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Sospeso il programma di Sgarbi su Rai1

Sospeso il programma di Sgarbi su Rai1
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Considerati i dati di ascolto, la direzione di Rai1 ha deciso di sospendere il programma di Vittorio Sgarbi "Ora ci tocca anche Sgarbi". La decisione è stata già comunicata al critico d’arte. Lo share è stato di 8,27% con 2 milioni 64mila telespettatori.
La direzione di Rai Uno, considerati i dati di  ascolto di "Ora ci tocca anche Sgarbi", ha deciso di sospendere la  trasmissione. "La decisione è stata comunicata al professor Sgarbi, che l’ha condivisa", si legge in una nota di Viale Mazzini.
Vittorio Sgarbi conferma, al telefono con  l'agenzia Italpress, "la sospensione della trasmissione per motivi  d’ascolto". Alla domanda se la sospensione di "Ora ci tocca anche  Sgarbi" è definitiva o se possa riprendere, ha risposto "non lo  so, sono decisioni che sono state prese stamattina, lo  valuteremo". A breve è prevista una conferenza stampa di Sgarbi a  Roma.

POLEMICA POLITICA SU SGARBI. «Ieri sera nella prima puntata del suo programma Ora ci tocca anche Sgarbi su Rai 1 Vittorio Sgarbi si è prodotto in un monologo di attacco alle energie pulite, pieno zeppo di affermazioni false e di accuse del tutto inventate. Tutto ciò è inaccettabile e indecente, tanto più perchè ad ospitare questo spettacolo di quart' ordine, che ha registrato un flop clamoroso, è stato il servizio pubblico radiotelevisivo». Lo dichiarano i senatori del Partito democratico Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, che hanno presentato in merito un’interrogazione urgente al ministro Romani.
«Accanto a lui - proseguono - gli ha fatto da spalla il giornalista Carlo Vulpio, inanellando una serie di giudizi apodittici e male assortiti sul fatto che le energie rinnovabili sarebbero il male assoluto. Possiamo capire - aggiungono i senatori del Pd - che Sgarbi, mentre emergono sue frequentazioni siciliane non proprio edificanti, come quella con Giuseppe Giammarinaro, il quale secondo la Divisione anticrimine di Trapani avrebbe condizionato l’attività amministrativa del comune di Salemi di cui Sgarbi è sindaco, cerchi di recuperare un po' di immagine con un campionario delle sue abituali sparate. Possiamo comprenderlo, ma - concludono Ferrante e Della Seta - non capiamo perchè mai la Rai debba prestarsi a questo gioco, che ne umilia il ruolo di servizio pubblico chiamato a garantire un’informazione completa e non faziosa».
«Bene la decisione della direzione Rai di sospendere la trasmissione. Il flop di ascolti - un vero e proprio regalo alla concorrenza - unito all’impazzimento informativo che l’ha caratterizzata, non poteva meritare altro trattamento. Il servizio pubblico deve fare altro». Così Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del PdCI-Federazione della sinistra.
«Masi, prima di lasciare la Rai, aveva lanciato l’anti Santoro e Floris con Sgarbi. Dopo il fallimento e gli insulti di ieri, il nuovo corso Lei ha ritenuto opportuno cacciare persone incapaci di gestire un programma politico di controinformazione». Lo afferma in una nota il senatore dell’Italia dei Valori, Stefano Pedica.
«Sgarbi ha rappresentato non la politica alternativa, ma l'ennesima politica del centrodestra fatta di offese e non di progetti - aggiunge Pedica -. Un flop che finalmente mette in evidenza un pubblico di spettatori e cittadini stanchi della politica dei personalismi e delle accuse gratuite. Il paese è da ricostruire, in questo momento vince un giornalismo che non si allontana dalla sua missione che è quella di informare di fare cronaca e non pseudo salotti volti solo a piccole rivalse personali. Torniamo quindi a fare programmi con professionisti dell’informazione libera e bipartisan e non con principianti del settore messi lì solo per fare trasmissioni di offesa e non di dibattito. Imitare programmi come Ballarò o Annozero è impossibile. La professionalità ed il buon gusto vengono premiati dall’audience – conclude Pedica – mentre i salotti isterici mandano a picco gli ascolti. Buona la decisione della Lei che ci dimostra di agire in nome e per conto dell’azienda Rai».

SGARBI ATTACCA ANCHE LE SCELTE DEL PUBBLICO. "La mafia non ringrazia e io non eseguo. Chi l'ha scritto pagherà, questo è l’unico argomento che m'interessa  e non la trasmissione". Lo ha detto Vittorio Sgarbi durante una  conferenza stampa stamane a Roma. "Il sogno di Salemi - aggiunge -  non può essere infangato dalla chiamata di Giammarinaro, le cose  scritte sui giornali sono pura diffamazione, la stampa vuole  uccidere un paese incollandolo al passato. A Salemi io ho fatto il  museo della mafia e non Sonia Alfano, io ho fatto il museo del  Paesaggio. La conferenza di oggi su Salemi si sarebbe potuta  sposare con il giubilo della trasmissione di ieri. Pensavo ad un  risveglio diverso, invece di un matrimonio è stato un funerale ed  è difficile capirne le ragioni". Sgarbi ha convenuto con la Rai  che "non è conveniente per Rai1 la prima serata, forse andremo di notte prima di Marzullo. E’ stata vista da una porzione limitata  di telespettatori, il doppio ha preferito "Chi l’ha visto" interessato alla morte di una signora uccisa in condizioni  misteriose". "La gente - ha aggiunto Sgarbi - è più  interessata ai casi come quello di Avetrana che alla difesa del  paesaggio, della bellezza minacciata. Per catturare l’attenzione  del pubblico su questi temi la prossima volta si dovrebbe fare una  puntata di "Chi l’ha visto" sul paesaggio: che fine  ha fatto? è scomparso".
In realtà Sgarbi all’inizio della  conferenza ha chiarito subito che i giornalisti sono stati  convocati per smentire tutte le "idiozie" che i giornali hanno  pubblicato in questi giorni sul suo rapporto con Pino Giammarinaro  e il caso "Salemi": "In questi anni abbiamo lavorato - ha spiegato  Sgarbi in veste di primo cittadino di Salemi- per dare un nome  nuovo alla città prima capitale d’Italia: abbiamo fatto la  cultura ebraica, il museo della mafia, il museo del paesaggio, ma  la stampa vuole uccidere un paese incollandolo al suo passato".  Critico anche verso i commenti del fotografo Oliviero Toscani: "si  è inventato la scusa della mafia per andarsene" ha anticipato che  "la stampa che ha scritto cose sbagliate pagherà". Tornando alla  trasmissione di ieri Sgarbi è contento dei messaggi di  apprezzamento che gli sono arrivati in queste ore "più di 500".
 

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  • luca

    20 Maggio @ 10.16

    A prescindere dalla simpatia o meno. mi sono ritrovato a vedere il programma per caso. ritengo abbia trattato argomenti molto interessanti ed abbia denunciato in maniera puntuale lo stupro del ns territorio. argomenti che non dovrebbero stancare MAI.

    Rispondi

  • Andrea

    19 Maggio @ 19.11

    Caro Sgarbi, anche tu, come il tuo amico Bunga-Bunga Silvio, hai stancato tutti con la tua arroganza, supponenza e ignoranza. Anche la nomina alla Soprintendenza di Venezia ti è andata male... e ti sta bene!!!

    Rispondi

  • nicola perrotta

    19 Maggio @ 18.13

    Sei un emerito esperto del nulla, un quaqquaraquà che ha avuto la buona sorte di essere nato in italia, fossi stato in un qualsiasi altro paese del mondo ti avrebbero preso a calci in culo sin dalla tua prima apparizione...

    Rispondi

  • culatello

    19 Maggio @ 18.11

    Programma diverso, trasversale, verticale, orginale, non partitocratico, senza sesso e crimine volgare. Naturalmente abbattuto alla prima, è un segnno di qualità. Certo, la Rai senza la politica ufficiale sarebbe spettacolare.

    Rispondi

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