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«Fus? Una boccata d'ossigeno. Occorre una riforma strutturale»

«Fus? Una boccata d'ossigeno. Occorre una riforma strutturale»
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di Lucia Brighenti

Torna a respirare il mondo dello spettacolo con la decisione del Consiglio dei Ministri di rifinanziare il Fondo Unico per lo Spettacolo. I finanziamenti, riportati alle cifre del 2010 (quando tuttavia il Fus aveva già subito alcuni tagli) sono ossigeno per numerosi lavoratori del settore e per alcune istituzioni a rischio chiusura. Ossigeno che fa bene a tutti perché la cultura, si sa, è alla base della formazione dell’identità di ogni Paese e dell’individuo. Se - tra gli addetti - la prima reazione al decreto legge è stata di sollievo, sono tanti i “ma” che rimangono in sospeso: dalla modalità di reperire i fondi aumentando le accise della benzina, al permanere di una situazione di precarietà. Anche a Parma le reazioni sono caute, anche perché non è ancora chiaro come il Fus verrà ripartito tra i vari settori dello spettacolo: al momento si sa solo che verrà abolito l’aumento di un euro sul biglietto del cinema. «Un ulteriore taglio avrebbe reso la situazione insostenibile - dichiara l’assessore comunale alla cultura Luca Sommi - Torniamo così al budget dello scorso anno che è comunque basso rispetto agli standard europei: l’Italia investe in spettacolo e cultura un terzo della Francia, la metà della Germania. Sull'amministrazione comunale non influisce: da parte nostra avevamo già mantenuto i contributi ai livelli del 2010».
«Le istituzioni di Parma, dove tutto ciò che è produzione artistica è un’eccellenza, non possono che condividere la soddisfazione con cui è stato accolto il decreto. - ha commentato l’assessore alla cultura della Provincia di Parma, Giuseppe Romanini - L’auspicio è che la destinazione di questi fondi sia non solo a disposizione del cinema ma anche del sistema di produzione teatrale».
«Il reintegro dei fondi per il Fus è una cosa ottima per tutto quel che fa muovere a livello nazionale - dichiara il sovrintendente del Teatro Regio, Mauro Meli - e di questo siamo contenti. Per quanto riguarda il Teatro Regio di Parma, il Fus influisce in minima parte perché costituisce il 10% del nostro budget. Si tratta di circa 1.500.000 euro, che avranno comunque un effetto benefico. Purtroppo questo non incide invece sul Festival Verdi che ha altri canali di finanziamento. Su questo punto però stanno lavorando con passione molte persone, tra cui parlamentari di Parma, e per questo siamo fiduciosi». Il presidente della Fondazione Toscanini, Maurizio Roi, dice: «Finora ci eravamo messi a pensare alla sopravvivenza, ora possiamo tornare a pensare allo sviluppo. Bondi, nella sua lettera di dimissioni, ha parlato di "giuste richieste del mondo dello spettacolo", un riconoscimento importante. Bisogna però considerare che il Fus è molto ridotto rispetto a dieci anni fa e il mondo dello spettacolo ha bisogno di una riforma strutturale. L’anno scorso la Fondazione Toscanini ha avuto 2.100.000 euro, mi batterò per avere di più perché la nostra attività sta crescendo».
Caute le reazioni anche nel mondo del teatro di prosa: «Abbiamo almeno scongiurato il pericolo di dover chiudere per diversi mesi i teatri. - dice Paola Donati, direttore della Fondazione Teatro Due - Tuttavia è il sistema che va riformato, occorre aprire subito un tavolo di consultazione con il Ministero per ridefinire i rapporti tra sovvenzione pubblica e privata, quest’ultima va defiscalizzata. Inoltre le accise sulla benzina non sono una buona idea, ci mettono contro i consumatori». Alessandra Belledi, direttore del Teatro delle Briciole, conferma: «Siamo usciti da una situazione di emergenza, tuttavia ora è necessario non essere più in balìa di oscillazioni annuali. Un teatro avrebbe bisogno di fare progetti almeno su base triennale». Rimane critica la situazione di Lenz Rifrazioni: «il Fus copre solo il 10% circa del nostro budget che si appoggia soprattutto agli enti locali - afferma Federica Maestri - poiché lavoriamo molto sul territorio. Potremo aprire il nostro spazio solo a fine maggio e permane una prospettiva di decrescita». Nel frattempo i sindacati nazionali di settore hanno sospeso lo sciopero proclamato per oggi: viene, almeno temporaneamente, messo nel cassetto lo striscione preparato dai lavoratori del Teatro Regio: «Guerra ai tagli, tagli alla guerra». Vengono però mantenute alcune iniziative anche a livello locale: «La mobilitazione sindacale permane sulla richiesta di protezione sociale per tutti i lavoratori che non hanno ammortizzatori sociali, per il rinnovo del contratto alle Fondazioni lirico-sinfoniche e per le riforme di sistema», spiega Silvia Avanzini, segretaria generale Slc Cgil di Parma.

 

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