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Cannes nel segno di Woody e Bertolucci

Cannes nel segno di Woody e Bertolucci
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 Woody Allen e Bernardo Bertolucci, il più  europeo dei grandi registi americani e il più americano dei  grandi registi italiani: si prospetta così l’ouverture del 64mo  Festival di Cannes, pronta a celebrare sul grande palco della  kermesse francese il cinema in tutti i suoi stati. Il direttore  Thierry Frèmaux quest’anno sembra puntare molto su un festival  mediaticamente forte, fatto di autori e di star, ma soprattutto  connesso con un sistema cinematografico nutrito di eventi, che  ormai innesca cinema, autori, spettatori, sale cinematografiche e  festivalier in un unico grande contesto.  La prova? Il semplice fatto che il pubblico francese non solo  potrà vedere "Midnight in Paris", il film d’apertura di Woody  Allen nelle sale di tutta la Francia il giorno stesso  dell’inaugurazione della kermesse cannoise (cosa tutt'altro che  nuova, in realtà), ma soprattutto potrà assistere anche alla  cerimonia di gala in tutti i cinema francesi che accetteranno di  programmare la diretta dell’evento prima della proiezione della  pellicola.  Insomma un modo per portare idealmente tutta la Francia al  Festival, mentre a Cannes, sul red carpet più ambito del mondo,  la grandeur francese potrà sbizzarrirsi tra star, starlette,  flash e pubblico urlante, come da tradizione. Ci saranno tutti i  grandi protagonisti di questa 64ma edizione, con in testa  ovviamente Woody Allen, cui Frèmaux ha affidato una ouverture che  si annuncia inconfondibilmente "parisienne", ma di certo non in  odor di Eliseo: Carla Bruni-Sarkozy (notoriamente tra i nomi del  nutrito cast alleniano) non sarà infatti sulla Croisette,  ufficialmente perchè la sua agenda non glielo consente, ma forse  per preservare la sua pur non ancora confermata dolce attesa, o  magari per evitare domande e malignità sulle presunte scene  tagliate da Woody, che i gossip poi sconfessati davano come non  particolarmente contento delle doti attoriali della Première  Dame.   

 Va anche detto che un certo imbarazzo dalle parti dell’Eliseo nei  confronti del Festival deve pur esserci, anche in ragione della  proiezione fuori concorso di "La conquete", il film di Xavier  Durringer che racconta l’ascesa al potere di Sarkò, attorno al  quale già circolano voci allarmanti per lo staff di un Presidente  già in caduta libera di consensi tra gli elettori.  Vedremo quel che sarà, per ora l’attenzione è tutta concentrata  su "Midnight in Paris", la nuova commedia sentimentale di Woody  Allen che darà il via alla kermesse di Cannes, girata la scorsa  estate nella capitale francese, nuova tappa dell’ideale tour  europeo del regista newyorkese, dopo Londra e Barcellona. Per quel  che è dato sapere, si tratta di una storia di amori e solite  incertezze, dedicata a una famiglia giunta a Parigi per motivi  d’affari e in particolare a una giovane coppia di fidanzati, che  nella "ville lumière" si renderà conto di quanto sia preziosa la  vita. Il cast è, naturalmente, ricco di star pronte ad accorrere  alla corte di Woody, questa volta tra Owen Wilson e Rachel  McAdams, Marion Cotillard e Kathy Bates, Adrien Brody e, per  l'appunto, Carla Bruni-Sarkozy.  Ad accogliere Woody Allen e i suoi attori sulla celebre "montèe  des marches" ci sarà di sicuro Robert De Niro, presidente della  Giuria Internazionale, al quale del resto spetterà anche il  compito di assegnare la Palma d’Onore al nostro Bernardo  Bertolucci, l’altro grande protagonista di questa ouverture del  Festival: un riconoscimento alla carriera, da quest’anno  istituzionalizzato dalla kermesse (un pò sull'onda del Leone  d’Oro alla Carriera assegnato sulla Laguna), e riservato a un  maestro del cinema mondiale che non abbia mai vinto la Palma  d’Oro.

 In realtà questa è solo la terza volta di Bernardo Bertolucci a  Cannes (dopo l’81 di "La tragedia di un uomo ridicolo" e il '96 di  "Io ballo da sola"), ma è soprattutto un ritorno sulla scena  internazionale particolarmente significativo, perchè fa seguito a  un periodo di ritiro del regista per motivi di salute ma anche  all’annuncio del suo imminente ritorno sul set con un film scritto  da Ammaniti e intitolato "Io e te". Sarà proprio De Niro,  indimenticato protagonista del suo film più epico, "Novecento", a  consegnargli domani sera il prestigioso riconoscimento  internazionale. Saranno questi i primi accenni di italianità per  un festival di Cannes che vede del resto tra i grandi attesi  proprio due nostri maestri come Nanni Moretti e Paolo Sorrentino,  entrambi in Concorso con film curiosamente fuori dai confini  nazionali, visto che Moretti s'è spinto idealmente in Vaticano  per il suo "Habemus Papam", mentre Paolo Sorrentino se n'è andato  direttamente in America a girare "This Must Be the Place" con Sean  Penn superstar. Alla Quinzaine des Realisateurs potremo invece  tenere d’occhio l’esordio di Alice Rohrwacher (sorella di Alba)  con "Corpo Celeste", storia di una ragazzina di ritorno da un  collegio svizzero, alle prese con la cresima in una Reggio  Calabria oscurantista. Per il resto sarà un Festival da giocare  tutto sulla linea di demarcazione tra grandi autori e grande  spettacolo, tra un Pedro Almodovar ("La piel que habito") in cerca  di riscatto dopo le recenti delusioni, e il solito trasgressivo  Lars Von Trier ("Melancholia"), tutti però destinati a fare i  conti con la possibile Palma d’Oro annunciata per Terrence Malick,  che dopo anni di attesa ha finalmente completato a portato sulla  Croisette il suo "The Tree of Life". Ci saranno anche i fratelli  Dardenne ("Le gamin au vèlo"), Aki Kaurismaki ("Le Havre"), il  turco Nuri Bilge Ceylan ("Once Upon a Time in Anatolia"),  l'irrefrenabile giapponese Takashi Miike ("Hara-kiri: Death of a  Samurai"), il rumeno Radu Mihaileanu ("La source des femmes") e  poi, al Certain Regard, il nuovo Gus Van Sant ("Restless"), Kim  Ki-duk di ritorno dopo un periodo di crisi con il documentario  autobiografico "Arirang", Robert Guediguian ("Les neiges du  Kilimandjaro"). Grande attesa per i cinefili e gli osservatori  politici di tutto il mondo, per la proiezione fuori concorso di un  lungometraggio del regista iraniano Jafar Panahi, che ha firmato,  assieme a Mojtaba Mirtahmasb, un’opera dal titolo magrittiano  chiaramente provocatorio: "Ceci n'est pas un film", questo non è  un film, in riferimento alla condanna a sei anni di reclusione e a  20 anni di interdizione dall’attività cinematografica  comminatagli dal governo iraniano per aver preso parte alla  rivolta verde del 2009. Annunciato in ultimissima battuta dal  festival, si tratta di un atto politico forte e determinato, al  quale tutti guardano con grande interesse.  Ben altro interesse sarà quello che si concentrerà sugli altri  film Fuori Concorso, dalla nuova pellicola firmata come regista da  Jodie Foster, "The Beaver", all’attesissimo quarto capitolo dei  "Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare", con l’immancabile  Johnny Depp nei panni di Jack Sparrow.  Domani sera si apre e, a fare da madrina alla serata sarà la  fascinosa attrice francese Melanie Laurent, che aveva affascinato  tutti proprio qui a Cannes come indomita protagonista di "Bastardi  senza gloria" di Quentin Tarantino. Melanie, del resto, è  parigina, dunque perfettamente in tema con una serata da ville  lumière...  

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