamenti, tre al giorno: uno alle 18,30 in via Farini e due alla sera, il primo alle 20,30 il secondo alle 22,30, in Piazza Garibaldi.
Giovedì 4: In via Farini, LAMBERTO SPOSINI ("La notizia prima di tutto"). In Piazza Garibaldi: GIORDANO BRUNO GUERRI ("Gabriele D'Annunzio. L'amante guerriero") e poi ALDO BUSI ("Botta e risposta con Aldo Busi").
Venerdì 5: In via Farini, GIUSEPPE SCARAFFIA ("Dandy e cortigiane"). In Piazza Garibaldi, PAOLO VILLAGGIO (a confronto con il pubblico su "Storia della libertà di pensiero") e poi OLIVIERO TOSCANI ("Creativo sovversivo").
Sabato 6: In via Farini, ALESSANDRO ROSTAGNO ("La televisione secondo me"). In Piazza Garibaldi, GIULIANA SGRENA (dibattito sul suo libro "Il prezzo del velo") e poi MASSIMO FINI ("Il ribelle dalla A alla Z").
Domenica 7: In via Farini, GIAMPAOLO PANSA ("I tre inverni della paura"). In Piazza Garibaldi, ENRICO GHEZZI ("Paura e desiderio tra cinema e tv") e poi ACHILLE BONITO OLIVA ("Dialoghi d'artista" sull'arte contemporanea).
Peccato che Pramzanblog va in ferie.
(Foto: dall'alto e da sinistra a destra: Enrico Ghezzi, Paolo Villaggio, Aldo Busi e Oliviero Toscani)
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domenica 31 agosto 2008
Il 3 settembre si celebra il 26° anniversario QUANDO IL TENENTE DALLA CHIESA SGOMINAVA LE BANDE DEL FORMAGGIO NEL PARMENSE
 

 


Ventisei anni. Sembra ieri. Venerdì 3 settembre 1982, alle 21,10, in via Isidoro Carini, nel centro di Palermo, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, prefetto del capoluogo siciliano, cadde in un agguato mafioso, perdendo la vita insieme con la seconda giovane moglie, Emanuela Setti Carraro e un agente di scorta, Domenico Russo. Un crimine tremendo, che rese tutti sgomenti, che mise l'Italia in ginocchio: l'Italia per bene, l'Italia del lavoro onesto, l'Italia nemica della mafia. Dalla Chiesa, un grande militare, un uomo che aveva dedicato la sua vita all'Arma dei Carabinieri, era prefetto di Palermo e fu proprio forse quell'alto incarico, che lui esercitava con fermezza, con alto senso dello Stato, ad avviarlo verso la condanna a morte. Era un uomo famoso in tutta Italia, il generale, ma a Parma ancora di più. Non era parmigiano di nascita (nacque a Saluzzo, in provincia di Cuneo), ma a Parma lasciò radici profonde. Figlio di un generale dei carabinieri, Romano Dalla Chiesa (che nel 1955 divenne vicecomandante generale dell'Arma) e di Maria Laura Bergonzi, (scomparsa l'11 settembre 1986) si era laureato a Bari in giurisprudenza e in scienze politiche e durante la guerra, nel 1942, era entrato nell'Arma dei Carabinieri.  Con la liberazione di Roma fu destinato al comando della tenenza di Roma Parioli, che resse fino al 12 aprile 1945, quando fu inviato al seuito della Quinta Armata americana per organizzare il Gruppo Carabinieri di Parma, dove rimase, dopo la Liberazione, come comandante della tenenza di Salsomaggiore e della Compagnia Interna di Parma. Era il 1945. Il tenente Dalla Chiesa aveva solo venticinque anni, ma era già un militare di grande coraggio ed esperienza. Quelli erano tempi duri, nel Parmense come in tutta Italia. Il confine tra delinquenza politica e delinquenza comune era quasi invisibile.
 

 

 

 


Nel nostro territorio imperversavano le bande del formaggio. Erano tante, non collegate tra loro. Ma quasi per un tacito accordo, si "spartivano" i caseifici, che terrorizzavano con le loro incursioni. La tecnica era la solita, uguale per tutte le bande. Arrivava un camioncino sul quale stavano alcuni uomini e una mitragliatrice. Si fermava davanti al caseificio, partiva una raffica e... il gioco era fatto. I lavoratori del caseificio, terrorizzati, si "arrendevano" e i banditi andavano a fare razzia di formaggi. Ecco, proprio in quel periodo, nel Parmense, il giovane tenente Dalla Chiesa fece valere le sue grandi doti e, coordinandosi in modo esemplare con il questore di allora, Spanò, mise a segno straordinari colpi che nel giro di un anno misero in ginocchio queste bande, fino a eliminarle del tutto. Il 10 giugno 1946 il Tenente Dalla Chiesa fu poi destinato al Comando della Compagnia di Casoria (Napoli).
 Ma i legami con Parma restarono, al punto che, molti anni dopo, già Alto Ufficiale, decise di far costruire una tomba di famiglia, la stessa dove ora è sepolto e dove, mercoledì 3 settembre, alle 10,30, avrà luogo una cerimonia, organizzata dall'Ade e dal Comune di Parma, alla presenza dei famigliari, delle autorità cittadine e dell'Arma dei Carabinieri. (Il ritrovo è fissato alle 10,15 all'ingresso principale).
(Nelle foto, dall'alto: 1) il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa; 2) La prima pagina della "Gazzetta di Parma" con la notizia della strage; 3) La prima pagina de "Il Giorno"; 4) Il funerale di Dalla Chiesa, al quale partecipò il Presidente della Repubblica Sandro Pertini; 5) Il generale con la moglie Emanuela Setti Carraro; 6) La tomba alla Villetta)
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Parmigiani attenzione, non c'è solo il calcio...
 

Ho già parlato di rugby. E lo faccio anche oggi. E lo farò ancora. Capirete, è una malattia. Uno che ha visto giocare Sergio Lanfranchi. Uno che ha visto giocare Giancarlo Degli Antoni. Uno che è stato in classe con due dei fratelli Venè. Uno che ha avuto come cugino l'indimenticato arbitro internazionale Geo Tolentini. Come può non parlare di rugby. Ma oggi lo faccio per una bella campagna lanciata dalla parmigiana Areaitalia per l'avvio della campagna abbonamenti dell'Overmach Rugby Parma. Per chi non conosce già i prezzi: 120 euro tutto il campionato e la Coppa Italia, la metà per le donne, gratis per i bambini e i ragazzi sotto i 15 anni. Con questi soldi non si vede nemmeno una partita di serie A in tribuna... Mi direte: sì, ma nel campetto di Moletolo... E io rispondo: mandiamo giù il rospo. Quello che conta è come si gioca e non dove si gioca. Vedremo. Comunque: un gran in bocca al lupo alla Rugby Parma e a tutto il rugby parmense (quindi Gran, Colorno e Noceto).
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EDITORIALINO Quando il Parma tornerà in A
 

Lo dico con largo anticipo, per non mescolarmi poi alla folla di "critici della domenica" che, verso la fine del campionato di B appena cominciato, quando il Parma sarà già con un
piede, se non con due, in serie A, grideranno a piena voce "io l'avevo detto". Così io lo dico subito: di calcio, lo ammetto, ne so meno di chi ne sa poco, però "sento" che questo Parma, messo in piedi da Ghirardi e Berta con tanta passione, tornerà subito in A. "Ma se ha fatto quasi pena, soprattutto in difesa, all'esordio con il Rimini...", mi diranno in molti. Io non ho visto la partita, però, da quello che ho letto, alcuni timori possono sembrare giustificati. Comunque "sento" che il Parma andrà in A per due semplici motivi, che hanno un nome e un cognome. Il primo: Julio Cesar Leon. Il secondo: Alberto Paloschi. Con due signori così come si fa a non andare in A? Poi mi direte Pavarini. Poi mi direte Troest. Poi mi direte (lo so, lo so, non tutti) Cristiano Lucarelli. Poi mi direte Mariga. Invece io insisto, e nessuno ne abbia a male, con Leon e Paloschi. Il problema dunque, secondo me, non sta nel dubbio se il Parma tornerà, o no, in serie A. Ci tornerà, ci tornerà (perfino se dovessimo fare una figuraccia domenica prossima ad Albino). Io vado oltre la promozione. Sono già sintonizzato sulla campagna-acquisti vendite della prossima estate. Come dire che mi metto avanti col lavoro. Che cosa accadrà? Paloschi, dopo la caterva di gol che avrà segnato in gialloblu, diventerà interamente del Parma? Luca Cigarini lascerà l'Atalanta e tornerà? Daniele Dessena lascerà la Sampdoria e tornerà? Quando i due gioiellini sono andati via, è stato detto che si trattava soltanto di una soluzione provvisoria, che poi, riconquistata la massima serie, sarebbero ritornati all'ovile. Sarà così? E' lì, all'estate prossima, che attendo al varco la dirigenza del Parma, Ghirardi in testa. Riuscirà a farsi scippare anche Paloschi, Cigarini e Dessena come è già successo con Giuseppe Rossi? Spero proprio di no. Comunque, ne riparleremo.
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venerdì 29 agosto 2008
ANTONIO BATTEI, RENZO PEZZANI, ENRICO MALETTI: CHE TRIO PRAMZÀN...
 

 

 

Che fossero due libri attesi è dir poco. Ma adesso sono in libreria e presto saranno presentati ufficialmente. Sono "Cameriere... un articiòch" (parole curiose e bizzarre del dialetto parmigiano, con un dizionario di Renzo Pezzani), a firma di Antonio Battei e Enrico Maletti, e "Proverbi e modi di dire in djalètt pramzàn", a firma di Antonio Battei e Renzo Pezzani. L'editore è, ovviamente, Battei. "Cameriere... un articiòch", 128 pagine, testo indialetto con traduzione in italiano, 12 euri e 50, entra nella collana "Musa dialettale parmense" ed è una divertente raccolta delle parole più curiose del dialetto parmigiano, con un'introduzione di Giuseppe Marchetti. Il libro è diviso in due parti: nella prima c'è il dizionario delle parole e delle espressioni più bizzarre, nella seconda il "Dizionario Parmigiano - Italiano ordinato per materia" scritto negli anni Venti da Renzo Pezzani.
"Proverbi e modi di dire in djalett pramzan", 80 pagine, 10 euri, fa pure parte della collana "Musa dialettale parmense", che è una breve raccolta delle espressioni più tipiche del vernacolo parmigiano, illustrata con le fotografie dei luoghi più famosi della città di Parma e realizzata in formato tascabile. I due libri sono dedicati al grande Renzo Pezzani, in occasione dell’anniversario della sua nascita (1898-2008).
(Nelle foto: Antonio Battei, Renzo Pezzani, Enrico Maletti e le copertine dei due libri)
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Le interviste di Pramzanblog: Fogliazza CRITICO TANTO PARMA E I PARMIGIANI PERCHÉ È UN MODO PER DIMOSTRARE IL MIO AFFETTO
 
Fogliazza che dice "Strana città Parma, non fai a tempo a essere te stesso che ne hanno già fatto una moda". Fogliazza che con le sue vignette mette alla berlina l'ufficialità, l'eventismo, il celebrazionismo. Fogliazza che ironizza su Parma ma che le vuole un bene esasperato. Fogliazza che irride ai luoghi comuni e si scopre anche attore per celebrare la memoria. Ma chi è questo Fogliazza? Ecco: Gianluca Foglia, classe 1971, sposato con Anna, padre di Jacopo, un anno e mezzo e di Nicolò, 6 mesi, vignettista satirico di "Polis Quotidiano", illustratore, fumettista, ex operaio, con 12 anni di turni in fabbrica. E' il volto dell"altra Parma", quella dei "vogliamo costruire qualcosa di diverso", quella dei "non vogliamo dimenticare i guasti del passato", quella dei "smettiamo di tirarcela", quella dei "smettiamo di essere un paese di provincia". Arguto, dissacrante, cinico, ironico, spiritoso, battutista, geniale. Chi lo conosce può aggiungere qualche altro aggettivo? Chiaro che un personaggio così non poteva mancare nella galleria di interviste di "Pramzanblog".

Che cosa ricorda della sua infanzia?
Sono cresciuto in piazzale Maestri, quando calpestare le aiuole non era ancora "reato". Facevamo partite memorabili. Io allora sognavo di diventare un calciatore. E' un bel luogo comune: qual è il bambino che non sogna di diventare calciatore? Sì, ci sono caduto anch'io.
Che scuole ha frequentato?
Dopo le medie il Toschi, il liceo artistico. Ma non sono arrivato al diploma. Non ero uno studente modello. Non mi piaceva studiare. Poi ho capito che cosa ho perso. Ma devo molto alla mia ignoranza. Perché poi ho dovuto darci dentro per sanare le mie lacune. Nella vita ho imparato tante cose, giorno dopo giorno. Per esempio due anni fa ho avuto la fortuna di conoscere un ex partigiano. Mi ha aperto un mondo che non conoscevo. Ho puntato la mia attenzione sulle storie di donne partigiane. Da lì è nato il mio primo spettacolo teatrale, "Memoria indifferente".
Lei ha lunga esperienza di fabbrica: che cosa le ha lasciato?
Molto. Un bagaglio di esperienza formidabile. Ma adesso, da tre anni, ho la fortuna di vivere del mio lavoro di vignettista, illustratore, fumettista. Collaboro quotidianamente con "Polis Quotidiano", faccio l'illustratore di libri per ragazzi con un piccolo editore, Sale in zucca, ho creato dei fumetti didattici per il Coni. Mi è stato chiesto di progettare la mascotte del Giro d'Italia dell'anno prossimo. Il primo "step" è andato bene, adesso vedremo che decisione verrà presa. Insomma, mi gira bene. Ma la soddisfazione più grande è poter fare il papà. Vivo libero, a casa mia, lavoro a casa mia, posso portare i miei bambini nel parco, è la gioia più grande.

Quando ha cominciato a disegnare?
Quindici anni fa. Oltre che il sogno del calciatore, allora sognavo anche di diventare un grande scrittore. Il mio idolo era Milan Kundera. Scrivere è difficile. Allora, visto che io sono pigro, devo proprio alla pigrizia la mia decisione di dedicarmi al disegno. Disegnare è più immediato, si arriva più dritti, velocemente, allo scopo.
Lei si considera un artista?
No, un artigiano.
La creatività si può sposare con la parmigianità?
Certo. Il progetto della metropolitana leggera è un aspetto creativo di Parma: fare buchi nella città per il metrò leggero. Così com'è "creativa" una città che più che far decollare gli aerei dal suo aeroporto sopprime alcune tratte... Com'è "creativo" andare avanti con "Cibus" mentre non ci sono le strutture per sostenere questo indotto. Spero che abbia colto lo spirito di ironia.
Parma è una città colta? Che cosa pensa degli eventi culturali che si celebrano in città?
Io rimango abbastanza imbarazzato dagli eventi culturali di Parma. E' tutta una réclame... Verdi, Maria Luigia, Parmigianino, Correggio... Autoreferenzialità.

Si può fare satira a Parma? Lei con le sue vignette ha preso, e prende, di mira, molti personaggi della città. Non se la prendono?
Non ho mai avuto reazioni dirette da loro. Non so se se la prendono o no. Qualcuno però è ben felice dei miei strali. Per esempio Luca Sommi, l'organizzatore della mostra sul Correggio. Io non lo chiamo mai Luca Sommi nei miei interventi. Lo chiamo "Ciccio Ammicca", per il suo modo di fare da "piacione" che ammicca sempre davanti all'obiettivo del fotografo. Lui non se la prende. Anzi mi dice: guai se cambi tono...
Lei ha preso di mira anche il matrimonio di Francesca Strozzi, il volto più popolare di Tv Parma, con l'imprenditore Davide Anzani...
E come potevo tirarmi indietro? Quel matrimonio, alla Villa del Ferlaro, nel Comune di Collecchio, era un evento mediatico. Il sindaco Pietro Vignali non poteva celebrare il matrimonio lì, perché lui è sindaco di Parma e non di Collecchio. Allora il matrimonio vero è avvenuto in Comune, a Parma. Alla Villa del Ferlaro, davanti a 130 invitati, c'è stata una sceneggiata del matrimonio...
Perché critica tanto Parma e i suoi protagonisti?
In fondo credo che sia un atto di affetto. Le mie vogliono essere critiche costruttive. Con il mio lavoro a Polis Quotidiano, non scrivo mai battute fini a se stesse, ma cerco di usare l'arma dell'ironia, del sorriso, per poi indurre alla riflessione.
Nessuno l'ha mai querelata?
Porca miseria, mai una querela. Spero che arrivi, prima a poi. In questo Paese, per essere qualcuno, bisogna ricevere almeno uno straccio di avviso di garanzia. Mi faccia una cortesia, Mezzadri: mi quereli lei. Trovi un pretesto qualunque.

Fogliazza e il teatro: si è scoperto anche attore...
Be', in un qualche modo sì. Quest'anno, il 24 gennaio, ho messo in scena "Memoria indifferente", un monologo sulle donne partigiane, con foto, disegni, musiche. Sono accompagnato da due chitarristi e un fisarmonicista. Il debutto è avvenuto al Ratafià di Parma. Lo spettacolo è già stato rappresentato sei volte, in sei luoghi diversi. Ma non mi fermo qui.
Cioè?
Il mio prossimo impegno teatrale si intitolerà "Difetto di fabbrica" e debutterà a dicembre. Racconto i rischi dell'ubbidienza all'autorità. Anche quello sarà un monologo piuttosto impegnativo. Si parlerà del lato oscuro delle persone, si parlerà di tortura.
Mi sembra che lei sia sulla strada di Marco Paolini, uno dei re dei monologhi...
Me l'ha detto anche Maurizio Chierici, per il quale ho illustrato le copertine di alcuni suoi libri... Ma io preferisco trovarmi sulla strada di casa, dove mi aspettano mia moglie e i miei due meravigliosi bambini.
Achille Mezzadri
(Foto dall'alto: 1) Fogliazza con i suoi bambini, Jacopo e Nicolò; 2) Una celebre vignetta con il personaggio "Pavarani" che parla della parmigianità; 3) Il logo della rubrica tenuta da Fogliazza su "Polis Quotidiano"; 4) Fogliazza attore in "Memoria indifferente")
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giovedì 28 agosto 2008
Anche Polis Quotidiano parla di Pramzanblog
 


Mi è arrivata da Parma la pagina di Polis Quotidiano con un'inchiesta, pubblicata ieri, sui blog parmigiani. Sono lusingato che anche Pramzanblog sia citato e che, nella "top ten" sia addirittura al quinto posto. I vari blog di cui si parla sono molto diversi gli uni dagli altri e spaziano, come recita il sommario, "dal narcisismo all'attivismo". Pramzanblog è un inno alla parmigianità ed è molto bello che trovi spazio, e che spazio, tra le voci "fuori dal coro" emergenti della città. Credo che questo riconoscimento faccia piacere anche agli abituali pramzàn-lettori di questo blog.
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Parma Nostra, gli ultras della parmigianità: INTERVISTA CON IL PRESIDENTE RENZO ODDI
 

Non hanno una sede di rappresentanza, non giocano a bridge, e nemmeno a ramino. Non champagne, ma lambrusco. Non bottarga, ma strolghino. Insomma, quelli di "Parma Nostra" hanno nella parmigianità la loro arma vincente. Parlano rigorosamente la lingua parmigiana (parchè ciamärla sémpor djalètt?), hanno nella giovialità il loro credo e puntano sulla Parma del futuro tutte le loro speranze. Presidente Renzo Oddi, vicepresidenti Giuseppe Mezzadri e Enrico Maletti, quello di Parma in dialetto. 'Na béla brigäda pramzana. L'avventura cominciò nel 1979. C'era già la Famija Pramzana, a Parma, ma un gruppetto di "ultras" della parmigianità, guidato dal compianto Enzo Terenzani, pensò che era giunto il momento di fare qualcosa di diverso. La città stava cambiando e forse anche lo spirito di parmigianità era in evoluzione. Così questi "ultras" si radunarono nella Trattoria della campana (ora non c'è più)in via Torregiani, e diedero vita all'Associazione Parma Nostra. Coordinatore, poi presidente, il Terenzani. Qualche erudito arrivò a chiamarli "i fondamentalisti della parmigianità". Due le "chicche". Il Lunario parmigiano, che ormai è un classico, attesissimo dai parmigiani. E il Premio S.Ilario di Parma Nostra, che dal 1994 contende onori ed oneri all'omonimo premio, e più antico, del Comune di Parma.

"Quando nel luglio 2006 morì il mitico presidente Terenzani", dice Renzo Oddi, che ne ha preso l'eredità "pensavamo di chiudere baracca. Eravamo convinti, e lo siamo ancora, che Terenzani fosse insostituibile. Volevano chiudere perché temevamo di non essere all'altezza. E poi tutti noi avevamo un'attività, degli impegni... Poi però abbiamo capito che sarebbe stato ingiusto, e che avemmo tradito anche la memoria di Enzo.  Così, a partire dal giornalista Lorenzo Sartorio, ci rimboccammo le maniche e andammo avanti. Abbiamo rivitalizzato il Lunario, che esce dal 1982, abbiamo mantenuto il Premio S.Ilario... e poi varie iniziative che hanno avuto successo e delle quali si è parlato molto. Come Le lezioni di dialetto parmigiano, in 9 puntate su "Tutta Parma" della Gazzetta di Parma... Ma c'è un sogno, che non abbiamo ancora realizzato e che non so se riusciremo a realizzare..."
"Quale?", chiedo. "Portare le lezioni di dialetto, come materia facoltativa, nelle scuole. Ne ho parlato anche con il Provveditore agli studi. Era entusiasta", risponde Oddi.
"E allora quando cominciano?" "La fa facile lei. Bisogna preparare un progetto ben costruito, ricco nei dettagli, e riproporlo in Provveditorato, nella speranza che poi diventi operativo".
"E cosa ci vuole, Oddi?" "Ci vuole che bisogna darsi da fare, lavorarci intorno. Sa, noi siamo pieni di entusiasmo, ma abbiamo anche altri impegni... E anche il Lunäri ci porta via tempo. Il prossimo lo presenteremo a metà ottobre. L'anno scorso lo presentò il famoso giornalista e scrittore parmigiano Giorgio Torelli. Quest'anno per ora non posso dire chi sarà".
"Presidente Oddi, che cos'è per lei la parmigianità?" "E' l'orgoglio di rappresentare una razza che ha fatto grande la nostra zona. Magari con un briciolo di supponenza..." "Sì, i non parmigiani dicono che ce la tiriamo..." "Be' un po' sì. L'è la vritè.
 "Lei è nonno?" "Sì, ho tre nipoti. Di 15, 12 e 9 anni". "Conoscono un po' di dialetto?" "No. Molto poco. E' la mia spada nel cuore. La Playstation sta rovinando la nostra gioventù. Le racconto una storiella. Tempo fa passavo con uno dei miei nipoti davanti a un cartellone pubblicitario della Reggiana Gourmet, dove era raffigurata una mela. Sotto c'era una scritta in dialetto parmigiano: L'è bón bombén". Mio nipote mi chiese: "Nonno, è scritto in inglese?".
Achille Mezzadri
(Nelle foto, dall'alto: 1) il presidente Renzo Oddi; 2) da sinistra: Oddi, il vicepresidente Giuseppe Mezzadri, il busto di Arturo Toscanini /scultura di maurizio zaccardi/, il vicepresidente Enrico Maletti, Francesca Strozzi di Tv Parma; 3) da sinistra: l'autore e poeta parmigiano Fausto Bertozzi, il tesoriere di Parma Nostra, Camillo Mazza, Oddi, Maletti e Maurizio Trapelli (Al Dzèvvod); 4) Enzo Terenzani, il primo presidente di Parma Nostra; 5) Uno dei cartelloni pubblicitari della Reggiana Gourmet)
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mercoledì 27 agosto 2008
Ho fatto un sogno: Benedetta Mazza Miss Italia
 
Sarà la scalmana di una calda notte d'estate, sarà chissà, ma ho fatto un sogno: Benedetta Mazza Miss Italia! Non so se questo "sogno" porterà fortuna o il contrario, so solo che io Benedetta Mazza con tanto di corona e fascia ce la vedo già, avversarie permettendo (Roberta Cantore, miss Puglia, in primis, ma anche le calabresi Erika Romeo e Erica Cunsolo). E se proprio non dovesse andare come nel sogno, almeno resterà questo fotomontaggio, opera di Steve Mezzadri, esperto di Photoshop. Intanto, per gossip, previsioni, notiziole, consiglio di andare su un sito che non è ufficiale ma è una specie di "filo diretto" con il concorso. Si chiama sdamy.

(Fotomontaggio by Steve Mezzadri)
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A soli due giorni dall'inizio del campionato di B PARMA BUM BUM: PRESO ALBERTO PALOSCHI PASSIONE E FEDE IN UNA E-MAIL DEI BOYS
 

A due giorni dal debutto del Parma nel campionato di serie B, mi è arrivata, proprio pochi minuti fa, una e-mail dai Boys Parma 1977, che pubblico molto volentieri, perché è un inno di fede alla maglia crociata, e quindi una chiara professione di parmigianità. Ma proprio negli stessi minuti era in corso la conferenza stampa di presentazione di un "colpo di mercato", l'acquisto in compartecipazione, dal Milan, di un giovanissimo attaccante, il diciottenne Alberto Paloschi, già osannato per le sue imprese. Un gran colpo davvero. Complimenti al presidente Tommaso Gherardi e all'allenatore Luigi Cagni che potrà contare su una delle maggiori promesse del calcio italiano.
 Ed ecco adesso la lettera dei Boys:
"Contro il Rimini, venerdi' sera (purtroppo gia' un anticipo!), il Parma calcio iniziera' il suo campionato di Serie B. "Noi ci saremo sempre" furono le nostre parole all'indomani della retrocessione nei cadetti. Le riconfermiamo oggi e le ribadiremo alla squadra e allo staff venerdi' sera al loro arrivo allo stadio. Invitiamo tutti i tifosi gialloblu' davanti all'ingresso monumentale del Tardini per le ore 19, muniti di sciarpe, bandierine e magliette, ma soprattutto di fede e passione. Ci attende un lungo cammino, difficile e insidioso. E noi (squadra, ultras e tifosi) lo percorreremo insieme, nel bene e nel male. Saremo davanti al nostro stadio per riaffermarne la parmigianita' (che qualche autorita' sembra non gradire), per stringerci in un'unica entita' fedele ai nostri colori, e per testimoniare il nostro spirito e la nostra fede ai nostri giocatori. Dobbiamo contagiarli con il nostro entusiasmo, fortificarli con con il nostro orgoglio, conquistarli con il nostro attaccamento, per spingerli a dare il massimo e a fare del loro meglio per Parma e il Parma.
 

 

 

 

 

 

Dopo una retrocessione la costanza di qualcuno puo' tentennare, ma non quella che si fonda su una vera fede. "Con il Parma nel bene e nel male" non e' retorica ultras ma una vera filosofia di vita che guida le nostre azioni. E guidera' il nostro tifo, dal primo al novantesimo minuto, dalla prima all'ultima partita di campionato. Mettiamo da parte i sogni e le illusioni estive e concentriamoci per dare il massimo, sostenendo il nostro Parma, combattendo insieme a lui ogni battaglia.
Ognuno di voi ha sicuramente una sciarpa gialloblu. Indossatela sempre con orgoglio e portatela al Tardini. Alzatela quando il Parma scende in campo e ogni volta che vi invitano a farlo i lanciacori. Ognuno di voi puo' cantare e urlare, non stancatevi mai di partecipare ai nostri cori.
Accompagnamo il Parma in questa nuova avventura. Venerdi', ore 19, stadio Tardini di Parma".
Io aggiungo solo una cosa, di mio. Forza Parma!
(Nelle foto: la presentazione di Alberto Paloschi /by GazzettadiParma.it/, il presidente Tommaso Ghirardi, il Boys 1977)
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Pramzan45
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 Tanti auguri a...
..... EDDA OLLARI, una delle cantanti parmigiane più amate. Nata a Fragno, la patria del tartufo nero,  il 9 settembre compie 62 anni (ma non li dimostra). Ha avuto una notevole popolarità tra il 1966 e il 1971. È ancora validamente sulla breccia e, oltre a esibirsi in numerosi spettacoli, è anche da anni un'affermata cantante di pianobar. 
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Di Mario Roberta (1)
dialetto fidentino (1)
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Ximenes (1)
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Zani Sergio (1)
Zerbini Alfredo (1)
Zinelli Ivano (3)
 Una poesia di Renzo Pezzani
PRIMAVERA
Tutta nota la navetta

l'à picè sora 'l pogiol,
insistenta, una gossetta
ch'l'à desdè infinna 'l sol.


L'à ciamè da n'ätra tera
una prima rondanen'na
pär cantär la primavera,
pär fär festa a la maten'na.


J àn destés in-t-la ringhera
la bugäda bianca, netta,
gonfia 'd vent cmè na bandera,
e su in cel una cometta.


In-t-na ca crida un puten
ch'al völ fär fogon da scöla:
lassèl correr p'r al zardén:
l'è nassù la primma viöla.


L'è nassuda a la costera,
color di oc quand j àn cridè,
l'è nassuda da la tera
tutta scosa in-t-l'erba 'd prè.


Chi dirè che csì picen'na
la gh'à un fiè tant profumè?
L'à desdè la rondanen'na,
l'a desdè l'erba di prè.


Tutt la tocca, tutt la passa...
Oh che vöja 'd capriöli!
Cära andar con 'na ragassa
adrè 'l sèsi in serca 'd viöli


e tornär quand g'hè piè i lumm
tutt du avzen col viöli passi
sens'acorzros dal sconsum
ch'al te dmanda: Gnent äd dassi?
 Parma della musica
 
(by Pramzan45)
 Ass. Cult. Amici di Verdi
Auditorium Paganini
Casa della musica
Casa Natale di Arturo Toscanini
Conservatorio Arrigo Boito
Corale Verdi
Coro Montecastello
Giuseppe Verdi (sito ufficiale)
Teatro Farnese
Teatro Regio
 Parma dei musicanti
 
(by Pramzan45)
 Beppe Cantarelli
Edda Ollari
Gio & The Mojo Workin' Band
Giovanna Dazzi
I Fiati di Parma
Roberta Di Mario
Sebastiano Rolli
Titti Bianchi
 Parma dei teatri
 

 Ratafià
TeatroDue
Teatro Regio
 Parma dei corpi bandistici
 
(by Pramzan45)
 Banda Città di Fidenza
Banda Città di Salsomaggiore
Banda Giuseppe Verdi di Busseto
Banda Giuseppe Verdi di Parma
Banda Glenn Miller di Bedonia
Banda Luigi Pini di Fontanellato
Complesso musicale di Collecchio
Corpo bandistico borgotarese
Gruppo bandistico di Felino
Montechiarugolo Folk Band
 Parma dell'arte
 
(By Parmigianino)
 Camera di San Paolo
Comitato parmense per l'arte
Fondazione Magnani Rocca
Galleria Nazionale
Mostra Correggio (20/9 > 25/1)
Museo Amedeo Bocchi
Museo Archeologico Nazionale
Palazzo Pigorini
Pinacoteca Stuard
 Parma degli artisti
 
(by Tiziano Marcheselli)
 Luciano Belletti
Fogliazza
Tiziano Marcheselli
Maurizio Zaccardi


 Parma degli studi
 

 Convitto Maria Luigia
Istituto d'arte Paolo Toschi
Istituto de La Salle
Istituto Magistrale Sanvitale
Istituto Tecnico Melloni
Itis Leonardo Da Vinci
Liceo classico Romagnosi
Liceo scientifico Marconi
Liceo scientifico Ulivi
Sanvitale - Fra Salimbene
Scuola di liuteria
Università degli Studi
 Parma della solidarietà
 

 Adas Fidas
Avis
Consorzio Solidarietà Sociale
Forum Solidarietà
L'Orizzonte
Parma dona
Parma per la vita
Sociale Parma
 Parma delle terme
 

 Monticelli
Salsomaggiore
Sant'Andrea Bagni
Tabiano


 Parma del turismo
 

 Castelli del Ducato
Castello di Felino
Castello di Torrechiara
Rocca Meli Lupi di Soragna
 Parma della cultura
 

 Alberto Bevilacqua
Associazione Culturale Il Borgo
Giovannino Guareschi (sito ufficiale)
Il Mondo piccolo di Giovannino Guareschi
Parma Poesia Festival
 Parma delle chiese
 

 Abbazia di San Giovanni
Annunziata
Duomo di Parma
Santuario di Fontanellato
Steccata
 Parma del gusto
 
(by Ivano Zinelli - ParmaTaste)
 Academia Barilla
Consorzio del culatello
Consorzio del parmigiano - reggiano
Consorzio del prosciutto
EuroPass (Efsa)
Festival del prosciutto di Parma
Il fungo di Borgotaro
La strada del culatello
La strada del fungo
La strada del prosciutto
Musei del cibo
Parma Gourmet
Parma in tavola
Parma Taste
Parmigiano-reggiano
Prosciutto di Parma
Ristoranti di Parma
Suino nero di Parma
Tartufo nero di Fragno
 Parma dell'editoria
 

 Albertelli
Battei
Guanda
MUP (Monte Università Parma)
Pei
Spaggiari
 Parma del giornalismo
 

 Alice non lo sa
GazzettadiParma.it
Il Mese di Parma
L'Informazione
LaRepubblicaParma.it
LungoParma.com
Nave corsara (Fidenza)
Parma News
ParmaDaily.it
ParmaOk.it
Polis Quotidiano
Terre Verdiane News
Tua Città Parma
Valtaro
 Parma della fotografia
 

 Edoardo Fornaciari
Franco Furoncoli
Gigi Montali
Giovanni Lunardi
Ivano Zinelli
Matteo Mezzadri
Paolo Candelari
Studio Gamma
 Parma delle tradizioni
 

 La vriss ésor Poezia
Il castello dei burattini
Parma in dialetto
 Parma dello sport
 
(by Ivano Zinelli)
 Basket Parma
Boys Parma 1977
CariParma Volley
Cus Parma
Fidenza Calcio
Gran Parma Rugby
Ju Jitsu Center Parma
Judo Center Parma
Kyu Shin Do Kai Parma
Nuoto Club '91 Parma
Parma Baseball
Parma Calcio
Parma Sub
ParmaFans
Rugby Colorno
Rugby Noceto
Rugby Parma
SportParma
Unione Sportiva Astra
 Parma della pubblicità
 

 Areaitalia
Makia
MSR Comunicazione
 Altri siti parmigiani
Ade
Aeroclub "Gaspare Bolla"
Barilla
Bassa Parmense
Bertozzi
Europarma
Eventi.Parma
Fiere di Parma
Fogliazzablog (Tapirulan)
InParma
Nel Parmense
Padre Lino
Palazzo Dalla Rosa Prati
Parma che si parla
Parma Incoming
Parma nel web
Parmacotto
Parmannunci
PortaleParma
Rete Blog Parma
The best of Parma
Tolasudolsa
Tv Parma
 Blog di Parma e provincia
Blog dell'Avis
Caffè del Teatrino
Choragus (Loredana Scianna)
Diario di Fidenza
Fogliazzablog
Nine del Lobo
Parma impatto ambientale
Pirru.net
Poeti di Parma
Quelli della Bassa
Scrittori del Ducato
Tentativi digitali
 Una poesia di Maurizio Corradi Cervi
LA RESDORA
La resdora la n'è miga
cla donlètta ch'a fadiga,ch'a s'adana a fär i fat
e a lavär dill pilli äd piat;
l'è ch'la donna... si... un po' älta
un po grassa mo bén svelta,
ch'a sa tgnir al mes'c in màn,
ch'a sa alvär il torti e 'l pàn,
ch'a prepara la marmläda,
ch'a sa stender la bugäda,
ch'sa curär pit e gingén,
alvär j ov, mudär al vén,
ch'va par grugn tant cme par viöli,
ch'sa smumiär anca il so fioli.
Un scossal righè, polì,
man ai fianch... e guärdla lì.
La resdora la n'è miga
cla donlètta ch'a fadiga,
ch'a s'adana a far i fat
e a lavär dilli pilli äd piat.
Lè, la cmanda da padron'na
e 'l so mas'c la n'al bandon'na;
l'è cme l'alma par na ca';
guai s'la mora... o la s'in va!...
 Commedie parmigiane
* Al bagolon dal luster
* A la bersagliera, di Pitteri - Zileri
* Al fiöl 'd la serva, di Saturnino Giampepe (3 atti)
* Al linsol, di Mauro Adorni (3 atti)
* Al tomben in paradìs, di Bertani - Faiad (3 atti)
* Cala Telo, di Bielle (3 atti)
* Ciopèn al calzolär, di Ermanno Paladini (3 atti)
* Doni, dotor e sartòr, di Umberto Tamburini (3 atti)
* Gh'è coròn e coròn, di Aldo Pesce (3 atti)
* I guai ed Crispén, di Italo Clerici (3 atti unici)
* Estrat äd confusiòn, di Vincenzo Zileri (3 atti)
* Il doni? Schivia!!!, di Saturnino Giampepe (2 atti)
* Incò l'è acsì, di Galeno - Alfredo Pitteri (3 atti)
* La cà di mädgòn, di Mauro Adorni (2 atti)
* La loterìa ed Tripoli
* La mojèra dal dotòr, di Ferron Caffarri (3 atti)
* La reginèta dal marché, di Saturnino Giampepe (3 atti)
* La v'rité, di Italo Ferrari (2 atti)
* Minghet 'zo' d pirla, di E. Cagliari - Italo Clerici (3 atti)
* Na gata da plär, di Enrico Iori (3 atti)
* Riccio da Parma, di Saturnino Giampepe (3 atti)
* Sal e pevor, di Alfredo Pitteri - Vincenzo Zileri (3 atti)
* Stavolta an la bév miga, di Pitteri - Zileri (3 atti)
* Un gioren... Tortorela, di Arnold - Bach (3 atti)
* Verdi sempor Verdi, di Umberto Tamburini (atto unico)


 Le ricette
TORTELLI D'ERBETTA
Ingredienti per 6 persone:
Ripieno:
* 4 hg. di ricotta
* 3 hg. di erbette (o spinaci)
* 1 hg. di parmigiano grattugiato
* 1 uovo, sale, noce moscata
Sfoglia:
* 3 hg. di farina
* 3 uova intere
Preparazione:
* Lessare le erbette, strizzarle e tritarle finamente con la mezzaluna.
* Amalgamare bene ricotta, erbette, l'uovo, il parmigiano, il sale e un pizzico di noce moscata.
* Preparare la sfoglia impastando la farina con le uova.
* Tirare la sfoglia molto sottile, a strisce di 10 centimetri.
* Porre il ripieno a mucchietti su ogni striscia, a distanza di 4-5 centimetri l'uno dall'altro. Ripiegare la striscia per il lungo, in modo da ricoprire il ripieno. Schiacciare con le dita intorno al ripieno. Con la rotellina, formare tortelli rettangolari.
* Cuocere i tortelli in acqua salata, scolarli bene e condirli a strati con burro fuso e parmigiano grattugiato.
 Una poesia di Ercolén
 
Ercolén Manfredi con la moglie Taide e il nipotino Walter
 PARLA UN NONON
Mi mn'arcord ai temp passé
quand a vdeva un òmm che in bras
al portäva un so ragàs,
mi 'l stimäva un disgrasjè;
O un povr'òmm che par destén
l'é caschè in t'na mojéra
tant cativa tant severa
cla gh'a miss i sotanén.
Par mi l'era na stonäda
vèddor von che col baliot
arvojà in t'un pissot
al sfis vèddor par la sträda...
Mentr'incö che son nonòn
a gh'ho un birbo d'un nvodén
cla capì che mi gh'voj bén
el me cmanda da padròn.
A girär agh piäs bombén
el me tira in do'l völ lu
e mi pòvor turlulù
addrè gh' vag cme 'n cagnolén.
Cuànd l'è stràch al port in spàla
e agh' fagh véddor i baracon
a gh'é spend cuälc bagaron
in suflot o cuälca bàla.
Cuànd la sòn agh cant la nàna,
se gh'é 'l sol a gh'ho 'l caplén
che gh'el mett pianén pianén
pr'an guasterog la banàna.
Cuànd al zuga al m'vol ataca,
certi voti agh dagh la pàpa,
par laverol lu'l me scapa,
e 'l polis se 'l fa la càca.
Con tutt cost a son content
d'véddor j occ del me puttén
ch'j én brillant j én biricchén
degn fra 'l steli in firmament.

 


 Proverbi parmigiani
* L'è mej n'acordj mägor che 'na senténsa grasa

(E' meglio un accordo magro che una sentenza grassa)


* Atsi dur ch'al gran d'istà
(Sei duro come il grano d'estate)

 

* In-t-a linsoj ad chj ätor a 's ghe bala bén
(Nelle lenzuola degli altri ci si balla bene)


* A pasèr j àni, pàsa al morbén
(Quando passano gli anni, passa la mattana)


* Còrp sàn al pisa cmé 'n càn
(Un corpo sano piscia come un cane)


 Campioni di Parma
Alberto, l'arbitro
Alberto, lo scrittore
Alessandro, il calciatore
Alessandro, il giornalista
Alessandro, lo sciatore
Amedeo, il pittore
Andrea Carlo, il cardinale
Andrea, il politico
Antonio, l'editore
Arrigo, l'allenatore
Arturo, il direttore d'orchestra
Atanasio, il pittore
Attilio, il poeta
Baldassarre, il giornalista
Bartolomeo, il pittore
Benedetto, l'architetto
Bernardo, il regista
Bruno, il calciatore
Bruno, il restauratore
Camillo, il regista
Carlo Alberto, il generale
Carlo Francesco Maria, il cardinale
Carlo, il tenore
Carlo, lo scrittore
Carmen, la politica
Cecrope, il pittore
Clemente, il pittore
Cleofonte, il direttore d'orchestra
Correggio, il pittore
Damiano, il cestista
Egisto, il giornalista
Emma, l'attrice
Ennemond, l'architetto
Enrico, il vescovo
Enrico, lo sceneggiatore
Erberto, il designer
Eugenio, l'allenatore
Evasio, il vescovo
Ferdinando, il compositore
Francesco, il regista
Franco Maria, l'editore
Franco, il ciclista
Franco, l'attore
Gene, il comico
Giambattista, il tipografo
Gian Francesco, il compositore
Giancarlo, il presidente
Gigi, l'allenatore
Gino, il rettore
Giorgio, il giornalista
Giorgio, il politico
Giovanni, il calciatore
Giovanni, il contrabbassista
Giovanni, il fotografo
Giovanni, il pittore
Giovannino, lo scrittore
Girolamo, il politico
Giuliano, il giornalista
Giuseppe, il collezionista
Giuseppe, il compositore
Giuseppe, il politico
Giuseppe, il regista
Graziano, l'arbitro
Guido, il politico
Guido, l'architetto
Guido, l'imprenditore
Ildebrando, il compositore
Ireneo, lo storico
Irma, l'attrice
Ivan, il calciatore
Lamberto, il giornalista
Lidia, l'attrice
Lino, il frate santo
Lino, l'attore
Lorenzo, lo scenografo
Luca, il giornalista
Luca, il regista
Luciano, il ciclista
Luigi, lo scrittore
Luigi, lo storico
Mabel, la cestista
Macedonio, il fisico
Marco, il conduttore
Maria Luigia, la Duchessa
Mario, il regista
Memo, l'attore
Michela, la showgirl
Michele, il cantante
Michele, il nuotatore
Nevio, l'allenatore
Niccolò, il violinista
Nicola, il calciatore
Nicola, l'architetto
Paola, l'attrice
Paola, l'attrice
Paolo, l'incisore
Parmigianino, il pittore
Pellegrino, il giornalista
Piero, il regista
Pietro, il politico
Pietro, il sindaco
Platinette, il conduttore
Renata, la cantante
Renzo, il poeta
Salimbene, il frate
Scalabrino (lo), il pittore
Scialpi, il cantante
Stefano, il calciatore
Stefano, il pittore
Titti, la cantante
Tiziano, il pittore
Tommaso, il presidente
Umberto, il motociclista
Virginio, il motociclista
Vittorio, il ciclista
Vittorio, l'esploratore
Walter, il pittore
 Qui si mangia bene
* Angiol d'or - Vic. Scutellari 1 - 0521282632 ch. dom. ser-lun
Accanto al Duomo, di grande passato, con sala per degustazione sigari e rhum. Il presente non so. Prezzo "pesante".
* Cocchi - Via Gramsci - 0521981990 ch. sab
Rinomato, vicino all'Ospedale Maggiore, sulla via Emilia Ovest, cucina parmigiana
* Corrieri - Via Conservatorio 1 - 0521234426
Trattoria centralissima, rustica, suggestiva, accanto all'Università e vicina al Teatro Regio, ottima cucina tradizionale (torta fritta deliziosa), anche pergolato, prezzo conveniente. Aggiornamento al 21.08.2008: sempre perfetta.
* La Filoma - Bgo XX marzo 15 - 052134269 ch. mar - merc. mez.
Rinomato, di classe, vicino al Duomo, cucina tradizionale e serate a tema, qui pranzò anche Charlie Chaplin
* La gatta matta - Bgo degli studi 9A - 0521231475 ch. dom - lun
Piccola trattoria vicino al Palazzo della Musica, ottima cucina locale e non solo, prezzo conveniente
* La Greppia - Via Garibaldi 39 - 0521233686 ch. lun-mar
Centralissimo, vicino alla Pilotta, uno dei migliori, un po' caro, ma merita.
* I Merli - Bgo Piccinini 7A - 0521386846 tutti i giorni - 19>2
E' una taverna-enoteca, aperta solo di sera, dove si possono mangiare i tortelli d'erbetta e anche a pizza. Atmosfera suggestiva, molto frequentata. A due passi dall'Università.
* Parizzi - Strada della Repubblica 71 - 0521285952 ch. lun
Segnalatissimo dalle maggiori guide, ottima cucina, non solo parmigiana, non centralissimo, un po' caro, ma merita.
* Santa Croce - via Pasini 20 - 0521293529 ch. sab mez.-dom
Non centrale, vicino al Parco Ducale, molto raffinato, ottima cucina, un po' caro.
 Qui si alloggia bene
* Palace Maria Luigia - vle Mentana - 0521281032
4 stelle, centrale, vicino alla Stazione, di prestigio, ottime camere, bellissime suites. Hotel da Vip. Grande colazione. Annesso ristorante.
* Starhotel Du Parc - vle Piacenza 12C - 0521292929
4 stelle, a due passi dal parco Ducale, di lusso, camere e suite prestigiose
* Torino - via Angelo Mazza - 0521281046
3 stelle, centralissimo, accanto al Teatro Regio, con garage, prezzo abbordabile
* Verdi - via Pasini 18 - 0521293539
4 stelle, non centralissimo, davanti al Parco Ducale, carino, confortevole, parcheggio interno, forse qualcosa da dire sul rapporto qualità-prezzo. Annesso ristorante Santa Croce.
 Una poesia di Angelo Mezzadri
LA CUINTA A
Che béla clasa la Cuinta A,
béli ragasi e ragass a la man;
I s'vrävon tut bén, c'me in-t-na famìja,
pasävon il giornädi in alegria;
E in-t-i momént äd dificoltè,
i éron i pù bräv ch'iutävon còj 'indrè.
I profesor a distansa d'àni, i fan tenèresa

cme un putén äd du ani;
J'han vu 'dla pasénsja, a 'n gh'é njént da dir,
perché un cuälch balòss l'j' a fäva rabìr.
Massimo, Wiesner,

la Bocchi e la Pata,
cuant cómpit in clasa
i' s'han fat zmaltir!
Bellini e Cornelli, Genesio Banchini e
dulcis in fundo al Dotór Chini, che in-t-l'aula
äd chimica, tra védor e bocén,
al se lamintäva äd tutt col casén:
- Stai fermo Granelo,
non fare casino!
- Ma no dottore è stato Cremino!
J én stè j'an' pù béj,

chi s'arcòrdon con nostalgia,
ma stasira... lontan la malinconia!
Ed anca se incó, a se spontè
'na ruga e 'n ciop äd cavì bjanch,
pensì che bél...
a gh' sèmma tutt cuant!!!
Brasèmos ragass,
sentimos n'alma sola,
fämma cont d'ésor tornè
n'ätra volta a scóla!!!
 Parma in the world
 
PARMA, OHIO Si trova nella contea di Cuyahoga ed è un sobborgo di Cleveland. E' una city. Ha più di 80mila abitanti. Fondata nel 1826.
 
PARMA HEIGHTS, OHIO Si trova, come Parma, a cui è collegata, nella contea di Cuyahoga. E' una city. Ha più di 22mila abitanti.
 
PARMA, NEW YORK Si trova nella Contea di Monroe. A ovest di Rochester. E' una town. Fondata l'8 aprile 1808. Comprende, dal 1885, l'Hilton Village. Ha più di 15mila abitanti. Quest'anno festeggia i 200 anni.
 
PARMA, MICHIGAN Si trova nella contea di Jackson. Fondata nel 1833 con il nome di Groveland. Si chiama Parma dal 1847. Ha più di 900 abitanti.
 
PARMA, IDAHO Si trova nella contea di Canyon. Ha meno di 1800 abitanti.
 
PARMA, MISSOURI Si trova nella contea di New Madrid. Fondata nel 1900. Ha meno di 900 abitanti.
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